Dalla lista civica Maceratiamo:
Erano gli anni 70 e Giorgio Gaber si chiedeva provocatoriamente “cos’è la destra, cos’è la sinistra?“, scagliandosi contro i luoghi comuni e le ipocrisie insite in queste definizioni; segno che la strumentalizzazione delle ideologie politiche era già evidente allora, almeno per chi era in grado di vederla.
A distanza di oltre trenta anni siamo ancora fermi lì, a chiederci se una certa cosa sia di destra o di sinistra, piuttosto che verificare se sia buona o cattiva. Che non significa rinnegare il fatto che esistano ideologie politiche diverse; le ideologie esistono, c’è un pensiero di destra, come ce n’è uno di sinistra, oltre ovviamente a posizioni intermedie o comunque diverse da queste. Il problema è che troppo spesso ci si arrocca sull’essere di destra o di sinistra, senza poi riuscire a riempire queste definizioni di un contenuto significativo.
La politica di oggi (almeno in Italia, all’estero non sappiamo) purtroppo è questa: una contrapposizione assoluta sulle definizioni e una carenza altrettanto assoluta di contenuti concreti. Questo a livello del comune cittadino, perché se andiamo a vedere quello che succede ai piani alti dei partiti, e di conseguenza nelle pubbliche amministrazioni, scopriamo che questa contrapposizione non c’è affatto. Dalla spartizione delle poltrone e degli appalti, fino ai voti trasversali (vedi il piano casa a Macerata), è evidente che, a dispetto delle apparenze, tutto si svolge nella più completa armonia.
E’ chiaro che in questa situazione, se qualcuno si presenta come alternativa sganciandosi dalle definizioni di cui sopra, dà un certo fastidio perché mette in evidenza l’ipocrisia che si nasconde dietro al sistema.
Noi di MaceraTiAmo, incuranti dei rischi a cui andavamo incontro, abbiamo fatto proprio questo: abbiamo rinunciato alle definizioni precotte e ci siamo posti in contrapposizione autentica agli schieramenti dominanti. Né avremmo potuto fare diversamente, dal momento che tra noi c’è chi si sente vicino alle idee di sinistra così come c’è chi invece si riconosce nelle idee di destra. Quello che ci accomuna è il voler cercare delle soluzioni concrete ai problemi della città, il voler applicare il buon senso alla vita pubblica, il voler mettere al centro la qualità della vita di ogni cittadino; e, a monte di tutto ciò, il riconoscimento del fatto che la politica dei partiti ha fallito.
Così succede che da sinistra veniamo accusati di voler far vincere il candidato di destra, mentre da destra ci accusano di essere una stampella della sinistra. Il tutto con toni che spesso è eufemistico definire inopportuni. La realtà, molto più semplice, è che noi lavoriamo per far vincere il nostro candidato, perché riteniamo che gli altri non offrano niente di nuovo o di valido. Forse ci riusciremo o forse no, ma basta guardare i nomi dei candidati presenti nelle varie liste e i rispettivi programmi, per capire che la nostra è l’unica vera novità nel panorama politico cittadino. E che non fa da puntello a nessuno.
Venerdì si conclude la campagna elettorale e scopriamo che le due grandi coalizioni hanno monopolizzato la città dividendosi in perfetto accordo (c’era da dubitarne?) le piazze disponibili e pianificando comizi per le loro liste ad intervalli tali da poter disporre dello spazio ininterrottamente fino a notte. Chissà come la prenderebbero Mazzini e Battisti a vedersi attribuite rispettivamente le etichette di destra e di sinistra? Chissà quanti di quelli che si dichiarano ossessivamente di destra o di sinistra sanno chi erano e cosa hanno fatto Mazzini e Battisti?
“Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.” (G.G.)
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Non per fare il maestrino con la penna blu ma solo per la memoria di un grande come Giorgio Gaber vi segnalo un grossolano errore da parte vostra: “Destra – Sinistra” fu pubblicata per la prima volta nel 1994 e non negli anni ’70.
Poi se invece vogliamo rifarci al qualunquismo “che diceva ne di destra, ne di sinistra” (oppure sia di destra che di sinistra) come fate voi, rimando al 1944 e all’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini ma questa è un’altra storia.
Ha ragione sig. Marchi. Si è trattato di un errore da parte mia del quale faccio pubblica ammenda.
Il senso dell’articolo comunque non cambia: del resto il richiamo ad un vivere politico più autentico, capace di andare oltre gli stereotipi e gli slogan preconfezionati, è facilmente rintracciabile in tanti brani di Gaber, come di altri autori, anche in epoche precedenti. Ci sarebbe poi da sottolineare che cose simili sono state dette, in vari momenti della storia, anche da alcuni uomini politici, persone illuminate che hanno regolarmente pagato questa lungimiranza con l’isolamento.
Il brano di Gaber che ho scelto si sposa perfettamente con questa visione; purtroppo ho sbagliato la collocazione temporale. Errare è umano.
il signor guido marchi ha fatto tana. la canzone non ha “oltre trent’anni”, ma “solamente” sedici. l’errore è da segnare con il blu ma quell’errore testimonia anche, all’occhio attento, quanto sia debole il legame di maceratiamo con i partiti che compongono l’attuale maggioranza: un militante di sinistra non avrebbe mai fatto una gaffe del genere con gaber. il signor marchi, nel suo messaggio, non mostra quell’attenzione, limitandosi ad evidenziare l’errore e bollando il malessere che si descrive nell’articolo come “qualunquismo”. è vero, è uno dei mali della società contemporanea, ma definire “qualunquista” l’attività di un gruppo di donne e uomini che reagiscono a quel malessere portando avanti in prima persona una proposta concreta mi sembra quantomeno ingeneroso. forse è una reazione frutto del vizio che l’articolo descrive (sei dell’inter o del milan?) e, forse, quello della campagna elettorale non è il momento migliore in cui trovare “occhi disposti all’attenzione”, ma in maceratiamo ci stiamo adoperando perchè si creino le condizioni migliori per un reale ascolto reciproco, fra tutti. e sottolineo “reciproco”. innanzitutto con persone “sensibili” come il signor marchi mostra di essere.
grazie e saluti
Sa, c’è modo e modo di reagire al malessere. Con tutto il rispetto per le vostre idee (anche io sono per soluzioni pratiche e concrete… però ce ne sono di vario ordine e grado), mi sembra impossibile mettere sullo stesso piano destra e sinistra. Per una questione di logica: due cose diverse non possono essere uguali.
Poi sa, lei parla di ascolto reciproco. Il suo candidato sindaco qualche giorno fa in un comunicato diceva che “verrebbe voglia di prendere a sberle” (citazione letterale) chi parla di voto utile. Non mi sembra sia un buon viatico per una reale ascolto reciproco.
Sulla questione destra-sinistra credo, e spero, che l’articolo sia chiaro: non si contesta la diversità delle due posizioni, ma la strumentalizzazione che se ne fa.
Sulle “sberle” credo che basti un po’ di buon senso per capire che si tratta di un’immagine, magari un po’ forzata, ma tutt’altro che con intenzioni violente: è un po’ come il padre di famiglia che riprende un figlio scapestrato, una cosa fatta comunque con affetto. La cosa sarebbe più chiara se si evitasse di estrapolare un singolo pezzo della frase dal suo contesto.
Sono d’accordo con chi ha scritto l’articolo. ln Italia si riduce tutto alla distinzione fra destra e sinistra, sicuramente la differenza esiste, ma io sono fra quelli che si sono stufati di ridurre ogni questione a questa obsoleta dicotomia insanabile. Ci si nasconde troppo spesso dietro un’etichetta senza pensare che l’importante è avere idee vincenti, essere pronti a dialogare, arricchirsi nella differenza e trarne spunto per agire per il bene di tutti. Quale voto più utile di quello dato a liste formate da persone che, prima di essere di destra o di sinistra, credono profondamente in quello che scrivono nei loro programmi?
Non solo Pamela…. ma se siamo stanchi di come vanno le cose, quale possibiità migliore del voto per dare finalmente voce e azione a chi, senza appartenere a nessuno partito (se mai oggi ne esista ancora uno vero…) si impegna in prima persona per migliorare?!
Come si vede, ritenete di avere l’esclusiva di chi si impegna, di credere profondamente in quello che scrivete nel programma, di avere idee vincenti e quant’altro. Non di confrontarvi con altre persone che si impegnano, che credono profondamente in quello che scrivono nel programma etc. Che siano di destra, centro o sinistra.
Se questo è l’ascolto che andate predicando…
le posso garantire, signor guido, che non pensiamo di essere i soli ad avere le idee vincenti, di essere i detentori della verità. e non crediamo nemmeno di essere gli unici mossi da intenti “collettivi”. non glielo scrivo tanto per dire, perchè, per esperienza diretta, abbiamo avuto modo di conoscere e toccare con mano che le cose stanno proprio così. e ne siamo contenti. e ci da fiducia. perchè abbiamo interlocutori seri con cui scambiare idee e informazioni su cio che succede in città. quello che non si può non notare, però, è la fatica che quelle persone devono compiere per far accettare al partito di riferimento cose che in condizioni normali non meriterebbero la minima discussione: tra le varie vada a chiedere nel PD cosa pensano sulla giorgini e su cosa vogliono fare a riguardo. vedrà che le risposte non terranno conto solo della salute dei cittadini che sarebbe sottoposta a gravi rischi (in pochi direbbero un NO convinto), ma anche di un’altra serie di questioni che possiamo per semplicità chiamare “interessi privati”, tutti legittimi, ma con pesi inferiori a quello della salute pubblica. quello è un esempio ma per esperienze come quelle crediamo più utile, in termini costruttivi, dialogare tra persone che rispondono solo per se stesse e non per sovrastrutture che appaiono oramai logore come quelle dei partiti. infine una battuta: la “minaccia” della sberla fatta dal ns candidato sindaco è ben poca cosa rispetto alla reale violenza nei confronti di movimenti come il nostro insita nel discorso del voto utile fatto dai proprio dai grandi partiti.