La proposta di Maulo:
“Un museo della moto al Palace”
Da Gian Mario Maulo, candidato del Pd al Consiglio comunale:
“Il Palace cerca futuro: costruito in stile liberty nel 1911 al posto di un padiglione dell’Esposizione del 1905, con destinazione autorimessa, poi acquistato dalla ditta Perogio per la prima linea di autocorriere maceratesi, in seguito autofficina con autorimessa e rifornimento, infine esposizione concessionaria di auto. A metà degli anni ’90, l’Amministrazione Comunale, dopo un’ipotesi di ‘museo della carrozza’ oggi collocato in una sede più felice al Palazzo Buonaccorsi, favorì l’insediamento della discoteca e della terrazza ristorante, contrastata poi dagli abitanti e carente di vie di fuga. Il salone ultimamente ha tentato senza successo una diversa destinazione commerciale. Collocazione, dimensioni, struttura e storia ne fanno un salone di esposizione, più che un locale commerciale. La vicinanza al parcheggio coperto e ai giardini garantirebbero una sosta adeguata; ma l’accesso lungo il viale mal si concilia con un andirivieni di molte persone e la vicinanza alle abitazioni dissuade da una nuova destinazione musicale pur auspicabile e ideale per l’acustica, per la collocazione e per il collegamento con la terrazza ristorante.
Si potrebbe riprendere la primitiva vocazione espositiva: c’è un museo della moto in cerca di una sede; si tratta di centinaia di moto di tutte le epoche e cilindrate, che un privato intende donare al Comune; un’intera collezione di moto, preziosa e interessante, significativa per un turismo di nicchia: il Palace potrebbe diventare un punto di riferimento di sportivi e appassionati del settore, vista anche l’area di sosta sufficiente per le moto.
Il Comune ha dato da tempo la sua disponibilità a riceverlo in dono ed ha anche previsto un deposito temporaneo in un livello del parcheggio Sferisterio da adattare allo scopo. Perché non pensare ad una destinazione definitiva all’Autopalace? Si potrebbe cercare, con il privato che ne è proprietario, una soluzione che contemperi la valorizzazione del palazzo storico, l’inserimento nel circuito museale della città, la sostenibilità economica anche con rientri di biglietteria e gadget.
Altre destinazioni, auspicabili, cozzano con le esigenze della struttura, le difficoltà di ristrutturazione interna, i costi, gli accessi e le vie di fuga, le resistenze degli abitanti”.
