I contratti swap a Civitanova,
la replica del sindaco Mobili:
“Strumentalizzati dall’opposizione”

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di Laura Boccanera

<<Alla corte dei conti gli swap ci sono già, l’intervento dell’opposizione è solo una strumentalizzazione politica>>. Risponde così il sindaco Massimo Mobili (nella foto) all’intervento dei consiglieri del Pd all’indomani dell’esposto presentato alla Corte dei Conti. Mobili supportato da Marco Passarelli, dirigente del settore finanza, ha risposto punto per punto alle sollecitazioni dell’opposizione: <<per prima cosa non è vero che abbiamo estinto gli swap per questioni elettorali perchè il 16 dicembre quando è stato deliberato in consiglio comunale di uscire Marinelli non era ancora candidato, inoltre in quel consiglio l’opposizione ha detto una cosa e ora ne sostiene un’altra>>. In merito invece all’accusa su presunte irregolarità per l’utilizzo fatto della somma ottenuta con gli swap (solo per investimenti e non spese correnti secondo la sentenza della corte dei conti della Lombardia) Mobili afferma <<mi dicano dove è scritto che l’up front non può essere utilizzato per spese correnti, non esiste solo la giurisprudenza della Lombardia, ma ci sono opinioni e sentenze discordanti>>. Più concreto, seppur nel linguaggio del burocratese, il dirigente Passarelli che dichiara che l’operazione swap va letta ed interpretata sulla base delle normative presenti al momento della sottoscrizione: <<c’è una circolare del Ministero che dichiara che gli swap non sono una forma di indebitamento, anche se ora la tendenza della corte dei conti è di smontare in parte questo assunto, l’operazione è stata fatta sulla base della profitto, se non ci fossero stati gli swap nel 2001 il Comune avrebbe avuto gravi dissesti finanziari che l’up front ha invece assorbito e bilanciato, e in merito alla chiusura se si calcola l’adeguamento istat, ovvero il tasso di attualizzazione all’1% non è vero che ci abbiamo rimesso, il Comune di Civitanova ha chiuso in pareggio>>.


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