Un obiettivo di Maceratiamo:
portare democrazia a km zero e partecipazione

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di Beatrice Cammertoni

Democrazia a km zero (cioè diretta) e partecipazione: a Macerata è possibile? A questa domanda tentano di rispondere da ormai diversi mesi i responsabili della lista civica Maceratiamo. Paolo Ranzuglia ed i suoi hanno organizzato per il pomeriggio di oggi un incontro sul tema, presentando agli elettori non solo il loro progetto, ma anche quelli più maturi promossi dal settimanale “Carta” e dall’associazione “Luoghi Comuni”. Coordinati da Giuseppe D’Antini, nella sede dell’Arci di via Verdi si sono, infatti, susseguiti gli interventi di Pierluigi Sullo, Anna Pizzo e Mary Pazzi, perché, come ha sottolineato il candidato sindaco “La nostra esperienza è giovane e risale a questa estate assumendo delle caratteristiche particolari e legate proprio alla sua nascita recente. Del fatto che nessuno di noi ha mai avuto esperienze politiche cerchiamo di fare un punto di forza, tuttavia abbiamo bisogno di rivolgere lo sguardo verso contesti più consolidati. Maceratiamo, qualunque sia l’esito delle elezioni, farà dell’appuntamento di fine Marzo un inizio.”
Giuseppe D’Antini, che nell’introdurre i relatori invita a non scendere in polemiche politiche, proprio perché si tratta di periodo di campagna elettorale, ha introdotto l’argomento dell’incontro (“Democrazia a km 0: forme e metodi di democrazia partecipativa, insieme per cambiare la città”, il titolo) lanciando una provocazione: in quanto tali, i regimi democratici, non dovrebbero sempre prender vita dal basso? Non ne sono i cittadini i veri titolari? “La democrazia va chiesta, va presa e poi usata, i cittadini devono poter chiedere quello che vogliono e ottenerlo quando vogliono.”

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Anna Pizzo, collaboratrice di “Carta”, è consigliere uscente dell’amministrazione regionale del Lazio: “Mi autodenuncio, si diceva che i candidati di Maceratiamo non hanno esperienze in politiche, io invece sono “un’internista”. Credo che quella che sto per concludere sia stata una bellissima esperienza, da non fare più di una volta, per non rischiare di “professionalizzarsi” e rischiare di cadere nella logica del potere”. Anche le elezioni nel Lazio vedono come protagonista una lista civica nata con l’obiettivo di perseguire un sistema di democrazia diretta, schieratasi contro quelle forze politiche soprannominate dalla Pizzo “Lasciatemi lavorare ora, faremo i conti tra cinque anni a fine mandato”.
L’esperienza dei movimenti spontanei “no-Tav” è stata invece portata da Pierluigi Sillo, direttore di “Carta”, giornale al quale sono confluite voci di provenienze estremamente diverse tra loro, ritrovatesi per dare nuova forma al modo di far politica. Il giornale ha favorito la messa “in rete” di esperienze simili, collegate da un medesimo filo conduttore: “Comunità spinte ad agire e a rompere la politica”.

L’associazione Luoghi Comuni, di cui la relatrice dell’incontro di oggi Mary Pazzi fa parte, nasce nel fermano lo scorso anno dalla confluenza di movimenti spontanei sorti tra i cittadini a livello locale in più ampie liste provinciali con alcuni esponenti dei partiti. “L’associazione è stata aperta a tutti. La coesistenza di realtà diverse contribuisce oggi alla formazione di nuove forme politiche.”
L’augurio è quello per cui la rete di relazioni tra realtà promotrici di forme e metodi nuovi per una democrazia che parta dalla partecipazione della cittadinanza, possa presto coinvolgere anche Macerata e Maceratiamo.

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