Mauro Giustozzi si presenta
e ringrazia Giulio Conti
Regionali - La presentazione dell'unico candidato del Pdl nel capoluogo
di Maurizio Verdenelli
Giulio Conti? “In definitiva mi dispiace per la sua rinuncia alla candidatura regionale, grazie tuttavia (e di cuore) per l’apprezzamento che ha voluto esprimere verso la mia persona. Riconoscimento sincero di una stima nata nell’aula consiliare maceratese che ci vide assieme in anni lontani seppure su campi opposti: come assessore io, lui come consigliere di minoranza. Molto più di recente, naturalmente, ho avuto modo di conoscere su Facebook il figlio di Giulio, Fabio Massimo: un giovane sveglio, preparato certamente all’altezza ed adeguato per un impegno politico sulle orme paterne”.
Fabio Pistarelli? “Per carità: un amico e soprattutto nessun dualismo riguardo alla nostra comune aspirazione nel voler concorrere per la candidatura a sindaco di Macerata. Solo gossip tra di noi (gli fa eco Deborah Pantana ndr): stimo Fabio per la correttezza e il rispetto che ha mostrato di nutrire. E’ vero: ad un certo punto era sembrata matura la mia candidatura a sindaco. Come notissimo, non se ne fece poi più nulla ma non per questo mi sono mai posto di traverso sul percorso di Pistarelli. Anzi ora stiamo lavorando insieme, ieri sera ci siamo visti ed abbiamo concordato linee comuni. Chi parla di dissidi tra noi, è sicuramente in malafede…”.
Franco Capponi: “Il difetto, o forse il pregio, del Pdl è che i dibattiti interni hanno sempre e comunque un riverbero …all’esterno a differenza, ad esempio del Pd. E vengono ingigantiti”. Arrigo Antolini: “Ti posso assicurare, caro Mauro, che Fabio ha molto gradito la tua candidatura in Regione”.
Voci, stamattina (sul tardi) dalla conferenza stampa di presentazione della candidatura alla consiglio regionale di Mauro Giustozzi (Pdl), segretario generale reggente della Provincia. Inaugurata a tempo record la sede elettorale in via Trento e pure distribuiti i primi pieghevoli e santini di quello che è l’unico candidato maceratese del centrodestra per la Regione, dopo essere stato a lungo tra i papabili per lo scranno di primo cittadino. “Pieghevoli –dice Giustozzi- che saranno al più presto resi più cospicui con l’inserimento dei punti particolari del mio programma per Macerata capoluogo. Abbiamo infatti dovuto sbrigarci. E non è solo una questione di risparmio se il ‘mio’ video è stato fatto proprio in casa, per l’esattezza da mia figlia Alessandra, 13 anni, proprio ieri sera mentre io ero già immerso nelle prime riunioni”.
Giustozzi è rientrato infatti in piena corsa solo in extremis, dopo che per mesi i bla-bla pre-elettorali lo davano tra i candidati sindaci più autorevoli per il Comune. Poi la rinuncia, anche questa in extremis, dell’on. Conti (anch’egli tra i protagonisti del pre-gara elettorale) ed ecco rispuntare il nome del dirigente succeduto al dottor Mariotti alla guida ‘tecnica’ della gran macchina provinciale. Un uomo forte, di rigorosa osservanza e fede ‘azzurra’ (non solo diocesana). Una candidatura che suscita un non rattenuto orgoglio griffato Forza Italia all’interno del Pdl. Se ne fa portavoce, in apertura di conferenza stampa, il coordinatore comunale Gianni Menghi: “Esprimo a questo proposito –dice- una doppia soddisfazione di natura personale data l’amicizia con Mauro, e politica. Sì, perché Giustozzi è il solo candidato maceratese del centrodestra e in questo contesto è motivo di soddisfazione perché, come rappresentante dell’area di Forza Italia, è destinato a costituire il punto di riferimento per tutti i moderati riformisti. Sapremo che lui porterà avanti la sua azione con competenza e passione. E dopo il voto, cominceremo a costruire insieme il nuovo Pdl maceratese”.
Già perché le idee-forza del candidato sono appunto “competenza e passione” e “Macerata in Regione”. “Non sono né vecchio –dice Giustozzi, presentandosi- ma neppure un giovane sconosciuto. Non vivo di politica né per la politica: ho il mio mestiere, la mia professione. Questa sfida è venuta per me al momento giusto. La sfida è quella di rilanciare Macerata che non può più essere considerata la Cenerentola delle Marche, costantemente dietro Ancona e Pesaro nelle scelte che contano. E per Macerata indico il faro, il riferimento di una provincia: non c’è contrasto, intendiamoci, rispetto a questa sua leadership sul suo territorio, ma tale ruolo è stato posto in non cale da tempo dalla Regione”.
Quali gli obiettivi?
“Ho un’idea forte: osare di più, alzare l’asticella, abbandonando ogni strategia vittimistica nei confronti del Palazzo di Ancona. E per Macerata e il Maceratese le emergenze sono per me, fondamentalmente, cinque: 1) turismo, volano insostituibile di sviluppo economico; 2) ambiente con un occhio particolare alle energie rinnovabili come il fotovoltaico che sarà in futuro sempre più fonte di occupazione per i giovani; 3) sanità con un Pronto soccorso davvero all’altezza delle aspettative di tutta la popolazione provinciale ed un Polo oncologico da realizzare al più presto intorno ad un reparto modello che attende improrogabili risorse; 4) la cultura con la straordinaria occasione delle celebrazioni ricciane e il mio personale sogno di uno Sferisterio finalmente coperto in modo da utilizzarlo molto più di un mese all’anno; e 5) il lavoro che rappresenta il fiore all’occhiello di un territorio dove ci sono 38.000 imprese a fronte di una popolazione di appena 320mila abitanti. Da dirigente delle Politiche del Lavoro della Provincia devo tuttavia purtroppo constatare che i segnali d’allarme su questo fronte sono ora in preoccupante aumento: in 12 mesi sono raddoppiate le ore di cassa integrazione così come parimenti si è moltiplicata la mobilità nelle aziende. Aspettiamo a questo proposito che la Regione non pensi solo a prelevare tasse dall’Irap ma che voglia in futuro curarsi più di noi, della nostra crisi, non solo del distretto industriale del fabrianese e dell’A.Merloni”.
Cosa rimprovera a Spacca?
“Troppe autocelebrazioni, troppi spot: vorrei una politica più low profile che in silenzio si occupasse davvero di risolvere i problemi più che curare personali immagini. C’è in giro un ansia di cambiamento che richiede concretezza e scelte concrete. Bisogna saperla intercettare”.
Sul tema di Macerata alla ricerca dell’identità (di capoluogo) perduta si è soffermato anche Franco Capponi. E sulla crisi economica, il presidente della provincia è d’accordo sull’azione propulsiva delle piccole e medie imprese. “Il modello sano sono proprie le PMI: il 19 marzo sarà a Macerata il ministro Claudio Scajola a dirci che da lì bisognerà trovare le ragioni di un nuovo sviluppo. In tutti questi anni il centrosinistra, a livello nazionale, si è sempre disinteressato di Macerata. Solo il centrodestra, contro l’iniziale avversità dello stesso centrosinistra, è riuscito con la Quadrilatero ad invertire questo eterno disinteresse. Questo progetto, voluto dal sen. Baldassarri, sarà sempre la nostra medaglia, il senso del nostro contributo alle popolazioni delle Marche”.
Poi Capponi concorda con Giustozzi con gli spot regionali: “per carità, bellissimo il promo con Dustin Hoffman. Però basta con queste iniziative poco prima del voto, a rivelarsi in realtà come spot per il presidente di lì a poco candidato a …succedersi”.
Infine un riconoscimento al candidato presidente del Pdl, Erminio Marinelli, anch’egli uomo della Provincia maceratese. “Un candidato eccellente, come tutti gli altri espressi dal Pdl in perfetta sintonia con il territorio. L’uomo più moderno che la politica ha espresso negli ultimi 20 anni: il presidente giusto per rimettere le Marche in linea con il Governo centrale. Erminio sa come dare soluzione ai problemi veri della gente”.
La conferenza stampa si conclude con le ultime notizie dal ‘fronte’ pre-elettorale, particolarmente da quello Udc: sarà della partita del centrodestra? Il collega Giancarlo Falcioni (Carlino) asserisce di aver incontrato la sera precedente al Pozzo gli esponenti Sergio Tartari, Paolo Cotognini e Stefano Quarchioni ancora alle prese con la Margherita: Pistarelli sì, Pistarelli no. Solo nel tardo pomeriggio, dalla sede del partito a corso della Repubblica, quasi a fianco dal ‘negozio elettorale del candidato Pdl’ salirà la fumata bianca. Il partito di Casini farà coalizione con Pistarelli riducendo così il numero dei candidati sindaci: ‘solo’ cinque correranno per il Palazzo di Città.

Meno male che Obama c’è!
Traduciamo:
Giulio Conti? “In definitiva mi dispiace per la sua rinuncia alla candidatura regionale, grazie tuttavia (e di cuore) per l’apprezzamento che ha voluto esprimere verso la mia persona.
C’ERA IL RISCHIO CHE, SE CORREVAMO TUTTI E DUE, FINIVA CHE MAGARI UN TERZO (INCOMODO) ANDAVA IN REGIONE AL POSTO NOSTRO… QUINDI RINGRAZIO GIULIO CHE MI PERMETTE DI ANDARE IN REGIONE
Molto più di recente, naturalmente, ho avuto modo di conoscere su Facebook il figlio di Giulio, Fabio Massimo: un giovane sveglio, preparato certamente all’altezza ed adeguato per un impegno politico sulle orme paterne”.
OVVIAMENTE NON SI FA NULLA PER NULLA: QUINDI ALLE COMUNALI, PER QUANTO MI SARA’ POSSIBILE, CERCHERO’ I VOTI PER IL FIGLIO, VISTO CHE IL PADRE HA FATTO UN PASSO INDIETRO.
Fabio Pistarelli? “Per carità: un amico e soprattutto nessun dualismo riguardo alla nostra comune aspirazione nel voler concorrere per la candidatura a sindaco di Macerata. Solo gossip tra di noi (gli fa eco Deborah Pantana ndr): stimo Fabio per la correttezza e il rispetto che ha mostrato di nutrire. E’ vero: ad un certo punto era sembrata matura la mia candidatura a sindaco. Come notissimo, non se ne fece poi più nulla ma non per questo mi sono mai posto di traverso sul percorso di Pistarelli. Anzi ora stiamo lavorando insieme, ieri sera ci siamo visti ed abbiamo concordato linee comuni. Chi parla di dissidi tra noi, è sicuramente in malafede…”.
IO CI AVEVO MESSO LA BOCCA SULLA CANDIDATURA A SINDACO, E NEMMENO IMMAGINATE QUANTO MI CI HA ROSO ALL’INIZIO CHE HANNO SCELTO FABIO…. MA POI HANNO FATTO IL GIOCO DELLE TRE CARTE, PER SPINGERMI IN REGIONE, QUINDI ADESSO LUI HA BISOGNO DEI MIEI VOTI IN CITTA’ ED IO DEI SUOI IN REGONE E QUINDI FINGIAMO DI ESSERE AMICI.