Azione Universitaria accusa:
“Stracciati i cartelloni
della mostra sulle foibe”
Da Azione Universitaria Macerata:
Ancora una volta ignoti hanno cercato di non ricordare e di cancellare la tragedia delle Foibe, la storia dell’Italia e degli italiani.
Ebbene, il gesto vile è stato quello di aver stracciato i cartelloni della mostra fotografica: “Le Foibe”, allestita nel Vecchio Palazzo del Mutilato, ora sede del C.A.S.B. (Biblioteca Universitaria).
Da questo gesto si evince come ancora oggi, nonostante ci sia una legge nazionale (l. n. 92/2004) che ha istituito il Giorno del Ricordo in memoria dei martiri delle foibe, degli esuli italiani di Fiume, Istria e Dalmazia, si cerchi e si tenti di negare il ricordo di questa tragedia. Ciò vale anche per le vittime della Shoah e per i drammi del passato, così afferma Vittorio Guastamacchia, Presidente Provinciale di Azione Universitaria Macerata.
Michele de Simone, Presidente Regionale Giovane Italia Marche, sostiene che si è trattato di un gesto grave, ma per fortuna isolato. Il Giorno del ricordo non è una manifestazione di parte, ma di tutti gli italiani”.


Se il Giorno del ricordo dovrebbe essre una manifestazione di tutti gli italiani, così come il 25 aprile, allora non comprendo “l’etichetta” che ci mettete a tutti i costi.
Potevate fare anche la mostra senza riempire di vostri simboi politici i cartelli.
Per quanto rigurda il fatto che alcuni ve li hanno strappati mi pare esagerato farci della dietrologie (come si può negare qualcosa visto che c’è tanto di legge nazionale?).
I manifesti in Università (ma non solo) li hanno sempre strappati: l’imbecille di turno, l’invidioso, il provocatore… Credete che siete gli unici a cui strappano i manifesti?
Mi sembra solo una scusa, nenache tanto originale, per fare un comunicato stampa e farsiun pò di pubblicità….
Sig. Cerasi, io non la conosco però dato che lei ha commentato un comunicato stampa, dove c’è scritto il mio nome, mi sento in dovere di risponderle.
Innanzitutto da quello che lei ha scritto si nota che non ha neanche visto la MOSTRA, formata da 10 pannelli sistemati sulla rampa di scale del C.A.S.B., autorizzata dall’Università e allestita dai ragazzi di Azione Universitaria Macerata, i quali dopo aver sostenuto gli esami hanno dedicato due giorni del proprio tempo ad allestire la MOSTRA e a CONTROLLARE che non succedesse niente di spiacevole, come poi è avvenuto in un momento in cui si pensava non potesse succedere nulla .
Per quanto riguarda i simboli della nostra associazione universitaria e del comitato dieci Febbraio, questi sono stati inseriti unicamente in quanto promotori della MOSTRA. E’ evidente e chiaro che il GIORNO del RICORDO non è e né tanto meno potrà Mai essere una manifestazione politica. .
Infine devo dirle che non sono state fatte delle dietrologie ma anzi l’obbiettivo della MOSTRA e del comunicato è stato quello di ricordare, ma soprattutto quello di insegnare a TUTTI i ragazzi che esiste ANCHE il Giorno del Ricordo. E’ spiacevole ammettere che nel 2010, dopo 6 anni dall’istituzione della legge, e dopo quasi più di 50 anni di attese per avere tale legge che ricordasse i 350.000 mila italiani uccisi e le migliaia di persone cacciate dalla propria Patria, ci siano ancora libri di testo che non ne parlano e ci siano ancora professori che SNOBBANO e IGIORANO tale tragico accadimento storico avvenuto tra il 43’ e ’45… e quindi, caro signor Cerasi, è duro ammettere che CI SONO ancora studenti che non sanno che cosa sia il 10 Febbraio.
P.s . come lei avrà sicuramente notato la parola MOSTRA è stata sempre scritta in maiuscolo, proprio per ricordarle che hanno strappato con cattiveria e viltà non i manifesti, i quali ci vengono sempre strappati in facoltà ogni giorno , ma la MOSTRA da noi allestita e da noi preparata.
Dimenticavo che la scusa o l’occasione credo che l’ abbia lei per scrivere qualcosa, quindi credo che debba ringraziare tutti coloro che scrivono e che le danno questa possibilità di avere il suo spazio di gloria.
La ringrazio e la saluto
VITTORIO GUASTAMACCHIA
Sig. Guastamacchia.
Credo che intenda per Mostra quei manifesti che è possibile vedere anche nelle foto dell’articolo.
Apprezzo innanzitutto i simboli di azione universitaria e del comitato 10 febbraio posti in basso per evidenziare i promotori ma non la proprietà dell’evento.
Stessa accortezza e buon gusto non può essere rilevato nell’intitolazione delle bacheche che espongono i manifesti (che lei se vuole può definire mostra) segno evidentissimo che l’interesse è più per il ricordo di “azione universitaria” piuttosto che per i martiri delle foibe.
E’ facilmente intuibile, quindi, che sia stato un gesto di dissenso verso un manifesto di “Azione Universitaria” o semplicemente un gesto di stupidità di qualche universitario “ribelle” piuttosto che un vile attacco alla memoria dei martiri della patria che tutto potevano pensare tranne di essere usati.
Se proprio deve sdegnarsi, credo che dovrebbe farlo verso chi ha pensato di utilizzare tale celebrazione come una possibilità di propaganda anzichè esporre la storia come fatto in altri atenei.
Tuttavia, pur biasimando l’accaduto, credo che seppur la dislocazione della “mostra” sulle scale non sia la scelta più opportuna, senza quella pesante intestazione avrebbe sicuramente ingenerato più rispetto nei passanti.
Avrebbe poi potuto, e politica ci insegna, fare un comunicato dove azione universitaria ringraziava ed elogiava la grande affluenza aggiungendo quanto voluto per una più corretta propaganda del movimento.
Ciò, tuttavia, è solo una mia opinione
Gent. sig. Guastamacchia,
Come ci sono studenti che non sanno cosa sia il 10 febbraio ce ne sono altrettanti che non sanno che dal 1943 fino alla fine dela guerra le province italiane di Udine, Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Lubiana (tutte zone dove il fascismo, nonostante fossero territori multilingue e multiculturali, cercò forzatamente di italianizzare cercando in tutti i modi, anche con la forza, di cancellare 1.000 anni di storia NON italiana) vennero sottoposte al diretto controllo del Terzo Reich e dove dell’amministrazione venne dato mandato alla RSI.
Come ci sono studenti che non conoscono tante altre pagine di Storia, ben peggiori di quelle tragiche sulle Foibe, che accaddero durante l’ultimo Conflitto Mondiale.
Se il “giorno della Memoria” doveva servire per ricordare si poteva benissimo ricordare SENZA la pubblicità del vostro movimento che, per altre ricorrrenze, invece sembra essere allergico (o indifferente) visto che non le ricorda per nulla o non le festeggia….
Sig. Mamo la propietà dell’evento è di tutti gli italiani è anche scritto nel comunicato . Per quanto rigurda i simboli credo che sia giusto che compaiano i simboli dato che è stata ideata e promossa da noi .(questa è una mia opinione).
Per il resto come lei ha detto è solo una sua opinione e la rispetto , infine credo che lei o non è un universitario o non frequenta la nostra università dato che dovrebbe sapere che l’unico posto per fare un mostra sono le scale in quanto attrezzate per questa tipologia eventi .
Gent. sig. Cerasi la mostra era dedicata alle Foibe e io da modesto studente credo nessuna tragedia sia valutabile sulla quantità dei morti o come lei ritiene “ben peggiori” poi se lei legge il comunicato con attenzione trova anche un riferimento alle vittime della Shoah e ai drammi del passato.
Infine credo che debba corregere l’ errore del sua articolo, perchè tale errore dimostra come non solo ci sono studenti che non conosco pagine di storia ma anche commentato.
Ciò, tuttavia, è solo una mia opinione
Caro sig. Vittorio,
Lungi da me dare importanza, come lei erroneamente mi accredita, alla conta dei morti (cioè più morti = tragedia più importante).
Mi riferivo soltanto al fatto che, durante la II Guerra Mondiale, le foibe non furono l’unico eccidio -ne il peggiore- e che, su quelle stesse terre, molti misfatti venero compiuti dai fascisti contro le popolazioni inermi.
Vedo però che lei cerca inutilmente di girare attorno alla questione che è assai semplice, pure per uno studente universitario: se il “Giorno della Memoria” deve essere condiviso da tutti è ben strano che il vostro concetto di condivisione sia inanzitutto a senso unico (cioè “condividete” solo quelo che vi fa comodo politicamente) e poi sia quello di riempire di vostra pubblicità la mostra proprio per dare valenza squisitametne politica alla cosa.
Comprendo altresì che avete grossi travagli politici di stomaco a condividere altre ricorrenze, ad esempio il 25 aprile, e che fino agli ultimi anni non avevate grosse occasioni da ricordare, se non l’istaurazione di feroci e repressive dittature in Europa e Sud America.
Comprendo inoltre che, con la mistificazione del “italiano brava gente” (in contrapposizione all’occupante tedesco cattivo e spietato), cerchiate in tutti i modi di prendere le distanze dalla feroce dittatura nazista…..
…. Ma come lei mi insegna la Storia è li, davanti a tutti.
Gli italiani, seppure in misura minore rispetto ai nazisti, furono feroci occupanti non di rado avvezzi a fucilazioni sommarie, torture, deportazioni.
Quindi fare finta che le foibe siano solo una “pazzia del momento” dei cattivi comunisti, non collegata invece per nulla a quanto i fascisti fercero (nei mesi e negli anni precedenti) è questa si una chiave di lettura della storia molto, molto di parte…..