Macerata: lottizzazioni, Piano Casa
e massoneria in Consiglio comunale
Ieri sera via libero del Consiglio comunale alla lottizzazione denominata Pcl17 che sorgerà, nell’ambito del Piano casa, a Sforzacosta. La delibera, illustrata dal sindaco Giorgio Meschini, è stata infatti approvata con 20 voti a favore (Pd, Comunisti italiani, Rifondazione comunista e il capogruppo dell’Udc Ivano Tacconi) e 6 astensioni (Pdl, Comitato Menghi, Giovanni Picchio dell’Udc e Uliano Salvatori del Gruppo misto).
Il piano – in merito al quale non ci sono state né discussione né dichiarazioni di voto – prevede una superficie complessiva 10.295 mq di cui una parte costituita da aree pubbliche e una parte da superficie edificabile dove sorgerà un complesso composto da due blocchi speculari collegati tra loro da un porticato. Nella zona sono previsti verde e parcheggi pubblici e una nuova viabilità.
Il Consiglio subito dopo è passato ad esaminare una mozione presentata dal consigliere Placido Munafò del Comitato Anna Menghi, relativa al codice etico della massoneria. In sostanza con l’atto – respinto con 14 voti contrari (Pd, Maurizio Mosca di Città viva, Luciano Pantanetti e Reinhard Sauer di Rifondazione comunista),. 9 a favore (Comitato Menghi, Udc, Comunisti italiani e Ruben Leporoni di Rifondazione comunista) e 4 astensioni (Pdl e Uliano Salvatori del Gruppo misto) – si chiedeva di impegnare la I commissione consiliare “Affari istituzionali” ad attivarsi per modificare lo statuto del Comune inserendo l’obbligatorietà di dichiarare l’eventuale appartenenza alla massoneria degli amministratori comunali (sindaco, assessori e consiglieri comunali).
Un atto di trasparenza e chiarezza amministrativa dovuta ai cittadini secondo il proponente. Non dello stesso parere Federico Valori (Partito socialista) che non vede la necessità di dichiarare valori liberali mentre per Reinhard Sauer (Rifondazione comunista) il problema della trasparenza è concreto ma obbligare non pensa sia il modo giusto per un confronto politico. Riccardo Sacchi (Pdl), che si è detto non contrario alla trasparenza dei candidati, pensa però che quest’ultima non sia perseguibile attraverso la mozione, Alessandro Savi (Comunisti italiani) ritiene invece non condivisibile l’appartenenza alla massoneria a quella di altre associazioni mentre Anna Menghi, capogruppo dell’omonimo Comitato, ha affermato che tutte le forze politiche dovrebbero farsi carico del codice etico della massoneria perché è arrivato il momento della maturità degli amministratori. Per Ivano Tacconi (capogruppo Udc) non c’è nulla di male a dichiarare l’appartenenza alla massoneria mentre per Maurizio Mosca (Città viva) se essere massone significa non andare in galera non vede perché farlo sapere. Romano Carancini (capogruppo Pd) ha invece affermato che l’inserimento nello statuto comunale dell’obbligatorietà di dichiarare l’appartenenza alla massoneria sia di natura illecita sotto il profilo civilistico e amministrativo mentre Silvano Iommi (Pdl), in dichiarazione di voto, ha annunciato l’astensione del suo gruppo perché si è parlato di cose che si conoscono poco.
L’assise cittadina infine ha preso in esame la delibera relativa all’adozione di un altro piano di lottizzazione, il Pcl14 rientrante anch’esso nel Piano casa, relativo nella zona di Fonte Maggiore che prevede due diverse tipologie di edifici, un’area verde, superfici destinate a parcheggio pubblico e il completamento della strada di collegamento fra via Fonte Maggiore e via Bianchini.
Critico nei confronti del piano Reinhard Sauer (Rc) che ha parlato di edificazione in una zona molto sensibile e l’ultima rimasta integra lungo viale Leopardi, perplessità le ha espresse anche il capogruppo Pantanetti mentre Iommi (Pdl) annunciando il voto contrario alla delibera ha affermato che la zona paesaggisticamente è importante per la città e che cinque palazzi ne comprometteranno la qualità. Il voto contrario all’atto è stato anticipato anche da Andrea Beccacece (Udc). Nella replica il sindaco Meschini ha affermato che con questa lottizzazione si va a valorizzare Fonte Maggiore tutelandola attraverso un’area verde.
A questo punto della discussione il capogruppo del Pd, Romano Carancini, ha chiesto la verifica del numero legale che, non essendoci, ha portato alla sospensione dell’assemblea. Alla ripresa dei lavori sempre Carancini ha preso la parola per mozione d’ordine chiedendo la fine del Consiglio e il rinvio della pratica a gennaio. Nonostante la contrarietà alla proposta da parte del consigliere Placido Munafò, la richiesta del capogruppo Pd è stata accolta con 16 voti a favore ( maggioranza e Giovanni Picchio dell’Udc) e 7 astensioni (Pdl, Luciano Pantanetti e Reinhard sauer di Rc).
(dall’Ufficio stampa del Comune di Macerata)
Quello che è accaduto in Consiglio comunale si commeta da solo … e poi parlano di trasparenza amministrativa. Attenzione c’è chi ha paragonato l’appartentenza alla massoneria come l’iscrizione ad un sindacato, ridicolo! Tutti ovviamenete sappiamo che non è la stessa cosa, la domada è come mai ad Ancona governatta dal centro sinistra un assessore massone è stato costretto alle dimissioni e a Macerata lo stesso centro sinistra difende invece la massoneria a spada tratta spalleggiato dal PdL? La mozione chiedeva semplicemente di dichiararre l’eventuale appartenza alla massoneria dei candidati a Sindaco, assessori e Consiglieri, non negava certamente la loro possibilità a qualsivoglia candidatura. Due pesi e due misura per Macerata che è Città di Maria per volere del Consiglio comunale dal 1952. Mi sembra il tutto molto ipocrita.
Posso capire l’atteggiamento del PDL – tutto compreso tra la dichiarazione razionale di Iommi e quella un po’ anfibia di Sacchi, passando per gli astenuti – ma resto basito di fronte al voto contrario di PD, Città Viva, Pantanetti e Sauer.
Sono contrario anche alle dimissioni anconitane, se dovute solo ed esclusivamente al fatto che l’amministratore dimissionato apparteneva alla massoneria. Parimenti, però, sono d’accordo a che i biglietti da visita dei candidati amministratori siano palesi.
Personalmente, non temerei una norma statutaria comunale che mi obbligasse a dichiarare che faccio parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
L’avevo già scritto, ma non ho ricevuto risposta.
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Mettiamo che, cambiamo lo statuto (e non si violi qualche legge e la Costituzione), e sia obbligatorio dichiarare l’appartenenza alla Massoneria (o all’Opus Dei o ai Cavalieri di Maria o a quelli di Malta)….
Mettiamo che io sia Sindaco e non mi dichiaro. COSA ACCADREBBE?????
In attesa di cortese ed esauriente risposta…
accadrebbe che tu non ti candidi, se non ti dichiari prima. Se invece fingi la dichiarazione, non ti accadrebbe nulla. Infatti, anche ora puoi chiedere a tutti se sono massoni e nessuno ti risponde di sì.
@Filippo.
Il punto è prprio questo…. NON ACCADREBBE NULLA.
Potremo mettere sullo Statuto (ammesso e non concesso che non si violi qualche legge e qualche articolo costituzionale) che chi è evasore fiscale deve dichiararsi, oppure deve dichiarsi chi è infedele.
Potremmo mettere sullo Stastuto anche che chi ha edificato senza licenza e autorizzazini deve dichiararsi così come deve dichiararsi chi guida con un tasso alcolemico superiore a quanto consentito dala legge.
Anche in questi casi, se si rimanesse in silenzio, NON ACCADREBBE NULLA.
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Ma ammesso e non concesso che, in linea puramente teorica, Tizio (che è dell’Ordine di Malta o del Club di Nona Papera, non importa) non lo dichiari e che invece, poi, si scopra (senza violare la legge) che fa parte di quella associazione, club o circolo.
Teoricamente si dovrebbe prevedere, sullo statuto, ANCHE l’automatica dimissione visto che Tizio non ha dichiarato pubblicamente di appartenere all’Ordine di Malta…..
Ma questa “previsione” (cioè che, se scoperto che fai parte di un’associazione e non lo hai detto, decadi) è possible inserirla nello statuto????
L’Ordine di Malta (o il Club dei Cuori Solitari) è un ordine segreto?
Persegue finalità anticostituzionali?
E’ una organizzazione terroristica o mafiosa????
Cioè l’Ordine (o il Club dell’Uncinetto) sono contrari alla legge italiana????
Poichè la risposta è NO (in quanto il Club di Topolino NON è un’associazione mafiosa, terroristica o illegale) sarà assai difficile (cioè praticamente IMPOSSIBILE) che si possa prevedere, SENZA VIOLARE LE LEGGI, che sullo statuto il silenzio di Tizio comporti la decadenza….
…….Quindi anche in questo caso NON ACCADREBBE ASSOLUTISSIMISSIMAMENTE NIENTE, NIX, NADA….
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Quindi TANTO RUMORE PER NULLA
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