L’Idv: “La privatizzazione dell’acqua
avrà ripercussioni occupazionali
per le imprese locali”
Da Paola Giorgi, responsabile provinciale dell’Italia dei Valori:
“In Italia viene approvato, con l’ennesimo voto di fiducia, mortificando ancora una volta il ruolo del Parlamento, il decreto contenente la privatizzazione dell’acqua: l’acqua in Italia non è più un bene pubblico e sarà fonte di arricchimento per i privati causando una ripercussione occupazionale per le imprese locali.
Questo in sintesi è quanto accaduto nei giorni scorsi in Parlamento dove l’IDV ha gridato con forza il proprio NO ad un provvedimento in cui l’Europa funge da pretesto per consegnare l’acqua in mano di speculatori privati e multinazionali. Il provvedimento vieta a i Comuni sopra i 1000 abitanti di affidare la gestione dell’acqua ad aziende a totale capitale pubblico con affidamento in house. Entro il 2011 tutti i contratti in essere, anche quelli con durata superiore a tale data, scadranno, a meno che i Comuni non cedano il 40% delle aziende a totale capitale pubblico ad un privato unitamente alla gestione amministrativa compresa la figura dell’amministratore delegato. E’ chiaro che con questo provvedimento il Governo Berlusconi garantisce ancora una volta interessi privati a scapito del pubblico interesse. E non dimentichiamo come il controllo dell’acqua sia alla base del controllo del territorio perpetrato dalle associazioni mafiose.
In Belgio, in Svizzera, negli Stati Uniti, l’acqua è pubblica, il sindaco di Parigi ha disdettato il contratto con una grande società privata, tornando alla pubblica gestione prevedendo un risparmio di circa 30milioni di euro.
La privatizzazione dell’acqua avrà anche una forte ripercussione in termini occupazionali diretti ed indiretti: nelle aziende pubbliche qualora non riescano più ad aggiudicarsi gli appalti si perderanno posti di lavoro, così come nelle imprese locali, a cui si affidano oggi i Comuni per le manutenzioni, per le quali sarà molto difficile mantenere il rapporto con società private.
L’IDV indirrà subito una raccolta firme per il referendum abrogativo della legge sulla privatizzazione dell’acqua e lancia un forte appello a tutte le aziende pubbliche affinché si attrezzino a partecipare ed aggiudicarsi le future gare di appalto senza cedere al ricatto della vendita ai privati e agli Enti appaltanti di introdurre nelle gare le maggiori garanzie possibili a favore delle Aziende Pubbliche”.

E così IDV è contraria alla privatizzazione del servizio idrico… oggi che l’iniziativa viene da un governo di diverso colore.
Il 7 luglio 2006 veniva presentato al senato il disegno di legge numero 772 “Delega al governo per il riordino dei servizi pubblici locali”. Quel disegno di legge, già tre anni fa, apriva la strada (pur senza sposarla esplicitamente) la strada alla privatizzazione dei servizi pubblici, acqua inclusa.
L’iniziativa poi non andò avanti, prima per l’opposizione di alcuni parlamentari di sinistra, poi per la caduta del governo. Oggi il governo ha ripreso e ampliato quella proposta, facendola sua e portandola alle estreme conseguenze.
Da ricordare le firme su DDL del 2006: Prodi, Lanzillotta, Bersani, Amato, Di Pietro, Bonino.
Sì, proprio quelli che oggi si strappano le vesti. Di Pietro incluso.
Ma che strano questo centro sinistra locale fa una tragedia per la legge sulle privatizzazione dei Servizi Idrici che prevede società di gestione del servizio con presenza di soci privati selezionati mediante gara ad evidenza pubblica. Ma non si è scandalizzata affatto quando a suo tempo ha creato la Smea società che svolge la raccolta dei rifiuti a Macerata, con un socio privato al 49% selezionato senza alcun bando ad evidenza pubblica… Bah!
Potrei sbagliarmi ma la “novità” introdotta da Sua Altezza dovrebbe essere quella che il Pubblico, nella gestione, andrebbe ad avere una quota di minoranza della Società che gestisce l’acqua senza avere alcuna possiblità (tipo “golden share”) di incidere sulle decisioni (tipo aumento del canone oppure abbassamento della qualità dell’acqua).
Al momento, nelle partecipate, pubblico/privato il Socio di maggioranza è sempre l’Ente pubblico.