Il Partito Democratico raddoppia:
le primarie si faranno due volte
Prima quelle interne e poi quelle di coalizione - di Mauro Montali -
di Mauro Montali
Il Pd ha scelto la strada maestra: le primarie. Prima quelle di partito, aperte ovviamente a tutti i cittadini, poi quelle di coalizione. Il direttivo allargato (una quarantina di persone) così ha deciso, all’unanimità, ieri sera. “Abbiamo preso consigli dagli eventi di domenica” dichiara al nostro giornale l’avvocato Narciso Ricotta, consigliere comunale e coordinatore comunale del partito di Bersani. La grande e democratica partecipazione popolare (quasi tremilioni in Italia, 2500 a Macerata) ha fatto rompere gli indugi, che pure c’erano, alla leadership del Pd maceratese. E, infatti, continua a dire Ricotta: “Se le primarie nazionali per la scelta del segretario fossero andate in modo diverso, avremmo probabilmente preso un’altra via”. E, cioè, quella politica, quella del confronto interno tra i quattro o cinque candidati che si agitano sulla scena. Sarebbe stato, con ogni evidenza, uno scontro durissimo dal quale il Pd ne poteva uscire con le ossa rotte. In questo modo, la parola passa ai cittadini. Che potranno scegliere con la massima libertà, a parte, naturalmente, gli ordini di scuderia. Ma questo è il gioco legittimo della democrazia e della dialettica interna di un partito di massa, ancorchè privo di un’amalgama forte e in preda alle ultime tensioni, vedi il caso Rutelli.
E’ stato lo stesso Ricotta a presentare, in apertura di riunione, la proposta delle “due” primarie. Non c’è stata neppure discussione, a parte una voce contraria che, però, al momento del voto si è volatilizzata. Un flatus vocis e nient’altro. Alla fine tutti soddisfatti. Ora c’è da stabilire le date delle due competizioni e il regolamento per presentare le candidature. Il coordinatore comunale assicura che entro questa settimana entrambe le condizioni verranno pubblicizzate. E, con ogni evidenza, c’è aspettarsi che per quanto riguarda le primarie del Pd bisognerà aspettare una mesata. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, insomma, si potrà gridare all’habemus papam. Poi, quelle di coalizione: ma quando?
Al momento i candidati ufficiali (coloro che hanno dato la disponibilità) sono quattro: Romano Carancini, Raffaele Delle Fave, Bruno Mandrelli e Romano Mari. Manca dal piccolo gruppo il nome di Mauro Compagnucci. “Il quale, finora, non ha dato la sua disponibilità. Ma fa ancora in tempo. I requisiti per fare il candidato li ha tutti” commenta Ricotta.
Bene, il dado è tratto e un piccolo-grande equivoco si è sciolto sotto il sole dolce di domenica.
Chi non è del tutto soddisfatto è Massimiliano Sport Bianchini . Eppure le primarie di coalizione sembrano confezionate su misura per lui. Ma lui, MSB, osserva:”Io vorrei che le date fossero formalizzate quanto prima. La mia paura è che passino le vacanze di Natale senza aver deciso. Sarebbe un’incertezza esiziale per il centrosinistra. E, poi, lo ripeto: la coalizione, così come è messa, con il rischio di perdere sei liste, è molto debole”.
Nelle foto di Guido Picchio: in alto, Angelo Sciapichetti e Narciso Ricotta in Consiglio comunale; al centro,Delle Fave, Bianchini e Mari con Mauro Montali; in basso, Mandrelli e Carancini con Ballesi durante il dibattito organizzato da Cronache Maceratesi giovedì scorso.



Credo di sapere già chi sarà il candidato del PD e cioè Romano Mari, mi auguro solo, come Comitato Anna Menghi che qualora dovesse esserci un incontro programmatico con noi non ci venga preliminarmente imposto nessuno. STesso discorso ovviamente vale per il centro destra.
Mentre comprendo che, per meri motivi elettorali, oggi il centrodestra spari a zero sull’amministrazione comunale (sebbene, negli ultimi 10 anni i suoi consiglieri salvo rarissimi casi, sono stati ectoplasmi in Consiglio) comprendo molto meno il fare finta, nel centrosinistra, che tutto vada bene.
Se ne sono oramai accorti anche i muri che, da oltre 2 anni, il Sindaco ha tirato i remi in barca ed ha mollato il timone con la conseguenza che la Giunta, mancando una guida sicura ed energica, si è adagiata sulla mediocrità.
Proporre per il centrosinistra un personaggio legato a questa amministrazione (la “continuità nella discontinuità”: un assurdo che solo in politica può trovare casa, un po’ come la vecchia formula delle “convergenze parallele”) vuol dire soltanto che non si è capito che ci vuole una decisa inversione di tendenza.
Nel 2005, all’inizio del secondo mandato, il Sindaco aveva fatto capire chiaramente a tutti che (molto di più dei 5 anni precedenti) lui avrebbe governato la nave amministrativa con piglio deciso ed determinato: gli assessori sono collaboratori, il consiglio aiuta, gli uffici predispongono ma in capo a tutti c’era il Sindaco (forte anche di un successo personale: alle amministrative del 2005 Meschini aveva preso quasi il 10% in più delle liste che lo sostenevano)…
In una persona moderata e riflessiva come Meschini vedere questi piglio decisionista, quasi autoritario, aveva sorpreso molti…
Ma dalle parole si era subito passati ai fatti: le competenze degli assessori erano state ridefinite, il Sindaco evitava di farsi tirare per la giacchetta, nelle decisioni importanti non mancava mai di far sentire la sua voce.
Meschini, forte del fatto che il mandato era a “termine” (e quindi, non dovendo preoccuparsi della sua rielezione, era meno soggetto a condizionamenti da parte dei partiti o degli assessori) sembrava aver decisamente ingranato la quinta e pertanto era logico aspettarsi che, questa nuova strada “decisionista”, fosse portata avanti (con la stessa determinazione iniziale) per tutti e cinque gli anni.
Il lavoro era anche facilitato dal fatto che, visto che l’opposizione in Consiglio era INESISTENTE, praticamente non aveva nessuno che potesse mettergli eventualmente il bastone fra le ruote: insomma 5 anni in discesa.
Invece, circa a metà legislatura, si è impantanato tutto.
Se dal 2000 al 2005 Meschini aveva fatto 50 (su un potenziale di 100) dal 2005 al 2010 Meschini (che, nelle intenzioni iniziali, voleva fare 70 o 80) era drammaticamente sceso a 40….poi a 30…. poi a 20, 10… Ed ora sono fermi del tutto.
Ovvio che in questo immobilismo l’opposizione (di fatto ASSENTE per 9 lunghi anni) ha ripreso la voce…. Proprio perché la voce del Sindaco era, nel frattempo, sparita.
Ora che nel centrosinistra, per dare un segno di discontinuità (sig!), si fanno avanti coloro che sono stati legati, a doppio filo, con questo Sindaco mi sembra un paradosso che nemmeno l’artificiosità della politica possa tenere a battesimo.
Se il Sindaco è andato in letargo il Consiglio (che in letargo c’era già da anni) non ha fatto nulla e gli Assessori si sono limitati all’ordinaria amministrazione.
Che ora, nel centrosinistra alle primarie, si candidino a Sindaco esponenti legati con l’attuale addormentata amministrazione (Assessori, Consiglieri e Capogruppo PD) va oltre le più ardite costruzioni politiche.
Se questa amministrazione si è arenata sarà certamente colpa di chi doveva guidarla ma, in subordine, un pochino di colpa l’hanno anche chi faceva parte della squadra (Assessori) o chi doveva vigilare sul lavoro del Sindaco e Squadra (Consiglieri di Maggioranza).
Nel centrodestra, che si è via via frantumato in gruppi e sottogruppi (a Macerata il PdL sono almeno 3 correnti, così come nell’UDC -che sono in 3 consiglieri ci sono 3 diverse posizioni!!!) gli ultimi 5 anni sono passati nel generale oblio.
Qualcuno si è accorto che esistesse un’opposizione in Consiglio?
Nell’immobilismo del vertice amministrativo ora è facile, semplice e scontato che il centrodestra alzi la voce, voce che negli ultimi 10 anni è stato sempre un sussurro (soprattutto sul Piano Casa, dove in troppi avevano troppi interessi) per non disturbare troppo l’amministrazione….
Caro Gianfranco se parli dell’oppisizione fatta dal centrodestra condivido la sua quasi totale sterilità, o assenza, ma se dici “se qualcuno si è accorto che esiste un’oppposizione in consiglio”, scusa ma credo che sei distratto o fai finta di non vedere, perché il Comitato Anna Menghi si è assunto in 10 lunghi anni il ruolo di opposizione, senza di noi tutto taceva. Ti ricordo a tal proposito che lo stesso centro destra nella prima legislatura Meschini in accordo con la sinistra, che poi non la votò, presentò una mozione volta a porre rimedio alla troppa opposizione del Comitato Menghi che non faceva – secondo loro – lavorare l’amministrazione. Un paradosso anticostituzionale che abbiamo risolto in forza di un parere legale! L’opposizione in consiglio c’è e c’è stata solo grazie al Comitato Anna Menghi, guarda gli atti del comune e ti renderai conto, oppure scorri la rassegna stampa di questi ultimi 10 anni.
Credo Giamfranco che tu sia distratto o volutamentamente non vuoi vedere cosa, in questi anni, è accaduto in Consiglio Comunale! Il Comitato Anna Menghi si è assunto l’onere dell’opposizione visto che in tal senso il centro destra è stato praticamente assente. Quindi non puoi sostenere che non c’è stata opposizione. Lo testimoniano le più di mille mozioni, interrogazioni e ordini del giorno presentati dal Comitatto Anna Menghi! Ti ricordo poi che lo stesso centro destra con un iniziale accordo con il centro sinistra, presentò addirittura una mozione con cui chiedeva all’amministrazione comunale di porre rimedio alla eccessiva opposizione del Comitato Menghi. Per tale mozione siamo stati costretti a presentare un parere legale di incostituzionalità e solo per questo motivo detta mozione fu bocciata anche dalla maggioranza. Cose che accadono solo a Macerata nelle segrete stanze della politica!
Caro consigleire Munafò,
Non ho ben capito se il secondo intervento sia un rafforzativo del primo oppure se più persone hanno usato, involontariamente, lo stesso username, visto che nei 2 interventi si dice e si sottolinea praticamente la stessa cosa….
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Nel mio lungo intervento di stamani stavo parlando di quell’opposizione che, per lunghi anni, è stata silente e che si è risvegliata solo adesso a pochi mesi dalle elezioni.
Parlavo pertanto di quella opposizione, in letargo, che oggi si candida a governare la città.
Non ho preso in considerazione il Comitato Anna Menghi non perchè non meriti considerazione (tutt’altro, visto che ho sempre seguito i vostri lavori in Consiglio) ma solo perchè il mio discorso era incentrato sull’opposizione addormentata (a bella posta?) del PdL.
Caro Gianfranco, il secondo intervento è dovuto a problemi momentanei nel mio PC. . Comunque se parli di opposizione devi specificare perché a Macerata ce ne sono due distinte. Seconda questione visto che tutto sommato sei una persona di sinistra, ti lamenti giustamente dell’opposizione del PdL (inesistente se non in campagna elettorale), ma mi viene da dire di cosa ti lamenti, visto che Pistarelli sarà anche il candidato “nascosto” della sinistra e non parlo di tutta la sinistra, escluderei ad esempio i Comunisti Italiani e pochi altri?
Caro consigliere Munafò,
Ha ragione.
Avrei dovuto distinguere tra chi, in Consiglio, ha fatto il proprio dovere civico e chi, per oltre 9 anni, non ha fatto che prendere valeriana.
Io non mi lamento: se Pistarelli sarà eletto (con i voti nascosti di una parte del centrosinistra) significherà che quanto dicevo, nel 2003-2004, era vero.
Con la vittoria di Bersani sarà Carancini il candidato sindaco del PD al posto di Mari che lo sarebbe stato se vinceva Franceschini. Gli alleiati del PD che dicono?