Inviato di guerra e paparazzo,
i grandi clic di Guido Picchio

Jugoslavia, Kosovo, Afghanistan e le liti con Tomba, Vasco e Mentana
- caricamento letture

fotopicchio_14

di Matteo Zallocco
Guido Picchio, 58 anni (non più di 35 per chi lo conosce), professione foto-reporter. Di quelli veri. Di quelli che fiutano le notizie e che hanno raccontato le barbarie della guerra. Ex Jugoslavia, Albania, Kosovo, Afghanistan: Guido Picchio era lì, in prima linea.
Come nel dicembre del ’94 quando venne sequestrato in Serbia: “Ero con Federico Bugno, inviato dell’Espresso e Lucia Annunziata, inviata del Corriere della Sera. Siamo stati derubati e sequestrati per 36 ore dai serbi in mezzo alle montagne, sembrava un film. E’ stata un’esperienza che mi ha segnato”.
Guido Picchio ha iniziato a collaborare con i giornali nel 1991 quando ha abbandonato il suo negozio da fotografo in via Pace. “Il mio primo reportage è stato all’American Cup – racconta – a cui hanno partecipato due velisti di Civitanova nella squadra di Raul Gardini”.
Il primo viaggio di una lunga serie… “Nel 1992 sono stato alla Coppa d’Africa di calcio a Dakar con Arrigo Sacchi (appena nominato tecnico della Nazionale italiana) e il suo assistente, il maceratese Alessandro Pica.
Dalla fine del ’93 ho iniziato come inviato a Sarajevo insieme al portavoce dell’Onu Andrea Angeli, un altro maceratese”.
Quindi il sequestro di cui ha parlato tutta la stampa mondiale. Ma l’anno dopo il foto-reporter maceratese era già tornato in Serbia. “Sì, ho realizzato servizi per vari settimanali anche nel 1995”.

fotopicchio_12

Guido Picchio è famoso anche per le sue paparazzate: “La prima e la più conosciuta, quella che mi ha etichettato come paparazzo, è stata con Alberto Tomba che avevo fotografato a Pedaso, nella discoteca Mahè. Lui era venuto qui per fare la preparazione estiva per i mondiali di sci, io l’avevo beccato con una ragazza alle 3 all’esterno della discoteca, lui si è avvicinato, mi ha tolto le chiavi dal cruscotto dell’auto e ha chiamato i buttafuori dicendogli di prendere la macchina fotografica. C’è stata una piccola colluttazione, hanno preso la macchina e Tomba l’ha aperta bruciando la pellicola e dicendomi ‘Anche questa volta ti è andata male’ perché già due giorni prima ci eravamo incrociati all’interno della discoteca. Io ero lì per l’Ansa, in quel periodo Tomba faceva molto notizia perché si era appena lasciato con Martina Colombari. Lo denunciai e dovette pagarmi 20 milioni di lire di risarcimento”.
Dallo sport alla musica, nel ’97 Guido Picchio si imbatte in Vasco Rossi. O meglio, anche Vasco Rossi si ritrova davanti Guido Picchio. “Lo sorpresi nella discoteca “Il Prince” di Riccione, abbracciato con la showgirl Raffaella Zardo e altre ragazze. L’ho fotografato sia all’interno che all’esterno e poi in un’altra discoteca, dove si erano recati verso le 3. Io li ho aspettati fino alle 6, lui era in una stanza riservata, poi quando il locale si è svuotato è uscito con il suo bodyguard ed è subito saltato addosso a queste sue amiche. Io mi sono presentato lì davanti e usando la macchinetta come un mitra ho iniziato a scattare. E’ arrivato da me la guardia del corpo, mi ha preso di peso, mi ha tolto la macchina fotografica e poi mi ha portato in cucina per insultarmi e togliermi le pellicole. Fortunatamente avevo salvato le foto nella prima discoteca, foto che sono finite in prima pagina su Novella 2000. In ogni caso ho denunciato pure lui e sono stato risarcito presso il tribunale di Rimini”.

fotopicchio_9
Anche in queste occasioni Guido Picchio è finito nelle prime pagine dei giornali. Esperienze divertenti se paragonate alle guerre e al terremoto: “Nel ’97 ho lavorato per l’Ansa in occasione del sisma in Umbria e nelle Marche. Sono stato il primo ad arrivare e le mie foto hanno fatto il giro del mondo. Ho vissuto un anno insieme ai terremotati e ho realizzato un libro, i cui ricavati sono stati utilizzati per costruire una chiesetta nella frazione di Cesi”.
Poi ancora una guerra: “Nel ’98 sono stato inviato in Albania durante l’assedio di Tirana e Pristina con i militari italiani. Ho fatto due importanti reportage, il primo è stato lo scandalo della Missione Arcobaleno, ho scoperto centinaia di container pieni di viveri e altri beni di prima necessità abbandonati dietro lo stabilimento della Coca Cola a Tirana. Dopo queste foto pubblicate da Panorma è scoppiato lo scandalo della Missione Arcobaleno. In Kosovo sono tornato un anno dopo e con l’inviata Elisabetta Burba di Panorama, eravamo insieme ai militari americani che hanno scoperto un covo di Al Quaida e si nascondevano nelle vesti di dottori ed altri ruoli di responsabilità. Anche quel servizio fotografico fece il giro del mondo”.
Nel 2000 Guido Picchio è tornato in Kosovo con Carmen La Sorella: “Mi ha voluto con lei, tornava per la prima volta su un posto di guerra dopo l’attentato del 1996 in Somalia, dove morirono l’autista e il cameraman. Ma l’inviato di guerra con cui ho viaggiato di più è stato Toni Capuozzo, con cui sono stato diverse volte nell’ex Jugoslavia e ultimamente in Afghanistan”.

fotopicchio_1
Ma nel frattempo ci sono state altre famose paparazzate.: “Nel 2002 sono piombato in elicottero al matrimonio di Enrico Mentana, nella villa di Della Valle a Casette d’Ete dove c’erano Confalonieri, Montezemolo e tanti altri. Ero proprio sopra la cerimonia e ho fotografato questo evento molto riservato. Avevano venduto le foto in esclusiva alla Mondadori e io vendendole alla Rizzoli gli ho fatto saltare il contratto di esclusiva. Mentana mi ha denunciato ma dopo un anno di processo ha ritirato la querela e siamo tornati in buoni rapporti. D’altronde io stavo solamente facendo il mio lavoro”.
Ancora in elicottero. Nel 2003 Picchio balza al matrimonio ultrablindato di Sabrina Ferilli a Fiano Romano: “Con la sciarpa della Roma (la mia squadra del cuore) appesa sul carrello – ricorda – Lei questo blitz l’ha preso in maniera scherzosa siamo diventati amici”.
Poi si è dedicato principalmente alla sua attività editoriale: “Nel 2004 ho realizzato un libro sui mondiali di ciclismo a Verona per la Federazione Italiana e uno sulla Dolce Vita assieme a Rino Barillari, con una mostra in giro per l’Italia. Nel 2006 sono uscite le pubblicazioni sul Pellegrinaggio Macerata-Loreto e sul primo scudetto della Lube. Nel 2007 ho realizzato un libro prestigioso sull’ultimo viaggio, quello di Loreto, di Giovanni Paolo II. Ed è anche uscito un volume a dieci anni dal terremoto”.
L’ultima pubblicazione è dell’anno scorso, con il bellissimo viaggio nei 57 comuni della provincia di Macerata, tutti rigorosamente fotografati dall’alto. Ma quanto costa affittare ogni volta un elicottero? “Non dico il prezzo, ma ho speso davvero tanto. Alla fine però mi sono tolto grandissime soddisfazioni”.

fotopicchio_4
Con l’elicottero Picchio sta realizzando tuttora le foto per un libro sulla Quadrilatero e in cantiere c’è la realizzazione di una mostra fotografica sull’Afghanistan (“per far conoscere cosa fanno i militari italiani che rischiano la vita anche solo per portare dei medicinali”).
Guido Picchio è stato a Kabul dieci giorni nell’aprile del 2008: “Ho avuto anche modo di apprezzare l’opera di due maceratesi come Padre Moretti, l’unico sacerdote di una chiesa cattolica a Kabul e Andrea Angeli, attualmente portavoce dell’Osce”.
Quest’anno Guido era in prima linea al G8 a L’Aquila dove ha lavorato per tre giornali nazionali dopo aver anche fotografato dall’alto le zone del terremoto, con l’elicottero della Finanza.
Avrete notato che da qualche settimana le foto di Cronache Maceratesi sono firmate da Guido Picchio. Un benvenuto pubblico nella squadra di CM a questo grande foto-reporter.

fotopicchio_5

fotopicchio_16

fotopicchio_8

fotopicchio_13

fotopicchio_7



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X