Quattrini: “Va incentivata
la raccolta differenziata”

Nel dibattito sulla gestione dei rifiuti interviene anche Tonino Quattrini, candidato della Fiamma Tricolore e del Fronte Verde Marche alle ultime elezioni provinciali.
“La polemica sulla gestione dei rifiuti sta dilaniando la politica ma non trova spazio la soluzione del problema. Invio questa lettera per ribadire le proposte che sono state da me presentate alle elezioni provinciali. Tali idee non sono il “vangelo” ma vuol essere un contributo al dibattito e ad avviare un dialogo per risolvere il problema.
– GESTIONE PUBBLICA DEI RIFIUTI
Il progetto non può prescindere dal modello sociale dell’industria e dei prodotti; Informare i cittadini alla cultura ambientale del consumo sostenibile e pulito; Sviluppare la raccolta differenziata nei comuni; Equo distribuzione dei disagi civili fra i cittadini per la presenza di impianti (discariche); Individuazione dei siti con un programma 30ennale, per alleviare le sperequaziòni del valore economico delle zone interessate; Tempo massimo di presenza della discarica (max. 5 anni di funzionalità) nel territorio comunale; Accantonamento di capitali (eco indennizzo 50%) per il risanamento, da completarsi in 3 anni successivi alla chiusura; Realizzare il bosco sui terreni risanati.
IL FRONTE VERDE PROPONE:
1. Avanzamento di una diversa concezione della società consumistica. Riqualificazione dell’industria produttiva legata ad un congruo modello ambientale: Chiudere l’era del “Usa e Getta” per avere una società del ”Utile e Bello”.
2. Educazione scolastica tramite l’istituzione della materia “Ecologia Ambientale”. Realizzazione di percorsi formativi, organizzati dai comuni, per informare, istruire e qualificare l’ambiente, nella sua difesa, salvaguardia e corretta gestione.
3. Raccolta differenziata; Incentivare e potenziare la raccolta differenziata, ponendo obiettivi minimi per le amministrazioni locali. Scioglimento d’autorità delle amministrazioni comunali inefficienti, carenti e insolventi, alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
4. Attivazione di una “ciclicità” delle discariche; Dividere in almeno sei zone omogenee il territorio provinciale. Individuazione dei siti da parte delle amministrazioni locali interessate. Due anni per realizzare le opere strutturali. Ogni discarica deve avere una vita massima di 5 anni.
5. Risanamento ambientale della discarica, bonifica e realizzazione bosco, da completarsi in due anni successivi alla chiusura.
6. Le discariche sono di proprietà pubblica, solo la gestione può essere condotta con la partecipazione dei privati, ma con esclusivo controllo pubblico.
Coscienti che far scomparire il “rifiuto” è attualmente impossibile, si cerca con queste proposte di affermare un diverso modello di sviluppo, con un sostegno all’educazione ambientale percorribile con una sinergia operativa tra Scuola e Ente Locale.
Il progetto si pone anche la equa distribuzione dei disagi, degli oneri e dei ricavi, tra le diverse comunità territoriali della provincia.
Tale progetto non può scindersi dalla realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti, da imporsi alle amministrazioni, riconoscendo alle più meritevoli (80%) incentivi sui risultati acquisiti”.
Non essendo un segreto per nessuno che politicamente siamo opposti la proposta di Quattrini dovrebbe essere presa in seria considerazione, anzi ampliata:
se la raccolta differenziata fosse massima ci sarebbe bisogno di meno discariche e non servirebbe più la linea di incenerimento del Consmari (in quanto la stragrande maggioranza deii rifiuti verrebbero recuperati/ricilcalti e non bruciati)