Al Meeting di Rimini la riscoperta
di Ilario Altobelli, grande astronomo treiese

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Nell’anno internazionale dell’astronomia sta suscitando grandissimo interesse al Meeting di Rimini la mostra su Galilei, fascino e travaglio di un nuovo sguardo sul mondo. All’interno di questo omaggio al grande toscano studiosi e visitatori possono soffermarsi sul carteggio intercorso con il frate francescano treiese Ilario Altobelli: la singolarità sta quindi nel fatto, inedito per molti, che Galilei intrattenesse rapporti non solo con intellettuali del suo tempo ma anche con alte gerarchie eccelesiastiche. Altobelli infatti ricoprì incarichi di notevole importanza nell’Ordine dei Minori Conventuali tanto che fu Commissario Generale nelle Marche, negli Abruzzi e nella Stiria: nelle sue lettere non si abbandonò mai allle esagerazioni dell’astrologia che interpretò sempre compatibilmente con la sua fede religiosa ma, al contempo rivendicò il ruolo conoscitivo del calcolo astronomico. Per questo il rapporto epistolare con Galilei non solo era improntato al massimo rispetto e rigore scientifico ma al grande interesse che le scoperte del tempo suscitarono in Altobelli ormai convinto che le visioni  finalistiche e qualitative del cosmo aristotelico non erano più in grado di reggere la nuova astronomia matematica. Il frate treiese, conosciuto ed apprezzato anche da Keplero, fu anche astrologo, teologo, scritturista, poeta e storico e la maggior parte delle informazioni su questo grande e poco conosciuto, al grande pubblico, personaggio possono essere reperite nell’archivio dell’Accedamia Georgica di Treia dove esiste una copia della corrispondenza con Galilei. “I grandi riscontri della mostra di Rimini, ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Treia Tullio Patassini, hanno rafforzato la nostra idea di organizzare un convegno di studi su Ilario Altobelli proprio nel 2009 in occasione del quarto centenario dell’utilizzo del nuovo, rivoluzionario strumento, il canocchiale. Tra l’altro disponiamo di un punto di osservazione privilegiato come la collina di San Lorenzo. Approfondiremo anche i suoi rapporti con il matematico ed astronomo tedesco Cristoforo Clavio, maestro di Padre Matteo Ricci alla vigilia delle celebrazioni ricciane.”


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