Gian Mario Maulo: “Il Centro Fiere
va riqualificato subito, anche
attraverso una trattativa privata”

Da Gian Mario Maulo, presidente del Consiglio comunale di Macerata, riceviamo e pubblichiamo.
“Il Consiglio Comunale ha più volte e da anni sollecitato Sindaco e Giunta a procedere speditamente nella riqualificazione del Centro Fiere di Villa Potenza: interrogazioni, mozioni e atti di indirizzo votati dai consiglieri sono noti a tutti. Chi ora chiede di non procedere alla ‘trattativa privata’, chiede di fatto di rinviare di anni la riqualificazione, dopo le elezioni del 2010, dopo un nuovo dibattito consiliare e dopo una nuova eventuale procedura di gara, e magari sarà poi pronto ad accusare l’Amministrazione di aver mantenuto fino al 2010 una struttura funzionale solo all’esposizione bovina. Un uguale giochino politico qualcun altro aveva proposto per i Salesiani, esautorando di fatto consiglio e giunta dalle sue funzioni 8 mesi prima.
Il Centro Fiere merita scelte precise e urgenti: è condivisa la necessità di una riprogettazione globale della struttura; come a livello produttivo sta crescendo l’operazione Valleverde, così a livello espositivo, direzionale e commerciale deve sorgere subito una grande area a Villa Potenza.
E’ necessario, perciò, procedere con la trattativa privata: una scelta tempestiva, che si aggancia alla nuova viabilità in cantiere già avviata proprio in funzione della riqualificazione dell’area, può aprire prospettive di ripresa dopo la crisi per la vallata e per il nostro sistema produttivo.
L’intuizione degli anni ‘60 di un centro espositivo nella media Valle del Potenza è confermata dal successo crescente di attività, di produttori, di acquirenti e visitatori: ma la trasformazione dell’economia verso la piccola e media impresa richiede strutture di grande livello con un nuovo contenuto e una nuova organizzazione direzionale. All’interno di questo quadro ha senso un Palazzetto polivalente per attività congressuali, sportive e di spettacolo, ed un’area ludica per il tempo libero. Certo è necessario inventare una tipologia di struttura commerciale, che non indebolisca i poli già esistenti: meglio del classico centro commerciale sarà forse un’area di esposizione-promozione-vendita dei prodotti del territorio, o addirittura un ‘outlet degli outlet’ (come in Valdichiana) collegato con le grandi firme dei nostri distretti produttivi (pelletteria, calzatura, mobile, tessuti, enogastronomia…). Ma questo è il compito intelligente degli operatori economici!
Non entro nel merito dell’intervento dell’amico Gian Mario in quanto avevo già espresso in un precedentepowst la mia opinione.
Però mi sembra ceh i nostri politici, almeno alcuni, non abbiamo proprio il polso dela situazione per quanto concerne le attività produttive provinciali.
Tralasciando alcuni “marchi” (che vendono semprepiù il nome e sempre meno la qualità, visto che parti di produzione oramai sono fatte fuori Italia) qundo si parla di pelletteria, calzatura, mobile e tessuti la stragrande maggioranza delle nostre aziende sono in cirsi e un centro outlet servirebbe solo ai “marchi”….
E non certo alle centinaia di fabbriche (sempre più in crisi) che non vendono marchio ma qualità….