Il sindaco Meschini sulla riqualificazione
del Centro Fiere: “La trattativa privata
è una facoltà riconosciuta”

“La trattativa privata è una facoltà riconosciuta nei casi in cui le gare formali vanno deserte”. Inizia da questa affermazione l’intervento del sindaco Giorgio Meschini nel dibattito che si sta sviluppando in questi ultimi giorni, alimentato da alcune forze politiche, circa la scelta operata dall’Amministrazione comunale per avviare il progetto di riqualificazione del Centro fiere di Villa Potenza dopo che nessuna offerta è stata presentata in seguito all’emanazione del bando di gara.
“La possibilità della trattativa privata ci viene offerta dalla legge e nel nostro caso non si tratta certamente di una negoziazione tra amici – prosegue il primo cittadino – concerne invece una aggiudicazione alle stesse condizioni già fissate nel bando andato deserto senza dover ricorrere ad un nuovo esperimento di gara che invece si renderebbe necessaria nel caso in cui si dovessero modificare in modo sostanziale le condizioni del bando.
Quindi a dispetto del termine “trattativa privata”, in realtà non c’è possibilità di contrattazione così come d’altra parte dimostrato da altre due vicende precedenti: la vendita dell’area di piazza Pizzarello in cui, avendo modificato le sole modalità di pagamento rispetto ai due bandi andati deserti, si è proceduto ad un nuovo esperimento di gara e l’aggiudicazione della ristrutturazione delle piscina di viale don Bosco dove, invece, una impresa si è dichiarata disponibile ad accettare le condizioni del bando andato deserto per cui si è potuto procedere ad assegnazione diretta senza nuova gara.
Inoltre, fino all’ultimo giorno della scadenza del mandato, rispetterò gli impegni presi con gli elettori e compresi nel programma elettorale, dove era inclusa anche la riqualificazione del centro fiere che inoltre è stata oggetto di una specifica delibera votata dal Consiglio comunale e, solo se e quando quest’ultimo dovesse esprimersi in maniera differente, esternando la non volontà di procedere, si potrà dare lo stop al progetto.
Fino all’ultimo giorno del mio mandato – conclude il sindaco – assicuro a tutti il massimo impegno di cui sono capace nel rispetto del programma e delle indicazioni del Consiglio comunale per il bene della città”.
Nulla da obiettare sulla forma: la legge prevede che vi possa essere una trattativa privata, casomai le gare andassero deserte.
Nulla da obiettare neanche sul fatto che nel programma 2005-2010 (che era in buona parte lo stesso 2000-2005, con poche aggiunte e pochissime variazioni) di questa Amministrazione fosse previsto la Riqualificazione del Centro Fiere.
E nemmeno nulla da obiettare alla decisione di tirare dritto del Sindaco (“e, solo se e quando quest’ultimo -il Consiglio Comunale- dovesse esprimersi in maniera differente, esternando la non volontà di procedere, si potrà dare lo stop al progetto”)
Però alcune riflessioni, a futura memoria, ci sarebbe da farle lo stesso.
(A) Nella sostanza il voler, a tutti i costi, portare avanti una trattativa privata AGLI SGOCCIOLI DEL MANDATO, è chiaramente una forzatura.
Questo perchè se l’Amministrazione avesse voluto si sarebbe potuto fare tutto prima e meglio.
Forzatura anche perchè, nelle tante discusisoni che vi sono state intorno alla riqualificazione dell’area, non tutti erano d’accordo in quanto qualcuno voleva solo un nuovo centro fiere (senza ristoranti, locali commerciali, megacentri e speculazioni edilizie) ed altri (invece più vicini ai palazzinari/massoni/cliericali) che già immaginavano una immensa colata di cemento
(tra l’altro gia nel 2003-2004 sembrerebbe che ancora non vi era nulla e già, privatamente, circolavano bozze di progetto e ipotesi, ancor prima che l’amministrazione mettesse mano alla cosa)
(B)… E non a caso nel programma elettorale la riqualificazione del Centro Fiere veniva si proposta, MA IN UN MODO COSI’ TALMENTE GENERICO E VAGO proprio perchè in Maggioranza NON VI ERANO UNITA’ DI VEDUTE…. Ma anzi alcuni erano feriocemernte contrari a vedere il Centro Fiere come un polo commericale
(C) A scadenza di mandato oramai i Partiti si stanno organizzando per le prossime elezioni comunali e quindi sarebbe controproducente elkettoralmente (e questo il Sindaco lo sa benissimo, e gioca su questo) che un pezzo di maggioranza non segua diligentemente gli altri…
– perchè voi contrari cambiate rotta solo adesso visto che avete avuto 5 anni di tempo per sollevare le vostre perplessità?
– perchè se non eravate d’accordo con al politica edilizia di questa maggioranza (di cui il Centro Fiere e solo l’ultima colata di cemento dopo il Piano Casa e la Minitematica) fino a ieri avete accettato tutto?
– perchè se pensavate che parte dell’Amministrazione (grosso modo gli ex DC e gli ex PRI) era più interessata al cementeo che al resto non avete modificato il programma 205-2010 e l’avete accettato in silenzio?
Insomma mettersi di traverso, a pochi mesi dal voto, sarebbe elettoralmente suicida, anche se i motivi sono validi.
Cosicchè i contrari alla cementificazione del Centro Fiere saranno costretti ad ingoiare e restarsene zitti, propri perchè sarà impossibile al Consiglio Comunale cambiare rotta a pochi mesi dal voto senza correr il rischio di essere puntiti dagli elettori per non essersi mossi in tempo, visto che di tempo ce ne è stato veramente tanto.