Il Comune di Macerata invita i cittadini
ad avanzare proposte per le modifiche
al regolamento di edilizia ecocompatibile
Il Comune invita i cittadini ad avanzare proposte e suggerimenti in merito alla bozza di revisione del Regolamento Edilizio Comunale (REC) che è stata predisposta ed illustrata il mese scorso alla cittadinanza ed ai tecnici. Il limite di tempo per poter presentare osservazioni e contributi scade alla fine della pausa estiva, quando il nuovo regolamento sarà sottoposto all’approvazione definitiva. Chi vuole può contattare il Servizio Ambiente, in viale Trieste 24, per telefono (0733.256254) o per e-mail: ambiente@comune.macerata.it.
La revisione del REC vuol dotare il Comune di Macerata di uno strumento urbanistico in grado di incidere sulle modalità di costruzione e ristrutturazione di edifici. Esso estende infatti anche all’edilizia privata i criteri e le metodologie costruttive virtuose previste nel Disciplinare di edilizia ecocompatibile di cui il Comune si è dotato da tempo per i propri interventi. Obiettivo: migliori prestazioni energetico-ambientali e un aumento dell’eco-compatibilità del territorio urbanizzato.
La revisione fa parte di un piano più ampio conosciuto come Piano Energetico Ambientale Comunale (PEAC), approvato dall’amministrazione lo scorso mese di gennaio. Con esso è stata definita la strategia comunale per una politica energetica applicata al territorio di competenza.
Per chi volesse saperne di più il sito del Comune (www.comune.macerata.it) mette a disposizione la bozza di REC, la delibera d’approvazione ed altre informazioni dettagliate.
Provvederò anche ad inviarlo all’Ufficio Ambiente
Art. 70 bis
Produzione energia elettrica rinnovabile non inferiore a 1 kW per unità abitativa si intende “l’unità abitativa teorica” (art. 15 EE) oppure si intende singolo appartamento, indipendentemente dai mq?
Cioè per ogni appartamento, poniamo, di circa 100 mq si avranno (o non si avranno) i 3 kW da fonte di energia rinnovabile, che è la potenza che viene generalmente indicata per il fabbisogno/utilizzo di una famiglia di 3/4 persone?
Art. 80 bis
Serre solari: dare un margine di +/- 30 gradi, rispetto al Sud, per realizzare serre solari (il cui conteggio volumetrico non viene considerato, cioè maggiore cubatura) equivale nei fatti a realizzare serre solari poco efficienti.
Non vorremmo che tale aumento di cubatura poi finisca per essere utilizzato come terrazzo, patio e delle serre solari poi non trovarne più traccia.
Nel piano ci sono alcuni miglioramenti della sostenibilità ambientale, ma i passi fatti in questa direzione sono veramente pochi e molto timidi.
I Consulenti esterni (e ci chiediamo allora a cosa servono gli uffici predisposti, e che li paghiamo a fare i dipendenti predisposti, se si ricorre spesso a consulenze esterne quando tale lavoro potrete essere benissimo realizzato internamente alla struttura comunale) hanno completamente tralasciato di considerare/consigliare ulteriori modi che potrebbero servire al risparmio energetico delle nuove unita abitative.
Non si parla per nulla di energia geotermica.
Non si fa il minimo cenno alla possibilità (dove ci sono zone ventose) di utilizzare le pale eoliche (ancora meno inquinanti dei pannelli solari o fotovoltaici).
Si tralascia di considerare la necessità di avere migliori “cappotti termici” (meno sprechi e più risparmi in fatto di dispersione di calore) o di utilizzare in maniera più incisiva i tanti strumenti della bio-edilizia.
Non si prevede per nulla di avere, sulla facciata rivolta a sud degli edifici, la possibilità di istallare pannelli fotovoltaici per aumentare la produzione di energia elettrica.
Non si fa cenno alla possibilità di utilizzare diversi sistemi di caldaie (caldaie a alto rendimento accoppiate a caldaie a biomasse).
Non si accenna per nulla all’utilizzo combinato di riscaldamento a pavimento e riscaldamento a pellet (per termo camini o stufe) combinazione che potrebbe contribuire all’aumento del benessere abitativo ed abbattere le emissioni nocive nell’ambiente.
Insomma i primi passi verso la direzione di una sostenibilità ambientale (solare, recupero acque grigie, serre, ecc.) sono interessanti, ma insufficienti.
I consulenti avrebbero dovuto “osare di più” e prevedere che le nuove costruzioni, civili e industriali, fossero a vero impatto ambientale il più possibile vicino lo zero.
Non vorremmo che questa “timidezza” fosse soltanto il risultato di un compromesso, di basso profilo, con i costruttori i quali hanno poca dimestichezza con le nuove tecniche di costruzione bio-compatibili.
Oggigiorno la qualità abitativa delle costruzioni è di un livello appena sufficiente ed i materiali utilizzarti, spesso, sono di bassa qualità a fronte di prezzi di vendita esageratamente alti.