Maulo: “Tuttoingioco non deve creare
concorrenza tra Macerata e Civitanova”

L'intervento

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Gian Mario Maulo, presidente del Consigllio comunale di Macerata, interviene in merito a “Tuttoingioco”, la Biennale iniziata quest’anno a Civitanova Alta. In settimana alcuni esponenti del centrodestra hanno attaccato il sindaco Meschini sostenendo che la città di Macerata si è lasciata sfuggire una grande occasione ( https://www.cronachemaceratesi.it/?p=7978 ).

Di seguito l’intervento di Maulo.

Nella politica culturale della nostra Provincia non c’è da scardinare ma da integrare, da fare sistema, senza esclusive, primati, concorrenze, gare, sorpassi. Macerata non ha l’esclusiva culturale ( non poteva, quindi, pretendere di avere solo per sé Tuttoingioco pensato come itinerante). Il capoluogo ha, certamente, una grande  esperienza di stagioni teatrali, concertistiche, cinematografiche, liriche e di ‘estati culturali e sociali’ diffuse in tutti i rioni; ma altrettanto spessore culturale hanno le nostre piccole città: un territorio che conta 300 mila abitanti (meno di un quartiere di Roma), ricco di tradizioni, strutture e e proposte cultgurali (lirica, danza, teatro, musei, mostre, poesia, siti archeologici, folklore, feste popolari, sagre), facilmente raggiungibile da qualsiasi parte, deve diventare sistema integrato. E’ questo il compito della Provincia e dell’associazione degli Enti Locali. Di fronte a grandi città che per strutture e per finanziamenti sono naturalmente forti poli di attrazione, una provincia dal paesaggio incantato, plurale per ricchezza culturale diffusa, è chiamata alla complementarità: invece di pensare alla concorrenza  o addirittura alla sostituzione di un polo culturale con un altro, c’è da comporre esperienze ed energie in un puzzle che restituisca identità e ruolo a questa provincia di campanili, che non possono più arroccarsi su se stessi.

Piccolo è  bello solo se in rete. Si possono coordinare i programmi culturali in un palinsesto  integrato che preveda percorsi unificati e proposte complementari per  calendario, per tipologie, per finanziamenti, per biglietteria, per gestione, per personale, per logistica, per trasporti, con enormi vantaggi di scala. Timidi inizi ci sono a livello sovracomunale: occorre  superare gelosie e individualismi per ‘fare sistema culturale’. Le risorse di istituzioni finanziarie e di industrie di qualità della Provincia devono sostenere l’intero sistema a vantaggio del turismo, della struttura produttiva, dell’occupazione. La ricaduta economica non si può concentrare in un angolo più forte, sia esso Macerata o Civitanova, che crescerebbe in modo disarmonico a scapito di altri con  risorse drenate da tutta la provincia, nell’isolamento o nell’esclusiva. Anche un format popolare, evidentemente mutuato da più potenti strumenti di  comunicazione, può avere un exploit stagionale e locale, ma non può durare isolato, mentre può mantenere valore e dinamicità se itinerante nei centri storici accoglienti del territorio; tanto meno può essere usato come grimaldello contro altri che operano su altri piani e con un altro spessore culturale. Solo se diffusa ed integrata la nostra cultura può diventare struttura solida e permanente.

Gian Mario Maulo


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