I vincitori del Macerata Spark Film Festival

Si è tenuta mercoledì 8 luglio, nella suggestiva cornice del cinema sotto le stelle del cortile interno della scuola Mestica, la seconda edizione del Macerata Spark Film Festival. Il concorso dedicato al cinema libero ha visto anche quest anno la partecipazione delle più intereessanti realtà nella scena dei film-maker indipendenti italiani.
L’evento è stato organizzato dal Circolo Spark con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del comune di Macerata e dell’Arci Provincia di Macerata. Altissima la partecipazione di pubblico, per una manifestazione che intende rilanciare un modo altro di fare cultura e lo fa senza elitarismi né populismi.
“Possiamo considerarci un festival di nicchia, – ha dichiarato, a inizio serata, il direttore artistico del concorso, dott. Giovanni Tortora – ma ciò non esclude l’importanza della nostra presenza. La grande partecipazione di artisti e pubblico e l’alta qualità delle opere giunte fin qui provano che iniziative come queste sono linfa vitale per il territorio quanto per l’universo delle piccole produzioni audiovisive”.
Nel corso della serata, oltre ad essere proiettati i lavori finalisti, sono stati consegnati tutti i premi, sia di categoria, che quelli finali.
Il premio per la categoria video-art è andato a “Insecta” di Elisa Mearelli, un corto d’animazione che propone la vita di un essere ibrido, a metà tra umano e animale attraverso i suoi gesti quotidiani svolti nel mondo chiuso di una stanza.
Secondo premio di categoria a Francesco Fabretti che, “ispirato ad Elio Petri” come egli stesso ha dichiarato, ha realizzato il video-clip dei recanatesi Telemark, “La sicurezza”.
Il premio per il miglior cortometraggio è stato vinto dal cabarettista di Zelig e filmmaker Massimo “Niba” Barbini. La sua opera, “Il Provino”, rappresenta il cortocircuito mentale nel fragile animo di un attore che si appresta ad affrontare il primo passo nel mondo mass-mediatico pubblicizzato, con negativi risvolti stomaco-intestinali. “Un premio inaspettato – ha commentato l’autore, – per un lavoro sì di buona fattura ma a basso o inesistente budget”, un riconoscimento all’idea, insomma, che solitamente trova poco spazio nei festival più infiocchettati. Per la stessa categoria la giuria ha segnalato inoltre i cortometraggi “Alfred” di Leonardo Guerra Seragnoli e “Cemento” di Sebastiano Melloni, due lavori complessi e di ottima fattura dall’impronta della più classica cinematografia d’autore.

Il premio del pubblico è andato a Nancy Kean, alias Luigi Di Felice, con il cortometraggio “Stato Brado”, un lavoro spigliato e divertente girato secondo una personale e oramai consolidata grammatica del “trash sub-urbano”. Il corto racconta di un viaggio allucinato tra libertini e infradito condotto da un “democristiano” squattrinato e annoiato. Tra scenari grotteschi quanto irreali, l’incontro con una giovane hippy ed il successivo innamoramento per la “Rosita di bianco vestita”, citazione diretta del brano di Rino Gaetano, porteranno il protagonista alla ricerca per l’appunto del suo “stato brado”.
Il riconoscimento della giuria, dedicato alla memoria di Fabrizio Giustozzi, è andato al lavoro di Stefano Teodori, studente dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, “Vita di cinquanta euro”, animazione dove ad esser protagonista è proprio una banconota che diviene cosciente e quindi ribelle rispetto alla sua semplice funzione mercantile e di potere. Consegnano il premio il presidente della giuria prof. Claudio Gaetani e Massimiliano Sport Bianchini, assessore alla cultura del Comune di Macerata, che si sono detti soddisfatti della qualità dei lavori in concorso e si sono complimentati con l’autore del corto, per esser riuscito, con ironia, a rappresentare il tema del denaro come fonte di violenza.
A conclusione della serata, infine, l’attesa premiazione del cortometraggio vincitore di questa seconda edizione. Ad aggiudicarsi il premio Scintilla è stata l’opera di uno studente siciliano al secondo anno del Dams a Roma, Emanuele Pisano, con “Il mio nome non è importante”.
I desideri di due vite si sfiorano. Un uomo un disabile su sedia a rotelle vive le sue giornate in casa da solo, prigioniero delle sue azioni e soprattutto dell’indifferenza da parte di chi invece dovrebbe prendersene cura. Qualunque cosa sembra impossibile, perfino guardare la strada e la gente dalla finestra. Contemporaneamente una bambina, una nomade, si procura da vivere, vendendo rose rubate furtivamente al cimitero. Ma ha in mente qualcosa di più importante, uno scopo che con cauta semplicità vuole raggiungere. Accomunati dallo stesso desiderio di godere della vita, provano ad ottenere la loro piccola felicità attraverso la propria “ostinata” volontà di vivere.

Una storia semplice, che tratta di due argomenti ormai scomparsi dal circuito dei media nazionali, e che ha trovato concordi nel giudizio, pubblico e giuria.
“Non me l’aspettavo, è il mio primo lavoro di un certo tipo, ho evitato di parlare di persone di colore o omosessuali che diventano presidenti di stati importanti, ma ho voluto dire la mia in un paese dove gli ultimi sono veramente dimenticati o addirittura osteggiati” – aveva dichiarato l’autore poco prima che il suo corto venisse presentato.
A consegnare il premio Giovanni Tortora e Roberto Brunelli Ibar, presidente del circolo Arci Spark, che dopo essersi complimentato con l’autore per la capacità di emozionare con le immagini, ha dato appuntamento al pubblico e agli autori per il prossimo anno, nella speranza non solo di una nuova sede, ma di una continuità nel progetto, che serva a far crescere la città e la rilevanza del concorso stesso.