A Civitanova sono i vip
a …mettersi in gioco

di Maurizio Verdenelli
Civitanova Alta come Spoleto? Tuttoingioco come il Festival dei Due Mondi? Andiamoci piano, però il tentativo è serio anche se l’offerta è necessariamente più limitata. Tuttavia le intelligenze, le “persone che piacciono alle persone che piacciono”, i vip ci sono eccome per strade e piazzette di un borgo pieno di fascino che fece scrivere al suo figlio più illustre, Annibal Caro: “Pico non vide mai nido sì bello”. In questo nido –fino a ieri del cuculo considerato le annose difficoltà nel ridare vita al centro storico di un comune rivolto al mare- in questo nido, dicevamo, si è posata la “portaerei” Fondazione Carima. Che, sulle prime, per la sua Biennale di Arte, Pensiero e Società (inaugurata ieri pomeriggio) aveva pensato ad un’altra location: Macerata. Lasciata “con gran dispitto” per le note incomprensioni sul futuro dello Sferisterio ma alla fine “risarcita” con elargizioni ancora costanti per l’Arena e con la promessa di una dazione maggiore per Musicultura. A questa scelta diversa, di cui ha beneficiato il borgo antico del secondo capoluogo (moralmente ed economicamente, il primo) della Provincia di Macerata ha parlato il presidente della Fondazione, il civitanovese Franco Gazzani nel corso dell’inaugurazione sul palco di piazza della Libertà, risparmiato da Giove Pluvio dopo un angosciante scroscio sul far della cerimonia. Tuttavia provvidenziali ed esoterici lanci di sale, nella piccola capitale positivista di Tuttoingioco, hanno risparmiato ulteriori manifestazioni temporalesche ma non il capo e il crine del collega Fernando Pallocchini (direttore del popolare La Rucola) che incautamente passava dalle parti della pioggerellina salina nata per contrastare la pioggia vera!

Gazzani ha tirato fuori dalla tasca con una mano (l’altra lì è invece rimasta per buona parte dell’intervento) il lungo elenco delle persone da ringraziare. Tra queste: il nuovo presidente di Banca Marche, prof. Michele Ambrosini nella sua prima uscita pubblica, in compagnia con gli altri main sponsor munifici e presenti nel dorato parterre (Paola e Cesare Paciotti, Simonetta Varnelli, Mario Clementoni, Gesuelli&Iorio). Tra gli ospiti di rango pure l’on.Mariapaola Merloni, il direttore generale di Bancamarche, Massimo Bianconi; il vicepresidente dello stesso istituto di credito, Lauro Costa (in piedi con giacchetta in spalla, negligè); l’on. Gianfranco Sabbatini; l’on. Remigio Ceroni coordinatore marchigiano del Pdl; le guest star della serata: il fotografo Oliviero Toscani e il critico Achille Bonito Oliva creatore della Transvanguardia il cui massimo esponente è il marchigiano di Morro d’Alba, Enzo Cucchi. Tra le autorità, abbronzatissimo e in ritardo – come si conviene nello star system- Giulio Silenzi a stringere intere prime file di mani potentissime. Per lunghi minuti pare essere ancora lui Silenzi –che a Civitanova è di casa- il presidente della Provincia: Franco Capponi, sul palco, si riprenderà poi luce e ruolo con un convincente intervento (peccato quella mano in tasca!) nel corso di quella che è stata la sua prima uscita pubblica.
Gazzani ha ringraziato anche l’on. Roberto Massi, che della Fondazione è il referente per le scelte culturali ed artistiche e tutto lo staff citando in conclusione il direttore Renzo Borroni ed Hermas Evio Ercoli, responsabile artistico di Tuttoingioco. “A Civitanova Alta –ha scherzato Gazzani- si è favoleggiato della presenza di due …’loschi figuri’, che poi sono diventati il gatto e la Volpe nella visionarietà popolare. Ecco, ora lo possiamo svelare, questi altri non erano che Borroni ed Ercoli”.
Il presidente della Fondazione Carima ha scherzato anche con il Governatore Spacca. “Ci conosciamo sin dai tempi in cui io ero presidente degli industriali maceratesi e lui assessore regionale. Ci fu un giorno che a causa di un eccesso di tassazione, gli consegnammo le chiavi delle nostre aziende e lui a noi, di rimando, un albero di limoni a sdrammatizzare sul fatto che gli industriali dovevano rassegnarsi al destino di essere …spremuti. Poi con Gian Mario ci siamo visti anche in altri posti” affermazione sibillina che ha sollevato un immediato brusio che ha costretto Gazzani a puntualizzare “ma sì, a Roma nella sede regionale, e pure al Pio Sodalizio dei Piceni”.
All’inaugurazione aveva aderito il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Al suo posto invece il vicepresidente on. Antonio Leone, che ha portato i saluti di Fini, parlandone anche del “rammarico” d’aver dovuto annullare la promessa di esserci. Leone, con un po’ d’autoironia, si è prestato alla protocollare cerimonia del taglio del nastro, manifestando tuttavia ammirazione e stima per i contenuti alti del cartellone.
Sul palco, per il brillante coordinamento di Ercoli, con Gazzani e Capponi, anche Spacca e il “padrone di casa”, il sindaco civitanovese Massimo Mobili. Che da parte sua ha ringraziato il predecessore Marinelli (nel parterre con i consiglieri regionali Ottavio Brini e Francesco Massi) per il gran lavoro svolto ora come assessore alla Cultura.
La cerimonia, slittata per poter asciugare tutte le sedie, è durata una mezzoretta mentre seminascosto nei portici di un bar a poco distanza sedeva Nazareno Agostini, atteso al suo primo appuntamento da neoassessore con il presidente della Provincia, Capponi.
Poi, mentre l’orchestra sul palco intonava una marcetta, via al grande tourbillon di Tuttoingioco: conferenze, spettacoli, teatro, musica, intrattenimenti, laboratori scientifici e creativi e caffè culturali.
Un cartellone d’indubbio valore ed interesse, sperando anche nell’accoglienza popolare. All’inaugurazione una piccola frattura, nella stessa platea, ed anche nei commenti del post si è avvertita: una sensibile faglia a dividere due mondi. No, non è una metafora del festival spoletino (di cui parlavamo all’inizio) ma i mondi sono quello degli abbracci e dei complimenti di chi da sempre si conosce e si rassicura della propria e dell’altrui presenza e l’altro di chi magari fa parte di quei 1.700 licenziati (rispetto alla metà lo scorso anno: +88%) che ci sono stati nel Maceratese nel primo semestre dell’anno. Speriamo che sia anche questo, magari con un’ottica particolare, un tema da dibattere e da mettere in gioco a Civitanova Alta, piccola capitale sulla collina dove vissero Annibal Caro, Enrico Cecchetti, Arnoldo Ciarrocchi, Arnaldo Giuliani (grande giornalista de Il Corriere della sera) dalla quale si ammirano le zone industriali fino a ieri felici del miracolo economico marchigiano.
Che civitanova sia moralmente il primo capoluogo della Provincia mi pare un pò esagerato.,
Probabilmente economicamente, ma poi anche qui bisogna andare a vedere se i soldi sono stati fatti pagando le tassse o meno…
PS: per quanto riguarda le zone industriali di Civitanova va bene guardare, ma non chiedete quanto inquinamento sia nella zona perchè i risultati potrebbero sorprendervi….