L’assessore regionale Benatti contro
il taglio di 564 mila euro per le spese
di istruzione delle famiglie non abbienti

Il provvedimento del ministro Gelmini
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benatti stefania
‘Un provvedimento odioso. Non ci sono altre definizioni, anche perche` c’e` da rimanere esterrefatti di fronte all’ennesima operazione del ministro all’Istruzione, ai limiti dello sciacallaggio. ‘ Cosi` l’assessore regionale all’Istruzione e Diritto allo Studio, Stefania Benatti (nella foto), critica duramente il provvedimento ministeriale con il quale vengono decurtate notevoli risorse destinate alla spesa di istruzione (borse di studio) a favore degli alunni di famiglie non abbienti. In pratica, a livello nazionale sono state ridotte da circa 155 milioni a 119 milioni e mezzo, le risorse disponibili per il prossimo anno scolastico, ben piu` di 35 milioni di euro all’anno ridotti dai trasferimenti alle casse regionali. Con l’atto di riparto tra le Regioni, alle Marche andranno quindi assegnati 565.329 mila euro in meno, cifra che equivaleva a sostenere circa 5000 famiglie marchigiane, ¼ di quelle che ne hanno beneficiato nel 2008-2009, pari cioe` a 20 mila alunni. Una riduzione generalizzata, percio`, del 22% su cifre gia` basse per effetto degli adeguamenti Istat dello scorso anno. Le Marche, infatti, avevano visto assegnarsi cifre piu` basse perche` l’indice di poverta` era rimasto stabile al 14%, mentre in altre regioni italiane, come la Lombardia, era salito. ‘E’ esasperante ‘ prosegue Stefania Benatti- dover constatare come ogni giorno si voglia erodere, non solo la qualita` dell’educazione scolastica, ma i diritti allo studio e all’equita` sociale nella Scuola. Questa volta si e` fatto di piu`, se era possibile, si e` toccato addirittura il fondo (del barile) andando a ridurre le risorse che servono a sostenere famiglie in difficolta` finanziarie. E’ assurdo, fuori da ogni logica di governo, in un momento di crisi come questo, togliere sostegni a chi gia` non ce la fa ad arrivare a fine mese. E parliamo, per intenderci, di famiglie con un reddito annuo di 15.493 euro. Non si discute, allora, tanto la scelta di dove poi queste risorse verranno riallocate ‘ concorsi per assumere docenti nelle Universita`- quanto da dove vengono presi tali fondi. Mi chiedo: non c’era altro serbatoio da cui attingere? E questo vogliamo ancora chiamarlo diritto allo studio? e poi ci lamentiamo dell’aumento dell’abbandono scolastico’. Pensate solo cosa puo` significare questa riduzione nelle aree piu` difficili del Paese, dove i dirigenti scolastici sono costretti ad andare a prendere a casa i ragazzi per far frequentare le lezioni, con le famiglie che non si possono permettere le spese di trasporto. Abbiamo gia` segnalato la questione al Coordinamento degli assessori regionali – conclude l’assessore ‘ e chiedero` che ci sia una mobilitazione e una forte protesta, perche` se l’Universita` chiede legittimamente qualita` di studio e ricerca, e` anche vero che all’Universita` ci deve poter arrivare qualunque alunno, ma certo Maria Stella Gelmini non e` di questo parere.”



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