Il 21 e 22 giugno si vota per il referendum:
tre i quesiti sottoposti ai cittadini
Si torna alle urne
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Il 21-22 giugno 2009 i cittadini italiani sono chiamati ad esprimere il proprio voto sull’abrogazione della legge elettorale.
Il voto “SI”, tracciato sulla scheda, indica la volontà di abrogare la normativa richiamata dal quesito referendario.
Il voto “NO”, tracciato sulla scheda, indica la volontà di mantenere la vigente normativa richiamata dal quesito referendario.
Ricordiamo che la proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, il cosiddetto quorum, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
Quesiti referendari
- Referendum popolare n. 1 (SCHEDA DI COLORE VIOLA)
“Elezione della Camera dei deputati – Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste” (ovvero: premio di maggioranza per la lista più votata alla Camera). - Referendum popolare n. 2 (SCHEDA DI COLORE BEIGE)
“Elezione del Senato della Repubblica – Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste” (ovvero: premio di maggioranza per la lista più votata al Senato). - Referendum popolare n. 3 (SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO)
“Elezione della Camera dei Deputati – Abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione” (ovvero: cancellare la possibilità per il candidato eletto in più circoscrizioni di optare per uno dei seggi ottenuti consentendo ai primi dei non eletti di subentrargli).
Per saperne di più:
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Votare si ai primi 2 refendumi (Camera e Senato) significa che un qualsiasi partito, basta che arrivi primo alla competizione elettorale senza necessariametne raggiungere la maggiorazna degli elettori (cioiè potrebbe anche vincere con il 30% se tutti glia ltri partiti si fermano a 29,99%) avrà i numeri per governare, DA SOLO, senza essere maggioritario tra gli elettori visto che riceverà per Camera e Senato il 55% dei posti diponibibili.
In questo modo un Partito MINORITARIO nel Paese può (senza accordi con nessuno, ma NEL PIENO RISPETTO DELEL REGOLE):
– Eleggere DA SOLO il capo dello stato
– Fare da solo tute le leggi che vuole
– Eleggere DA SOLO i giudici costituzionali
– Eleggere DA SOLO solo le autority …..
……..e levare quindi ogni ostacolo che ancora formalmente esiste alla dittatura.
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Forse non tutti sanno che, GRAZIE AD UNA PROCEDURA DI URGENZA prevista dalla Costituzione, nella Repubblica di Weimar il Cancelliere (per la “sicurezza dello Stato e delle Istituzioni” ) poteva sospendere parti della Costituzione e governare al di fuori di ogni legge e regola…. Hitler non ha avuto bisogno di modificare nulla della Costituzione ne di fare nessun colpo di stato: si è arrogato pieni poteri ed ha governato, da dittatore, ma con formalmente una Costituzione alle spalle….
Quindi NO ai primi 2 referedum
Sono d’accordo con te questa volta Gianfranco!!
Non farci troppol’abitudine….
Troppa libertà dipensiero può essere come se manca l’aria, da le vertigini 🙂