“No ai tagli alla cultura”
Bianchini commenta lo striscione:
“La lirica rischia di scomparire”
Protesta allo Sferisterio

di Alessandra Pierini
Lo Sferisterio, monumento simbolo della città di Macerata, si è svegliato questa mattina con una insolita veste. Non sono i soliti striscioni con i loghi degli sponsor in vista della prossima stagione, nè una propaganda elettorale che pure in questi giorni siamo abituati a trovare un po’ ovunque. Quello che decora lo Sferisterio è un lenzuolone bianco realizzato in maniera assolutamente artigianale che reca la scritta “No tagli alla cultura. Basta lavoro precario” e reca la firma de “I lavoratori dello Sferisterio”.
La scelta dell’attuale Governo di tagliare i fondi per le manifestazioni culturali di vario genere sono state oggetto di non poche polemiche scoppiate in tutta Italia. E’ un momento difficile per la cultura italiana che non riesce a trovare le forze per camminare con le proprie gambe e, in un momento difficile, in cui partnership e sponsorizzazioni sono spesso solo un miraggio, il taglio dei finanziamenti è sicuramente una ulteriore batosta. Tagli che hanno coinvolto nella nostra provincia due manifestazioni importanti e di rilevanza nazionale come Civitanova Danza e Musicultura, completamente escluse dai progetti di interesse regionale ammessi al finanziamento.

Massimiliano Bianchini (nella foto), Assessore alla Cultura del Comune di Macerata, che aveva già manifestato il suo disappunto nei confronti delle scelte del Governo, ribadisce la sua idea: “C’è un mondo della cultura che rischia di scomparire, di questo mondo fa parte anche la lirica. Lo Sferisterio ha avuto nella passata stagione un bilancio addirittura in attivo quindi la protesta non si rivolge assolutamente all’amministrazione locale ma si inserisce nella serie di proteste e manifestazioni di piazza che hanno coinvolto l’intera nazione.”
Si dice sorpreso il Sindaco Giorgio Meschini: “Non ho idea di chi possa avere affisso lo striscione. Certo è che noi non abbiamo tagliato nulla e che, oggettivamente, i lavoratori dello Sferisterio sono a tempo determinato, vista proprio la durata della stagione. Lavorano per noi nel clou del Festival circa 300 persone tra macchinisti, facchini, truccatori, hostess comparse e quant’altro. Sicuramente per il prossimo anno rischiamo di avere meno fondi sul contributo ordinario annuale. Non appena ne avremo conferma vedremo come intervenire per risolvere la situazione”.
Il bilancio dello Sferisterio:
https://www.cronachemaceratesi.it/?p=4722

I problemi sono sostanzialmente 2.
Uno è lo Sferisterio (problema locale) e l’altro è la Cultura (problematica nazionale).
Per quanto riguarda lo Sferisterio non bisogna soffermarsi solo ai conti della passata stagione ma si dovrebbe fare una panoramica degli ultimi 10-15 anni in quanto c’è, sul groppone di Provincia e Comune (cioè sul groppone di noi cittadini), un mutuo sostanzioso (mi pare di ricordare di 10 milioni di euro) per alcune passate stagioni in cui le uscite furono assai di più delle entrate.
Inoltre bisogna anche considerare che il livello del budget si è rimpicciolito negli ultimi anni (per contenere i costi Pizzi addirittura firma un pò tutto: ci manca solo che faccia il direttore d’orchesta e accenda le luci….) con la conseguenza che anche il livello qualitativo è sceso: diciamolo chiaramente i “grandi” non passano più a Macerata.
Puntualizzato questo bisogna però anche aggiungere che la Cultura, soprattutto quella di un certo livello, difficilmente “paga”.
Cioè a meno di aiuti sostanziosi da parte del Pubblico (Stato, Regioni, Comuni) difficilmente un teatro o un arena (per quanto importante e grande) risucirebbe a far quadrare i conti.
Senza i sostanziosi interventi Pubblici i grandi teatri nazionali (San Carlo, Arena Verona, Scala, ecc.) non potrebbero produrrre grandi opere con grandi nomi in quanto gli sponsor e i biglietti non riuscirebbero a coprire che una piccola parte delle uscite…
Ovvio pertanto che se l’Arena di Verona riceve dal Pubblico 10 milioni di euro ogni anno farà produzioni grandiose e dispendiose (ogni anno) che noi a Macerata nemmeno ci sognamo, visto che (rispetto a Verona, Milano, Napoli, Roma, Firenze, Venezia, Bari, Palermo….) con noi lo Stato è stato sempre molto più di braccino corto nonostante che l’acustica dello Sferisterio (a detta dei cantanti) sia la migliore per un Teatro all’aperto, non solo in Italia ma anche in Europa.
Tra l’altro non bisogna dimenticare di mettere nel conto le migliaia e migliaia di appuntamenti, che solo tirandoli per i capelli diventano culturali, della sagra della salciccia, della vendemmia, del vino cotto, della porchetta, della fava, del melone, ecc. ecc. ecc. che, sempre a livello locale, vengono “sponsorizzati” dalle amministrazioni perchè questi appuntamenti hanno un ritorno di immagine (e di voti) per le amministrazioni mentre un appuntamento culturale “serio” è per palati fini e non sempre porta voti a chi lo sponsorizza.
Quindi meglio (in chiave elettorale) cento sagre a mille euro l’uno che un unico grosso evento culturale da centomila euro.
Per ultimo, per ritornare allo Sferisterio, c’è anche da dire che per la cultura a Macerata si è sempre respirata una aria provincialotta.
Non si è mai capito che lo Sferisterio, come attrattiva, avrebbe potuto provocare una ricaduta economica di gran lunga superiore a quella che si è sempre avuta.
Non si è mai capito che non bisognava vendere solo lo spettacolo, ma anche il nome…
Purtroppo qui tanti si atteggiano ad “intellettuali”, ma sono degli pseudo-finti-intellettuali della domenica (basta sentire certe discussioni dopo qualche evento per renfersi conto della grettezza di molti e della superficialità di tanti) che fanno gli intellettuali per moda, perchè qui a Macerata (nel grigiore comune) basta veramente poco per fingersi quello che non si è….
Abbiamo a Macerata una pletoria di artisti, pseudo-colti, esperti, intellettualoidi che intervengono su tutto parlando sempre di niente o, peggio, ripetendo a pappagallo qualcosa che hanno setito dire: siamo una piccola realtà provinciale e anche in questo caso lo dimostriamo ampiamente.
Manca la Cultura con la C maiuscola, purtroppo….
ogni anno con la lirica ce se rimette un sacco de soldi,forse sarebbe il caso che lo sferisterio venga utilizzato maggiormente durante tutto l’anno come succede per questi grandi teatri all’aperto in tutta italia con manifestazioni ed altro?
Una delle problematiche dello Sferisterio sono gli alti costi di gestione, tanto che negli ultimi anni si è cercato di condensare la lirica in una ventina di giorni contro l’oltre mese e mezzo di qualche anno fa.
Fare un concerto di un cantante/complesso “importante” è antieconomico in quanto il costo della manifestazione sarebbe altissimo e per rientrare i biglietti dovrebbero costare una follia… Non a caso Baglioni andò allo Stadio anche se la cornice dello Sferisterio sarebbe stata migliore…
Ed è altrettanto antieconomico utilizzarlo per concerti di band locali in quanto il prezzo dei biglietti (popolari) non coprirebbe affatto i costi di gestione complessivi (luci, sicurezza, assicurazione, ecc.)
se è tutto anti economico lo chiudessero….
oppure durante la stagione lirica potrebbero far pagare i biglietti a tutti……