25 aprile, orazione di D’Ambrosio:
“Difendere la Costituzione
nata dalla Resistenza”

Festa della Liberazione

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25 aprile: data unificante. Con questo spirito, invocato in questi giorni anche dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, si è svolta a Matelica la cerimonia a carattere provinciale del 64° anniversario della Liberazione. E la presenza, tra i numerosi Gonfaloni dei Comuni e della Provincia, anche delle bandiere di  partiti e movimenti politici di diverso orientamento è stato il segno che l’invito a riconoscersi tutti intorno ai valori della Resistenza, della Libertà, della dignità e dei diritti di tutti gli uomini è stato pienamente accolto.

La cerimonia, semplice nel suo svolgimento, ma solenne nel suo significato, è stata presieduta dal prefetto di Macerata, Vittorio Piscitelli, presente sul palco allestito in piazza Enrico Mattei insieme al sindaco Patrizio Gagliardi, al presidente della Provincia, Giulio Silenzi, ai presidenti provinciale e comunale dell’ANPI, Giulio Pantanetti e Igino Colonnelli, al rappresentante delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl Uil, Aldo Benfatto.

Tutti nei loro brevi interventi hanno ricordato pagine tristi della Resistenza sul nostro territorio e richiamato le nuove generazioni a riconoscersi nei valori di quella lotta per la Liberazione, oggi racchiusi nella Costituzione italiana.

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Dopo di loro, l’oratore ufficiale della manifestazione, Vito D’Ambrosio, magistrato ed ex presidente della Regione Marche, ha incentrato il suo applaudito intervento proprio sul valore della Costituzione repubblicana, frutto di tanti patimenti, di tanto sangue e di tante vite umane perse per la Libertà. Ricordando quanto sottolineato anche nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica,  l’oratore ha sottolineato che la Costituzione “non è” un residuato bellico e “non è” qualcosa che ha fatto ormai il suo tempo; essa è la valida guida per la Democrazia e baluardo dei diritti di tutti. Riconoscersi nella Costituzione è anche un modo per dare un significato al sacrificio di tanti italiani.

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La manifestazione, che ha visto la presenza di tanti sindaci, del presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, e di molte autorità da tutta la provincia, era iniziata con un corteo, aperto dalla banda cittadina diretta dal M° Gabriele Bartoloni. Il corteo a fatto prima una sosta al monumento che ricorda i Caduti, dove è stata deposta una corona d’alloro; poi si è concluso in piazza Enrico Mattei – figura emblematica anche di partigiano, come lo ha ricordato il presidente delle Provincia, Silenzi – dove è stata deposta un’altra corona d’alloro ai piedi della lapide posta a ricordo dei Partigiani che persero la vita il 24 marzo 1944 nella battaglia di Valdiola-Chigiano, alle pendici del San Vicino.

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