Quei maceratesi che offrono aiuti
La macchina dei soccorsi
funziona anche grazie a loro

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di Matteo Zallocco

Ad una settimana dal terremoto la fase dell’emergenza è terminata, ora inizia quella dell’assistenza e della ricostruzione. I numeri di questa tragedia che ha colpito L’Aquila e ha segnato tutti noi sono impressionanti: 294 morti, 1.500 feriti, 55mila sfollati. Ma l’efficienza della macchina dei soccorsi non si può mettere in discussione, i primi a dirlo sono gli stessi aquilani. Traspare un grande spirito di unità in mezzo a queste tendopoli, sparse un po’ in tutta la provincia. I numeri che ci ha fornito un responsabile della Protezione Civile sono significativi: sette Centri Operativi Misti coordinano le attività di assistenza a 25.050 persone accolte in 67 aree di ricovero, composte da 4.175 tende, 39 cucine da campo, 1936 i bagni di cui 108 attrezzati per i disabili. Sono poi 21.221 i cittadini ospitati negli alberghi, in particolare lungo la costa abruzzese.
Siamo stati a L’Aquila per testimoniare quello che stanno facendo i maceratesi impegnati in prima linea. Sono tanti tra Protezione Civile, Vigili del fuoco, associazioni come Macerata Soccorso, medici e infermieri. Alcuni sono lì da lunedì come Marco Esposito, che dall”anno scorso è il primario del Pronto Soccorso di Macerata. E’ anche il presidente dell’Ares, l’associazione regionale che in caso di catastrofi interviene offrendo figure mediche specializzate. Negli anni passati l’Ares è stata impegnata anche in Thailandia per lo Tsunami e in Indonesia. A L’Aquila Marco Esposito e i suoi collaboratori hanno allestito l’ospedale da campo di fronte al San Salvatore ed è lì che finiscono tutte le emergenze in questi terribili giorni. Un ospedale vero e proprio con delle grandi tende per ogni reparto. I medici e gli infermieri marchigiani (molti dei quali maceratesi) hanno insomma un ruolo essenziale a L’Aquila.
Dall’Ares a Macerata Soccorso, un altro gruppo di volontari che rappresenta il forte senso d’associazionismo della nostra provincia. Tutte queste persone vanno ringraziate per quello che stanno facendo. Ci sarà bisogno d’aiuti anche in futuro ed è per questo che Macerata Soccorso organizza – da dopodomani e per tre mercoledì di fila, con inizio alle 21.30 nella sede di Sforzacosta – un corso a cui tutti potranno partecipare e che permetterà di partire quando ce ne sarà bisogno.

Mentre tutti (comprese le tv giapponesi) aspettavano Berlusconi e Fini noi di Cronache Maceratesi siamo stati a L’Aquila per raccontare cosa stanno facendo i nostri concittadini impegnati in prima linea. Nei prossimi giorni torneranno a casa, altri partiranno per una staffetta di solidarietà che avrà bisogno di rinforzi ancora per molto tempo.

“Scrivete che anche noi in questi casi sappiamo come dare una mano” ci è venuto a dire un omone grande, grosso e tatuato. Era un ultras della curva dell’Avellino appena sceso dal camion che portava aiuti di ogni tipo dalla Campania. Noi lo scriviamo – pur non essendo quel grande giornale nazionale che magari si sarebbe aspettato il nostro amico di Avellino –  perché dalle sue parole emerge un messaggio forte: tutti possiamo renderci utili per continuare a mettere benzina a questa macchina dei soccorsi che dovrà percorrere ancora tanti chilometri.

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