Porto Recanati, l’estate è alle porte
ma le mareggiate non danno tregua

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portorecanati

di Beatrice Cammertoni

ed Eros Mandolesi

Chi il mare lo vive solo d’estate con la spiaggia colorata di ombrelloni e solo qualche leggera increspatura a riva non può non rimanere attonito di fronte allo “spettacolo” che le mareggiate degli ultimi mesi hanno creato a Porto Recanati. Complice la nebbia ed il brutto tempo con la primavera che quest’anno tarda ad arrivare, i danni delle onde altissime che si sono scagliate indistintamente su stabilimenti balneari e ristoranti fanno sembrare la bella stagione un miraggio.
Chi gestisce un’attività a pochi passi dal mare ne impara a conoscere le manifestazioni: sa che può rivelarsi pericoloso d’inverno, quanto altrettanto meraviglioso d’estate. Ne viene affascinato quando è grosso, ma allo stesso tempo capisce che in pochi minuti potrà spazzare via senza pietà vetrate e porticati.
Questa settimana Cronache Maceratesi ha incontrato proprio alcuni dei proprietari di stabilimenti balneari più colpiti dalla foga delle onde: già duramente provati dalle mareggiate di Novembre e Dicembre, hanno subito l’ultimo colpo di coda del mare grosso lo scorso fine settimana.  La riapertura della maggior parte delle attività è prevista già per questo week end. Il Comune della costa maceratese conta circa 12.000 abitanti, il turismo è il motore della sua economia: non sono solo i gestori ad attrezzarsi per l’estate, è un’intera comunità che si prepara ad accogliere i vacanzieri.
Michele Giuli, responsabile del locale “Masaya” ci racconta che ormai da sei anni qualche mese prima della riapertura è necessario cominciare a lavorare per riparare i danni: “Più che rinnovare i locali ogni volta dobbiamo spendere per ristabilire la situazione della stagione precedente. Quest’anno il porticato è stato smantellato quasi completamente e dal giardinetto che dà sulla strada abbiamo portato via tantissima sabbia. Una delle cabine doccia è stata completamente portata via dal mare le altre sono state riassestate. È come vivere tutto l’anno con la spada di Damocle sopra la testa.” Inaugurato solo un anno fa ma già semidistrutto dalla mareggiata: lo stabilimento balneare “Acapulco” si trova a pochi giorni dalla riapertura con vetrate rotte e con molti altri danni da fronteggiare. Il proprietario, Girolamo Frisari parla di una vera e propria guerra combattuta contro la foga del mare. “Sono ormai tre o quattro anni che le onde erodono la spiaggia, ma di mareggiate cosi violente come quelle di novembre e dicembre non se ne vedevano credo da venti anni. Sono stati dei momenti apocalittici ed il mio locale ha avuto danni per quasi cento mila euro. L’acqua è arrivata perfino sulla strada,con le barche ormeggiate sulla spiaggia qui a fianco che galleggiavano sulle onde.”  La soluzione che Frisani auspica sarebbe l’immissione a pochi metri dalla riva di scogli che contengano le onde. “Sono già stati stanziati dei fondi dalla Regione, speriamo che vengano posti in breve tempo.”
Sono stati proprio gli scogli probabilmente ad aver fatto si che la foga del mare risparmiasse lo chalet “Mille Lire”, uno dei pochi stabilimenti che non hanno subito alcun danno. Aperto tutto l’anno, il ristorante è uno dei più gettonati di Porto Recanati, anche se d’inverno risente del fatto che il lungomare sia poco frequentato. “Abbiamo visto il mare raggiungere la forza nove” ci dicono i gestori “è sempre affascinante ma fa anche tanta paura, non sapevamo se l’acqua sarebbe arrivata fin dentro i nostri locali o no.”
Anna Elisei ormai da diversi anni, gestisce il ristorante “Da Dario” a Scossicci. Vive da sempre in riva al mare, ne conosce la furia e sa che è necessario essere previdenti. Da quest’anno la finestra che dà sul mare dalla cucina è stata murata, la porta munita di chiusura ermetica e sono stati aggiunti degli scogli a ridosso del mare: nonostante ciò un locale è stato allagato e un macchinario costoso è andato distrutto. “Oltre al fatto che la primavera tarda ad arrivare anche questi danni fanno sembrare la bella stagione lontanissima.  Il ristorante è aperto tutto l’anno, ma è un lavoro assai duro quello di cercare di contenere i danni. All’ultima mareggiata di questo fine settimana abbiamo provveduto lunedì, il giorno della chiusura.”
Anche la signora Elisei si augura che in futuro una scogliera più a largo di quella che già esista possa essere creata per proteggerli dalle onde. I sassi che sono a ridosso sul mare infatti, in questi ultimi episodi non si sono rivelati una barriera sufficiente.
La speranza dunque, è che la Regione, responsabile del demanio, possa intervenire con un piano a sostegno delle nostre coste.

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