Bianchini eletto nel cda della Form

Nuovo incarico per l’assessore alla Cultura del Comune di Macerata, Massimiliano Bianchini. Già eletto nel consiglio d’amministrazione dell’Amat con un mandato di quattro anni l’assessore maceratese è stato nominato ieri anche nel cda della Fondazione dell’Orchestra regionale delle Marche presieduta da un altro maceratese, Renato Pasqualetti.
Anche in questo caso si tratta di un mandato di quattro anni: dal 2009 al 2013.
Dell’assemblea fanno parte i comuni di Macerata, Ancona e Jesi, le province di Ancona e Macerata e la Regione Marche. Soddisfazione naturalmente da parte di Bianchini: “si conferma il ruolo strategico della nostra città nella politica culturale regionale; sicuramente ha contato in questa scelta il prestigio della stagione lirica dello Sferisterio Opera Festival”.
Non vorrei che Massimiliano rischiasse, anche lui come tanti prima, di giostrarsi in politica (con l’accumulo delle cariche e dei gettoni di presenza) in quanto rischierebbe di fare il “politicante di professione”, costretto ad inseguire incarichi e prebende, poichè ormai da troppo tempo fuori dal mercato del lavoro.
Sicuramente non è il caso di Massimiliano ma in Italia, in passato, abbiamo visto tante volte persone che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro e che si sono mantenute solo grazie ai gettoni in questo o quel’organismo di nomina amministrativa, politica o sindacale.
Sarebbe un enorme passo avanti, che ci rialinerebbe all’Europa, poter avere anche in Italia finalmente dei lavoratori, prestati alla politica (che una volta finita l’esperienza ritornano nel mondo del lavoro), piuttiosto che dei politici-di-professione che non hano alcun altro mezzo di sostentamento se non quello di fare politica a livello amministrativo (fino alla morte) poichè se andassero nel mercato del lavoro sarebbero disoccupati perrenni.
Mi auguro che questo non sia il caso di Massimiliano, ma sono troppi coloro che vivono grazie alla politica e in un momento di crisi come questo è assai più comodo avere uno “stipendio politico” piuttosto che alzarsi alle 5 di mattina per andare a lavorare.