Provincia, Pdl alla stretta finale:
L’Udc chiede cinque posti

di Maurizio Verdenelli
Non ama vestirsi di verde essendo lui quello che si dice “biancofiore”, non è galante essendo consorte fedelissimo, non è sopratutto ugonotto ma cattolico. Tuttavia probabilmente seguirà l’esempio di Le Verte galant, di Enrico IV al quale la storia attribuisce la celebre frase: Parigi val bene una messa per giustificare la conversione al cattolicesimo ed ascendere così al trono di Francia.
Il “consigliere del re”, il Granduca di Toscana Ferdinando I° de’ Medici, è invece un ex sindaco della costa che al Nostro ha indicato la strada della conquista della Provincia di Macerata con l’esempio storico del 1593. Lui è il Grande Desistente alias il segretario regionale dell’Udc, Antonio (Tonino per gli amici) Pettinari atteso mercoledì 18 all’incontro definitivo stabilendo patti e coalizione per tentare l’assalto alla Presidenza di Giulio Silenzi, il 7 giugno. Un’impresa che l’esito di un recente sondaggio sembra aver reso mission possible: 53% a 47% per il Pdl anche se è da valutare l’impatto personale dello special one uscente che esercita sulle masse maceratesi un’attrazione epidermica ed istintiva: lo stesso Silenzi. Un caso Anna Menghi a distanza di 11 anni? Quando cioè la candidata sindaco vinse alla grande mentre la sua coalizione se la cavò a fatica facendo pensare fino all’ultimo ad un rimescolamento di carte. “Mica vero!” dice Pettinari “Sono in Provincia sin dalla metà degli anni 80 e da allora penso d’aver appreso bene i meccanismi elettorali. Ebbene il voto, in questo caso, non è affatto disgiunto. La preferenza al candidato presidente va automaticamente al suo schieramento e viceversa. Quindi se il Centrosinistra è perdente, anche il candidato lo è”.
Mercoledì è dunque il momento X, anzi X Factor. I tempi sembrano maturi per prendere una decisione: addirittura Fabio Pistarelli in un’intervista a Cronachemaceratesi di fine gennaio prevedeva di lì ad una settimana la soluzione di tutti i giochi con l’annuncio del candidato Franco Capponi. Da allora alcun nodo in realtà è stato sciolto mentre il tridente annunciato ha perso una punta: Erminio Marinelli: “Il Pdl vincerà anche senza di me” ha detto l’ex sindaco di Civitanova lanciando così la propria candidatura alle regionali prossime venture.
Allora a quando il chiarimento? “Il tempo utile –dice tetragono il segretario dell’Udc- è quello previsto per legge con la presentazione delle liste: l’8 maggio!”.
Una frase che pensiamo verrà presa come un calembour dai vertici del Pdl, desiderosi di contare tra le proprio fila l’apporto (determinante?) dell’Udc così come l’Udc è desideroso di sedere al tavolo della vittoria annunciata (dal sopracitato sondaggio).
Pettinari però non dimentica lo “schiaffo” del candidato presidente imposto, quel Franco Capponi, treiese anch’egli, già suo sindaco (lui è dirigente comunale) che per dirla con Euphues non ama esattamente come le proprie pupille. “Pazienza! tuttavia voterei Capponi foss’anche un vegetale”: a Tonino il consiglio è arrivato da un ascoltato amico che per mestiere ha memoria degli ultimi trent’anni di vita politica locale.
“In realtà sul tavolo di mercoledì sera, ci sono due candidature a presidente: quella di Capponi e la mia” dice quella di Pettinari.
Il vero busillis è però la condizione posta dal’Udc al ritiro di quella candidatura: Vicepresidente di giunta, tre assessori e il presidente del Consiglio.
Ebbene Pistarelli non sarà un grande colpitore ma un immenso incassatore, sì. Si dice dunque che a fronte di un tale diktat, anche Fabio-faccia-da-poker abbia avuto un trasalimento, sbiancando anche se solo nella sintesi di un attimo. “Tu hai la faccia come…” pare siano state le parole appena seguenti, e da noi edulcorate, che non avrebbero però scalfito Tonino Cuor di Leone . Il quale per staccare lo spadone dal chiodo di casa e guidare la “colonna” dell’Udc-Unione di Centro avrebbe così chiesto un ingaggio che neppure i Lanzichenecchi al Sacco di Roma.
Se il caso Udc è centrale, non mancano però altri problemi in casa Pdl. In riferimento cioè al delicatissimo scacchiere di alleanze e candidature sicure “oggi e domani” (cfr Regione) da parte dei vari comandanti. Così come sta capitando nel collegio di Potenza Picena dove qualcuno vorrebbe l’ex sindaco Leonardo Melatini (l’ultima volta non ce la fece per 6voti6!) ed altri no.
“Giovedì mattina 19 pv quasi certamente annunceremo Franco Capponi come candidato presidente del Pdl”, annuncia Pistarelli.
Naturalmente gli auguri sono di rigore.
Nel Palazzo d’Inverno invece nessun problema: tutti uniti intorno al lider maximo Silenzi che tenta di diventare Giulio II° il “papa guerriero” anche se lui, molto legato alla “sua” Fermo, immaginiamo abbia come punto di riferimento Sisto V°.
Nella foto: l’home page del sito personale di Franco Capponi (www.francocapponi.it) in cui si dà per certa la sua candidatura alla Provincia e quindi il remake dello scontro elettorale con Giulio Silenzi. Dopo la riunione di mercoledì sera con l’Udc quasi certamente arriverà l’annuncio pubblico.
C’è un passaggio che non ho ben compreso nelle parole di Pettinari:
“il voto, in questo caso, non è affatto disgiunto. La preferenza al candidato presidente va automaticamente al suo schieramento e viceversa. Quindi se il Centrosinistra è perdente, anche il candidato lo è”.
Se il citato sondaggio dovesse essere veritiero dovrebbe essere proprio Silenzi il vincitore, visto che gli vengono attribuite più preferenze (il 53%) le quali passerebbero automaticamente alla coalizione di centro sinistra.
O no? D’altronde è normale che il candidato presidente raccolga più voti rispetto alla somma delle singole liste che lo appoggiano…e, almeno in questo momento, mi pare che Silenzi sia molto più in auge rispetto all’avversario.
Cercasi esperto in leggi elettorali!!!