Pacchetto Sicurezza,
proteste in piazza

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di Beatrice Cammertoni

Contro il “Pacchetto Sicurezza” in fase di approvazione alle Camere, contro il razzismo e contro l’assegnazione dei diritti fondamentali in base alla cittadinanza: oggi in Piazza della Libertà i rappresentanti del C.s.a. Sisma, dell’Ambasciata dei Diritti e del Centro sociale di Civitanova hanno manifestato il loro dissenso verso i recenti provvedimenti proposti dal Governo Berlusconi.
Nel caso in cui il disegno di legge fosse approvato, sarebbe prospettata ai medici la possibilità di segnalare la “clandestinità” dei loro pazienti. Sarebbe inoltre obbligatorio per gli immigrati rinnovare annualmente il permesso di soggiorno, pagando una tassa di cento euro in ogni occasione. La soluzione indicata per i problemi di criminalità urbana è un sistema di “ronde” di volontari organizzate a livello locale. La clandestinità diventerebbe reato e avrebbe dunque conseguenze penali.

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Queste misure vengono profondamente rifiutate da tutti i partecipanti al presidio davanti alla Prefettura di questa mattina, poiché dichiarate lesive non solo dei diritti dei migranti ma anche di quelli di tutti gli italiani. È stata posta all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di combattere contro la discriminazione e contro il razzismo anche in previsione della possibile istituzione di Centri di identificazione ed espulsione per immigrati nel nostro territorio. Numerosi anche gli stranieri che hanno preso parte all’iniziativa in prima fila con striscioni e cartelli contro i provvedimenti in fase di approvazione. Un immigrato è intervenuto per ringraziare gli organizzatori che hanno dato loro la possibilità di dar voce al diffuso malcontento, in particolare rivolto alla tassa annuale per rinnovare il permesso di soggiorno.

I movimenti che hanno aderito all’iniziativa di oggi hanno annunciato la loro partecipazione a future iniziative a livello provinciale e nazionale contro il pacchetto sicurezza, in particolare Sabato prossimo saranno in Ancona. Quella che prospettano è una “primavera dei diritti” in risposta alle “barbarie” dei razzismi. Cosi come è stato per i tagli all’Università e all’istruzione, anche questa volta lo slogan è “Non pagheremo noi la vostra crisi”. In risposta ai tagli e alle misure per la sicurezza la richiesta è di redditi, lavoro e dignità per tutti.


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