Il premio Sisme della domenica
va a Paola Angeli

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Nella prima domenica di Audizioni il primo ad esibirsi è stato il professore d’italiano Davide Zilli (Villanova – Pc), che ha proposto dei brani originali per i contenuti, rivestiti di sonorità pulite e accompagnati da un’esibizione impeccabile. Formatosi con la musica classica, nella sua carrtiera artistica si è avvicinato al rock iniziando un’esplorazione di vari generi musicali che lo ha portato ad approdare al jazz, “la veste più congeniale alla mia voce”, ha affermato lo stesso Davide. Rispondendo poi alle domande della giuria universitaria circa l’influenza che il suo lavoro di professore esercita su quello di cantautore, l’artista emiliano ha risposto con grande sensibilità: “Ciò che mi piace di più del mio lavoro di insegnante è la possibilità di essere sempre a contatto con la genuinità degli adolescenti, che sono in grado di dare giudizi oggettivi, sia nel bene e nel male. E’ inoltre un piacere scoprire negli iPod dei miei studenti che in ambito musicale non sono poi tanto sprovveduti e non ascoltano solo musica commerciale”.

Ad esibirsi per seconda l’altra emiliana in gara, Paola Angeli (Bologna), ormai una veterana di Musicultura (alla quarta partecipazione al festival), che ha incantato il pubblico con la sua carica espressiva e con dei brani di forte impatto emotivo. A colpire il pubblico e la giuria è stata soprattutto la prima canzone eseguita al pianoforte, “Il corpo di Venere”, che parla dell’anima, di come ci si scordi a volte di curarla per farla crescere e maturare. La cantautrice ha voluto fare anche un omaggio ad un suo amico, Roberto Venturi, che chiedendole di musicare una sua canzone, le ha dato lo stimolo per ritornare a scrivere dopo un lungo periodo di silenzio. Il brano è intitolato “Canzoni che nessuno conosce”. Paola Angeli, durante il colloquio con la giuria, ha poi affermato di essere ritornata a Musicultura proprio perché, dopo tanto tempo lontana dal palco, ha voluto esordire dal vivo di fronte ad un pubblico ancora in grado di ascoltare davvero.

Terza esibizione, quella del giovane cantautore romano, Jacopo Ratini (Roma). La sua performance, dolce e fatta di una grande compattezza del suono, lo ha visto cantare testi piuttosto ricercati, creati a partire da riflessioni profonde, frutto di una grande sensibilità. Il ventiseienne romano ha poi mostrato una grande padronanza interpretativa sul palco.

Paolo Pilo (Milano) ha offerto al pubblico in sala il suo modo di filtrare il mondo, dichiarando che per lui fare musica è una necessità e un grandissimo divertimento. Le sue canzoni hanno come protagoniste dei personaggi emblematici e metaforici, in quanto ognuno di loro incarna un modo di essere e di vivere l’esistenza. “L’Equilibrista”, il brano proposto per primo, tratta infatti dell’alcolismo, perché l’alcolista, come un equilibrista, vive appeso ad un filo…al filo della vita. “Ogni canzone che scrivo” – ha affermato il cantautore milanese – “è un regalo che faccio a me stesso, che prima crea l’attesa di vedere cosa contiene e poi, una volta scartato, il desiderio di scrivere ancora”. Una vera e propria esigenza di scrivere, che Paolo vuole comunicare al suo pubblico.

L’ultima esibizione è stata quella del napoletano Giovanni Maria Block (Napoli), ritornato a Musicultura dopo due anni: il suo modo di comporre le canzoni è cambiato perché “nel frattempo sono cambiato io” – spiega Block – “ho fatto nuove esperienze che mi hanno permesso di vedere la musica in modo più esistenziale e non solo legata ai risultati materiali. In fondo il mestiere di un cantautore è proprio caratterizzato dal non poter rimanere sempre lo stesso”. Il napoletano, rispondendo alla giuria, ha fatto delle considerazioni sulla sua città e sulle difficoltà in cui essa versa. Napoli non lascia molto spazio a chi si vuole dedicare alla musica e i giovani artisti devono spesso trasferirsi in altre città per coltivare la propria passione. Ma aggiunge Block: “Napoli, insieme ovviamente alla mia famiglia, mi ha anche dato l’energia per dedicarmi alla musica”. La sua esibizione ha colpito molto il pubblico. Toccante il brano “L’aquilone” per l’equilibrio tra dolcezza e durezza.

A fine serata il Premio Sisme per la migliore interpretazione, un microfono Shure Sm58 in una versione speciale dedicata ai 20 anni di Musicultura, è andato a Paola Angeli. A consegnarlo Andrea Guerranti della Sisme, azienda che è da anni vicina Musicultura e che ogni anno alle Audizioni Live premia il talento degli artisti in gara con questo prestigioso porta fortuna per la loro carriera artistica.



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