Un elogio a Musicultura e Cesanelli
Intanto il Pdl si affida al tridente

di Maurizio Verdenelli
E lo ricordo ancora (Fabio Concato non se l’avrà a male se lo scomodo, visto il contesto) anche se lui è molto cambiato da allora. L’aspetto fisico a metà tra il Mago di Oz e Federico Fellini, è diventato autorevole e sicuro senza tuttavia perdere il tratto del fanciullo che ha afferrato al volo un sogno impossibile, realizzandolo. Quasi. Perché se gli inizi sono stati difficili, il “continuun” della favola a distanza di ventanni, appare ancora contrastato. Sì, da quando ad Ancona hanno deciso di chiudere i rubinetti a Musicultura, fucina di musica d’autore e di aedi con la chitarra. Niente a che vedere con X Factor che del festival marchigiano pare aver preso tutto meno che la poesia: Simona Ventura al posto di Giacomo Leopardi! E così dopo la consacrazione e tante star pure internazionali -alcune lanciate dalla manifestazione- s’apre davanti a Musicultura e al suo direttore artistico, Piero Cesanelli (nella foto) un altro periodo pieno d’incognite. Non è la prima volta che gli succede: come quando, ritiratosi il maggiore sponsor locale, il festival recanatese dovette lasciare piazza Leopardi per rientrare alla Bocciofila 2000 i cui spazi (peraltro adeguati) ne avevano favorito il lancio. E che dire poi della crisi tra il demiurgo Piero e il sindaco Corvatta, che vide il festival lasciare Recanati per Macerata, accolto a braccia aperte da Silenzi, con destinazione Sferisterio? Dove una sera gloriosa, Musicultura ospitò Rosario Fiorello impegnato nell’anteprima di Volevo fare il ballerino, tra una prova serale allo stadio ed il footing mattutino con lo stesso presidente della Provincia.
Un tipo tosto, il recanatese Cesanelli. Segnalatomi da Asterio Tubaldi direttore di Radioerre, un giorno a metà degli anni ’80 intervistai in redazione il cantautore recanatese. Chitarra e buoni testi. Pubblicai anche una foto polaroid da lui stesso fornita. Erano i tempi del sodalizio con Vanni Pierini. Pensai che non sarebbe finito nella storia della musica italiana, non per demerito, ma per il solito decentramento provinciale che vieta glorie artistiche. Uno sbaglio grossolano. Cesanelli è ormai inserito in quel gran libro mastro grazie ad un progetto varato qualche anno dopo quell’intervista: il festival della canzone d’autore. Chi non aveva avuto inizi difficili fra i cantanti e i poeti che lui chiamava a Recanati al capezzale del testo d’autore? Un’idea vincente e suggestiva: i grandi nomi aderirono e garantirono Musicultura che si presentava con il marchio d’origine recanatese e il “logo”di Giacomo Leopardi. A presentare le serate fu chiamato un caro collega de Il Messaggero, Fabrizio Zampa, critico musicale e soprattutto uno della “banda di Renzo Arbore”. Una volta che Fabrizio ebbe un pauroso incidente in Brasile, a sostituirlo arrivò un intimidito conduttore del Tg2, dalla faccia compunta da bravo ragazzo: Michele Cocuzza. Tantissime le star alla corte del premiata ditta Piero & Vanni (finchè resse). Ricordo che una sera, mi fu concesso come segno di distinzione di parcheggiare accanto alla potente Porsche di Claudio Baglioni che sul palco della Bocciofila duettava al piano con Luis Bacalov, fresco di Oscar per la colonna sonora de Il Postino di Massimo Troisi. Era il 1996. Undici anni prima, Baglioni aveva venduto un milione di dischi con Sabato pomeriggio, arrangiato dallo stesso Bacalov. Poi si andò tutti assieme alla Casa del Pellegrino, a Loreto, per una cena omerica e celebrativa.
Non mi voglio tuttavia soffermare sui nomi: sono tanti e tra questi pure Morgan, selezionatore di X Factor! Ed anche per la 20° edizione il Comitato artistico di garanzia è formato dai massimi esponenti della canzone italiana e da una poetessa che risponde al nome di Alda Merini. Intanto da venerdì scorso fino a domenica 15, sono in corso alla Filarmonica le audizioni live di 50 autori scelti tra 1.400 iscritti. Da questi sortiranno i 16 finalisti: il vincitore assoluto sarà proclamato il 28 giugno allo Sferisterio. Insomma un movimento, sia di base sia di vertice, di assoluto rilievo. Dopo la Stagione lirica, Musicultura è l’unica manifestazione artistica di respiro nazionale “made” nel Maceratese dal dopoguerra ad oggi. Come finirà tuttavia con la bocciatura a sorpresa da parte della Regione proprio a vent’anni dalla nascita del festival? Forse aver voluto, nei decenni, schiacciare lo Sferisterio inevitabilmente estivo (senza copertura, per una soprintendente museista) con la Stagione lirica ha nociuto alla manifestazione nata a Recanati nel nome di Leopardi e trapiantata a Macerata, città notoriamente non di poeti. L’aureo contenitore ha finito con il frantumare il vaso più fragile, in tempi di crisi. Speriamo che Ancona ascolti le rimostranze, giuste, di Silenzi e ci ripensi e che il sogno di Piero continui a volare alto tre metri sopra il cielo di giugno dell’Arena. Dove un grande recanatese, Beniamino Gigli, fece lo storico esaurito di tutti i tempi e dove Musicultura attira masse di giovani. Non di sola lirica, lasciate che viva lo Sferisterio.
E A PROPOSITO DI SOLDI, SPONSOR E STAGIONE LIRICA come non ricordare la Lube di questi tempi con gli enti avarissimi verso cultura e spettacolo? Sì, l’azienda treiese che firma assegni e magliette dei campioni di volley, contribuiva moltissimo alla Stagione lirica del duo Perucci-Calise. A chi storceva il naso sul fatto che una fabbrica di cucine finanziasse la grande lirica, facendo magari ombra allo sponsor tradizionale, la Carima, il sovrintendente Calise rispondeva: “Anche e sopratutto grazie a loro possiamo andare avanti e alle trasferte in Romagna dove i nostri artisti sono accolti trionfalmente e i comuni pagano bene”. Alla fine, tuttavia, la Lube se ne andò a malincuore lanciandosi nello sport. Abbiamo visto, con quali risultati. E la Stagione lirica? Beh, lasciamo perdere. Fosse rimasta, la Lube…sponsor e mecenate come chiede il direttore artistico, il veneziano Pier Luigi Pizzi!
E PRIMA DI MUSICULTURA VA IN SCENA IL TRIDENTE. www. cronachemaceratesi ha anticipato che il nuovo candidato del Pdl per le Provinciali sarà quello…vecchio: e cioè Franco Capponi che da ex sindaco di Treia, incrociò i guantoni con Giulio Silenzi, ex assessore regionale, perdendo al ballottaggio 5 anni fa. Capponi, cresciuto politicamente, non appare più così chiuso alla vigilia della sfida in scena il 6-7 giugno, mese che si concluderà con Musicultura nel Centro storico: la Controra (22-28 giugno) e allo Sferisterio (26-28). Una seconda card offre il Pdl al capogruppo regionale di FI-PPE non rinunciando tuttavia al gioco di squadra dove spiccano due noti acchiappavoti: l’ex plurisindaco di Civitanova, Erminio Marinelli e il sopracitato sindaco di Recanati, Corvatta. Due medici per “curare” il Pdl nel Maceratese. Come ai tempi del tridente Berlusconi-Fini-Casini, ci sarà un attacco a tre punte Capponi-Corvatta-Marinelli per espugnare il Palazzo d’Inverno sede della presidenza della Provincia. Dove intanto stanno affluendo forze fresche e riservisti intorno al Lider maximo in vista della Grande Battaglia, cui, tra gli altri, anche Musicultura non sarà spettatore disinteressato.