“Tutte queste querele
fanno male a Recanati”

Nota stampa congiunta Lega Nord, Circolo della libertà “Recanati Futura”, Lista Civica Recanati.
Intendiamo fare alcune riflessioni su fatti recenti che hanno visto protagonisti alcuni Assessori, il Sindaco di Recanati e la Giunta. Ci riferiamo a tre fatti apparentemente non collegati tra loro ma che in realtà hanno, a nostro avviso, una sola matrice.
Il primo fatto: un mese e mezzo fa, l’Assessore Severini di Forza Italia dichiara alla stampa di aver incaricato i suoi legali di querelare Rosilio Giubinelli (anch’egli di Forza Italia nonché Presidente del “Circolo della Libertà”) per avere quest’ultimo esternato lamentele nei confronti dell’ operato di Severini in materia di viabilità e di mancata manutenzione delle strade. Ma siamo in un stato democratico o nella Cina comunista? Gubinelli non ha offeso Severini come persona, ha invece rivolto critiche politiche e amministrative all’ operato del suo assessorato o, meglio sarebbe dire, al suo non operato per quattro anni e mezzo, salvo risveglio improvviso solo ora, ormai in campagna elettorale. La critica all’inerzia dell’assessore è stata peraltro condivisa da Gubinelli con Marangoni, Coordinatore della Lega Nord.
Secondo fatto: sul numero di novembre il periodico “Era Ora” pubblica le indennità di funzione del Sindaco, Vice Sindaco, Assessori, Presidente consiglio comunale. I dati pubblicati sono esattamente gli stessi contenuti nel, tuttora vigente, atto di giunta comunale n. 8 del 20.1.2006, precisamente al punto 1 della delibera suddetta. Che fanno i nostri amministratori? Ritengono che le informazioni pubblicate da “Era Ora” siano errate e lesive dell’Amministrazione e quindi deliberano (vedi atto di giunta n. 226 del 20.11.2008) di impegnare € 1.500,00 di soldi dei cittadini per richiedere un parere legale ad un Avvocato incaricandolo altresì di predisporre eventualmente la querela. Sic! Povera democrazia! Che fine ha fatto la libertà di espressione? E che rispetto per il denaro di tutti! Alcune considerazioni sono d’obbligo: anzitutto la querela è un atto personalissimo e quindi sarebbe bene che fossero eventualmente i singoli amministratori a proporla e non collettivamente come atto di giunta; in secondo luogo, gli Amministratori dovrebbero eventualmente proporre querela impegnando il loro denaro personale e non i soldi pubblici; terzo aspetto, non c’è proprio nulla di lesivo per l’Amministrazione Comunale, anzi è la legge che prevede che tali dati siano pubblici e trasparenti. Il periodico “Era Ora” li ha pubblicati esattamente come dal punto 1 della delibera atto di giunta n. 8 del 20.1.2006 dove non c’è alcun riferimento all’importo lordo (tale comunque è) o netto (cosa che l’amministrazione vorrebbe invece che fosse evidenziato ai cittadini). Va infine chiarito che il periodico “Era Ora” evidenzia chiaramente altresì che “la cifra del compenso del Sindaco e degli Amministratori si abbatte del 50% se sono dipendenti pubblici o privati e che continuano a lavorare. I liberi professionisti, invece, percepiscono la cifra per intero”. Inoltre, non sarebbe stato più sensato e meno costoso chiedere una semplice rettifica (chiedendo la pubblicazione delle cifre nette) al periodico sul prossimo numero, come prevede la legge sulla stampa? Venendo a noi, non possiamo non leggere questo comportamento della Giunta Comunale come fortemente antidemocratico e intimidatorio nei confronti della libertà di espressione e di stampa garantita dell’art. 21 della Costituzione.
Terzo fatto: pochi giorni fa abbiamo appreso dalla stampa che l’Assessore al bilancio Roberto Bartomeoli, che fino a ad oggi aveva sempre considerato vantaggiosa e comunque sotto controllo l’operazione di sottoscrizione dei derivati (swap), non avrebbe gradito, insieme al resto dell’Amministrazione, le dichiarazioni rilasciate ai quotidiani dall’ avvocato Fabio Messi, incaricato dalla Giunta Corvatta di seguire l’andamento dei derivati. Riferisce il legale che il Comune ha sottoscritto 12 contratti con Unicredit, che ultimamente la perdita è stata vertiginosa e che il prezzo per smobilizzarli è di oltre un milione di euro! Ma anziché risentirsi per le dichiarazioni del proprio legale, il Sindaco Corvatta e l’Assessore Bartomeoli non avrebbero dovuto essi stessi informare per tempo e adeguatamente l’intera cittadinanza della grave situazione verificatasi o che si sarebbe potuta verificare? Perché l’Amministrazione deve risentirsi se il legale, peraltro da essa stessa nominato e compensato con denaro pubblico, dice ai cittadini ciò che gli Amministratori avrebbero loro per primi dovuto dire alla gente? Cosa c’è da nascondere? L’Amministrazione avrebbe potuto e dovuto indire un’apposita conferenza stampa per informare i cittadini e magari anche scrivere ciò, chiaramente, sul periodico “Recanati” di dicembre 2008 inviato dall’amministrazione a tutti i cittadini dove, nelle 30 pagine autoreferenziali di propaganda delle cose fatte dall’amministrazione, non compare nemmeno una riga sulle gravi incognite finanziarie in merito agli swap. Persino l’assessore Bartomeoli, competente per materia, si è casualmente dimenticato di parlarne nell’intera pagina 11, a lui dedicata, dove descrive “L’impegno per una sana (?) amministrazione pubblica”. Certo l’impegno è sempre apprezzabile ma ciò che conta davvero sono solo i risultati: un milione di euro per smobilizzare i derivati non sono un bel risultato! Oltre a ciò vanno aggiunti tutti i soldi versati in passato per l’estinzione anticipata dei mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. Questo eventuale risultato negativo, se confermato, dovranno essere gli Amministratori firmatari dei contratti con la banca a pagarlo di tasca loro, col loro denaro personale, non certo con denaro pubblico. Chi ha firmato i contratti doveva conoscere i rischi che correva e quindi deve risponderne personalmente. Chi sottoscrive gli swap deve infatti prima firmare tanto di dichiarazione in cui si definisce “operatore finanziario qualificato” in grado cioè di capire le caratteristiche dello strumento finanziario che la banca gli sta vendendo. Ma su tutti questi aspetti i revisori dei conti non hanno nulla da scrivere?
Una sola matrice: a nostro avviso i tre fatti sopracitati, per quanto diversi, possono essere ricondotti ad una sola matrice arrogante e antidemocratica, ad un sottocultura della querela facile e delle azioni legali a scopo punitivo-intimidatorio, all’intolleranza verso la civile e legittima libertà di espressione e di stampa, alla poca considerazione verso il denaro pubblico che dovrebbe essere invece amministrato bene, al voler nascondere i fatti importanti del Palazzo anziché concepire il Palazzo stesso come la casa di vetro dei cittadini e quindi a servizio degli stessi. Tutto questo non ci piace, non fa onore alla “città della poesia” che vorremmo fosse anzitutto “città della libertà e dell’apertura mentale”. Stiamo parlando di democrazia, di corretta libertà di espressione, di libertà della stampa, di convivenza civile, di trasparenza amministrativa e, ancor prima, di semplice e normale buon senso e buona educazione, il tutto applicato anche alla politica recanatese. Possibile che a Recanati (foto Marchecittà.it, ndr) la democrazia si sia fermata sull’uscio del Palazzo? Perché questo è avvenuto?
Enzo Marangoni – Coordinatore Lega Nord
Rosilio Gubinelli – Presidente Circolo della libertà “Recanati Futura” aderente a Forza Italia
Gianfranco Miccini e Nino Taddei – Lista Civica Recanati