Niko, un cane
agli arresti domiciliari
Lui di sicuro non sa di essere diventato tanto famoso, tanto da essere stato nelle scorse serate, protagonista di altrettanti servizi del Tg 5, per raccontare la sua vicenda, che nel filmato viene definita un’aberrazione.
Niko (nella foto) è un bel pastore tedesco, che come tutti i cani, quando vede estranei in transito abbaia. I vicini di casa, che per andare nella loro vigna si trovano costretti a passargli vicino, sostengono di non poter raggiungere la loro proprietà a causa del cane, che gli si fa incontro minaccioso e li costringe a fuggire.
Scoppia una lite tra vicini, che dal 2002 va poi a finire in tribunale. Ed il giudice civile del tribunale di Macerata ha sentenziato che Niko deve stare agli “arresti”, legato alla catena, da mattina a sera. Nel servizio televisivo e sulla stampa si evidenzia come questa vicenda sia assurda per un animale che fa solo il suo “lavoro”. Un compromesso tra i padroni del pastore tedesco ed i vicini, appare la soluzione più opportuna, per evitare che l’animale debba stare tutti i giorni legato.
Di seguito l’articolo del Corriere Adriatico.
-PETRIOLO –
La storia di Niko sta conquistando anche i media nazionali che stanno seguendo il primo caso di un cane condannato agli arresti domiciliari nella cuccia.
Niko, un bell’esemplare di pastore tedesco, ha cinque anni e da alcuni giorni attende di conoscere la motivazione del giudice che lo obbliga a restare legato a una catena, dall’alba al tramonto. Niko in effetti ha tutte le ragioni per ricorrere contro una sentenza che lo vede vittima innocente di una disputa a suon di denunce tra vicini che si trascina dal 2002, quando Sara Andreozzi, la sua padrona, ha acquistato un’abitazione in contrada Castelletta.
Oltre al danno psicologico per Niko, un cane da guardia costretto agli arresti in casa propria, si profila anche un danno biologico. Nika, che come si intuisce è la compagna di Niko, è prossima al parto e non far vedere i propri cuccioli al papà è evidentemente operazione non in linea con i più elementari diritti (del miglior amico) dell’uomo. Possibile che esistano i permessi speciali per motivi di famiglia per cani detenuti anche se per Niko la semilibertà è applicata alla rovescia, libero di notte e alla sbarra durante giorno.
La prossima paternità e l’esigenza di star vicino ai propri cuccioli potrebbe essere una delle motivazioni del possibile ricorso contro la decisione emessa dal giudice di primo grado.
Insomma tra una comparsata tv ed una sulla carta stampata Niko tira avanti in attesa degli eventi giudiziari anche se – rispetto agli umani la cui vita è molto più lunga – il bel pastore tedesco corre qualche rischio in più. Non sarà il suo caso in particolare ma in genere la giustizia civile non brilla per velocità e così l’augurio per il pastore tedesco è che la storia si possa definire in fretta.
Niko agli arresti in casa mentre avanzano le carte bollate tra i vicini di casa.
“Raggiungere la vigna era diventato impossibile – dicono i vicini -. Ogni volta il cane abbaiava e ci guardava minaccioso. Spesso siamo stati costretti a scappare”. E così si sono rivolti all’avvocato Sandro Giustozzi e hanno portato la vicenda in tribunale. Il giudice del tribunale dui Macerata ha dato loro ragione.
Una decisione, che alla padrona del cane non è evidentemente andata giù. “Ma non lo vedete? Questo cane non farebbe del male a una mosca”, esclama accarezzando l’animale. Sara, una ragazza giovane e tenace, molto nota per il lavoro svolto nel negozio di abbigliamento “Di Pietro” a Macerata, insiste nella difesa di Niko e si è affidata all’avvocato Vittorio Di Cola sperando di potere risolvere questa situazione. Per ora, però, Niko resta legato. Agli arresti domiciliari nella sua cuccia di Petriolo.
Passano i giorni e sono attese anche altre sentenze nella battaglia legale che oppone Sara ai vicini di casa di contrada Castelletta. Niko attende fiducioso anche se le preoccupazioni crescono, non è bello presentarsi ai nuovi nati agli arresti domiciliari.
