Nasce la carta archeologica della provincia
Viene presentata dpmani (sabato 13 dicembre) alle 9.30 all’Antica biblioteca dell’Università di Macerata, la Carta archeologica della provincia di Macerata. Il progetto, avviato dell’Amministrazione provinciale in collaborazione con la Soprintendenza archeologica per le Marche, ha previsto un censimento di carattere archivistico e bibliografico di tutti i siti noti delle valli del Chienti e del Fiastra, il controllo diretto sul territorio dei resti ancora visibili, con la realizzazione di una documentazione scientifica, e la georeferenziazione delle localizzazioni nell’ambito di un Sistema Informativo Territoriale (GIS) facilmente consultabile ed elaborabile.
Dopo i saluti del presidente della Provincia Giulio Silenzi, del Soprintendente archeologo per le Marche Giuliano de Marinis e del preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Macerata, Gianfranco Paci, si alterneranno numerosi interventi tra cui quelli di Alessandra Boscolo e Francesco Vitali, rispettivamente assessori provinciali alla Cultura e all’Urbanistica e di Roberto Perna, direttore del Sistema Museale della provincia di Macerata. L’incontro, coordinato dal presidente dell’Associazione Sistema Museale, Donato Caporalini, vedrà presenti dirigenti e funzionari della Soprintendenza, della Regione Marche, docenti delle Università di Macerata e Camerino. Interverrà anche Salvatore Strocchia, comandante del Nucleo Carabinieri tutela del patrimonio culturale di Ancona.
Più di 700 i siti catalogati, con l’acquisizione e la georeferenziazione dei catasti gregoriani relativi ai principali siti archeologici della provincia. Questa Carta si pone in continuità con la CAM (Carta Archeologica Regionale delle Marche) avviata dalla Regione , che fino ad oggi ha parallelamente coperto quasi per intero la valle del Potenza.
Un contributo significativo è stato inoltre portato dal Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri, grazie al quale sono stati realizzati numerosi voli aerei e sistematiche campagne di fotografia aerea.
Nella media valle del Chienti il lavoro ha previsto anche la realizzazione di ricognizione sistematiche a tappeto, che hanno consentito la scoperta di numerosi siti fino ad oggi sconosciuti.