“Macerata, la forza della cultura”
“Civitanova, vivacità economica”
Intervista doppia Meschini-Mobili

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Macerata e Civitanova Marche. Due realtà differenti per molti aspetti, ma che nel corso del tempo hanno rappresentato il fulcro della produttività e della visibilità del nostro territorio. Insomma due città che sono cresciute separatamente, ma che mai come in questo momento sono vicine per cooperare al rilancio dell’area maceratese. Noi di CM abbiamo intervistato i due sindaci delle rispettive città, Giorgio Meschini e Massimo Mobili, con l’intenzione di scoprire pregi, difetti, affinità e sviluppi futuri delle realtà più importanti del nostro territorio.
Giorgio Meschini, Sindaco di Macerata dal 2002, com’è cambiata la città durante gli anni della sua amministrazione?
“Non è facile tracciare un bilancio complessivo, però credo che Macerata negli ultimi anni sia abbastanza cambiata, in meglio aggiungerei. L’opera che più mi rende orgoglioso è la Galleria delle Fonti, che offre un’opportunità notevole ai cittadini maceratesi in un settore, quello della viabilità, da sempre ostico. Stiamo portando avanti molti progetti per la cultura e il turismo, che magari non sarà di massa, ma che per noi è importante. Per i cittadini portiamo avanti tutti i lavori che riguardano l’occupazione e lo sviluppo del territorio nel suo complesso: gli interventi sulla casa (il cosiddetto “Piano Casa”) che stiamo adottando porteranno grandi vantaggi e credo che nel prossimo futuro avremo un riscontro positivo di quanto fatto. Insomma sono soddisfatto e penso che il lavoro fatto porterà dei benefici alla città”.
Massimo Mobili, Sindaco di Civitanova Marche dal Giugno 2007. Com’è cambiata la città dal momento dell’insediamento della precedente amministrazione di Centro-destra fino ad oggi?
“Tredici anni di governo del centrodestra sono tanti e ci hanno permesso di migliorare di molto la nostra città. L’ex sindaco Erminio Marinelli ha puntato sulla Cultura ottenendo risultati straordinari (riqualificazione dei tre teatri, rassegna internazionale di Danza, ecc.), ma tanto abbiamo fatto anche per l’ambiente: basti pensare alle piste ciclabili. Abbiamo realizzato quella del Castellaro che, in 4 km lungo la bellissima campagna, collega il Capoluogo al Centro storico. Poi quella lungo il fiume Chienti, che ha permesso un recupero importante dei luoghi della nostra memoria e la riscoperta della bellezza della flora e della fauna fluviali. Ed infine quella del lungomare nord con la quale non solo si rende percorribile un’arteria che in estate diventa una giungla, ma si offrono altri spazi a chi vuol passeggiare o andare in bicicletta. Altri progetti ambiziosi ci attendono, e saranno fondamentali per la città: il completamento della zona commerciale con la costruzione della nuova Fiera e di un Palaspettacolo, e la riqualificazione del Borgo marinaro, destinato ad unire Corso Umberto e piazza XX Settembre, spazi storici del miglior Centro Commerciale Naturale delle Marche”.
Quali sono i punti di forza di Macerata rispetto a Civitanova Marche?
MESCHINI: Sicuramente la cultura in generale (Scuola, Università, varie attività culturali).
MOBILI: Macerata ha dalla sua una cultura e una tradizione universitaria che manca a Civitanova, anche se la nostra Università sta crescendo. Come ho avuto modo di dire tempo fa, a mio parere Macerata è un vino rosso, ma fermo.
E quali i punti di forza di Civitanova Marche rispetto a Macerata?
MESCHINI: Maggior vivacità economica e imprenditoriale, da cui dovremo prendere spunto.
MOBILI: A Civitanova si respira un’aria più frizzante, che lascia poco spazio allo spirito conservatore che è più tipico di Macerata.

Cosa non le piace delle rispettive città?
MESCHINI:  Guardando a Macerata penso che ci sia la necessità di sviluppare il settore imprenditoriale, anche se mi rendo conto che non è così facile da perseguire. Su Civitanova Marche mi permetto di dire che deve migliorare la viabilità, l’urbanistica e sfruttare meglio le possibilità turistiche che indubbiamente possiede.
MOBILI:  Da civitanovese doc trovo impossibile rispondere a questa domanda. Di Civitanova, inutile dirlo, mi piace tutto, a cominciare dal carattere della gente, schietto e spontaneo. Per quanto riguarda Macerata, diciamo che preferisco guardare gli aspetti positivi, come mi detta spesso il mio carattere.
Tra Macerata e Civitanova Marche c’è sempre stato un forte campanilismo. Quali sono secondo lei le ragioni?
MESCHINI: Beh nasce da lontano, dalle radici storiche delle due città. Ogni Comune ha un proprio “io” ed è normale avere una rivalità che permane nel tempo. Dal mio punto di vista credo che la rivalità è positiva per stimolare la crescita delle due realtà, mentre ritengo stupido il campanilismo sportivo fine a se stesso, che non può portare in nessun caso conseguenze positive.
MOBILI: Si perdono nella storia, così come succede in tanti altre città d’Italia. Per fortuna, le vecchie guerre di confine si sono trasformate in simpatici battibecchi.
In passato si era anche parlato di una possibile scissione di Civitanova Marche dalla Provincia di Macerata e di un conseguente avvicinamento con la nascente Provincia di Fermo. Quali conseguenze avrebbe portato questa separazione?
MESCHINI: Sinceramente non ho mai capito le reali motivazioni di questa scissione paventata da più parti. Forse qualcuno soffre di un complesso di inferiorità che non dovrebbe esistere, anche perchè qualora ci fosse stata la fusione con Fermo, Civitanova Marche sarebbe rimasta seconda rispetto ad una città con meno popolazione. Io credo che Civitanova Marche stia bene dove sta e aiuti il processo di evoluzione della Provincia di Macerata.
MOBILI: Motivazioni legate al tipo di economia del territorio: il distretto calzaturiero del Fermano vede la sua naturale continuità nel nostro territorio. In pochi anni l’economia è cambiata, ma, al momento di promuovere la nuova provincia di Fermo, la proposta di una Civitanova capoluogo poteva essere allettante.
Cosa si potrebbe pensare per creare una collaborazione tra le due città in grado di consentire la crescita dell’intera Provincia di Macerata?
MESCHINI: Dobbiamo indirizzare gli obiettivi singoli delle due realtà in un progetto che integri maggiormente il territorio. Deve esserci una grande proposta unitaria per sviluppare un territorio che potrebbe essere visto come una macro-città, molto popolosa (circa 100000 abitanti) e che riesca a coniugare tutte le potenzialità che possiede.
MOBILI: Di iniziative ce ne sono già tante. Macerata ha lo Sferisterio, Civitanova il mare: in mezzo tanti paesi ricchi di storia e bellezze architettoniche, veri gioielli per gli stranieri. Puntiamo più sul turismo in un’ottica sinergica.


Quali delle due città è più vivibile per i giovani? E Perché?

MESCHINI: Io non parlerei di vivibilità quanto di attrattiva per i giovani, che oggi più che mai hanno interessi differenti. Macerata, grazie all’Università, offre durante la settimana delle buone prospettive ai giovani. Non ci sono magari le discoteche presenti a Civitanova Marche, ma penso che entrambe le città lavorino nella giusta direzione anche in questo ambito.
MOBILI: Macerata ha dalla sua parte una prestigiosa Università, dunque è normale che ci siano diversi centri di ritrovo per i giovani. Civitanova, come tutte le città di mare, ha maggiori possibilità di accogliere i giovani durante l’estate ma anche nei week end invernali. Molti sono i ragazzi che frequentano i locali del centro.
Come vede il presente e il futuro delle due squadre di calcio di riferimento delle rispettive città?
MESCHINI: Per la Maceratese Calcio il futuro è abbastanza fosco: il presidente Ulissi ha dato mandato al Direttore Generale Pica della messa in vendita della società e auspichiamo una soluzione positiva nel più breve tempo possibile. Sappiamo che a Civitanova sperano in un derby il prossimo anno: io non sono dello stesso avviso perché credo nelle potenzialità della Maceratese. E comunque, qualora ci fosse questa possibilità, saremo ugualmente in una situazione di vantaggio: non dimentichiamo che noi abbiamo anche un’altra società che sta facendo bene, la Vis Macerata. La Maceratese ad ogni modo rimane e sarà sempre un patrimonio della città.
MOBILI:  Tutte le domeniche vado a vedere la partita allo stadio. Ci vado con il cuore di tifoso, sperando in una promozione che riporti in scena i vecchi gloriosi derby …

Negli ultimi anni Musicultura allo Sferisterio e Civitanova Danza hanno registrato un grande successo. Cosa hanno portato alle due città?
MESCHINI: Musicultura è un patrimonio del nostro territorio. E’ cresciuta notevolmente fino a diventare un grande palcoscenico a livello nazionale: l’obiettivo è quello di raggiungere la prima visione Tv. Civitanova Danza è un’altra bella realtà con cui mi auguro di avere nel prossimo futuro maggiori rapporti. Insieme possiamo offrire un prodotto unico di alto livello che rappresenti la cultura del territorio maceratese.
MOBILI: Sono due vetrine d’eccellenza. Diciamo che l’Amministrazione di Macerata ha avuto un compito più semplice, quello cioè di riempire un contenitore straordinario, già esistente. Civitanova, invece, è partita da zero, e prima ha dovuto restaurare i tre teatri e l’arena all’aperto, e poi creare un Festival della Danza di alta qualità nel nome del maestro Cecchetti che cresce di anno in anno.

Qual è stato l’evento più importante del 2008?

MESCHINI: A tutti gli effetti l’apertura della “Galleria delle Fonti” è stato un evento che mi rende orgoglioso e che penso meriti di essere ricordato in questo momento.
MOBILI: Da maggio a settembre abbiamo organizzato tantissimi eventi, ma, senza dubbio, quella che più mi ha toccato è stata la rievocazione storica della processione in mare di San Marone, ripristinata dopo 50 anni. Una grande partecipazione di popolo che ci ha permesso di riassaporare questo culto nel quale si rievocano le radici della nostra città.

Cosa pensa dell’attuale Presidente della Provincia Giulio Silenzi? Cosa prevede per le prossime elezioni provinciali?
MESCHINI: Silenzi ha fatto molto bene a mio avviso, soprattutto per l’immagine che è riuscito a costruire del nostro territorio. È inutile ricordare i tanti passi avanti fatti dalla Provincia di Macerata con l’attuale Presidente Silenzi e mi auguro che i cittadini maceratesi confermino un’amministrazione di centro-sinistra nelle prossime elezioni.
MOBILI: Non sarà facile far schiodare dalla poltrona Giulio Silenzi, ma la sfida, proprio per questo, si fa più interessante per il centrodestra che, sono sicuro, sfodererà un candidato all’altezza della Provincia. Al di là dei nomi, comunque, la campagna elettorale dovrà confrontarsi sui fatti. Il centrodestra a Civitanova ha dimostrato di governare con i fatti e può esportare il suo modello in Provincia: i cittadini hanno bisogno di risposte, non di leadership autoreferenziali.
Mandi un messaggio all’altro sindaco.
MESCHINI: Apprezzo l’equilibrio e il modo di operare di Mobili, c’è una stima reciproca che va al di là delle appartenenze politiche diverse. Salutandolo, gli mando un messaggio che riguarda la collaborazione che vorrei perseguire con lui per far crescere ulteriormente le nostre città e l’intera Provincia di Macerata.
MOBILI: A Giorgio, i miei complimenti per la realizzazione della nuova Galleria delle Fonti, un’opera davvero importante per migliorare la viabilità di Macerata. Le città, purtroppo, sono sempre più congestionate dal traffico e necessitano di maggiori infrastrutture capaci di alleggerire il carico di automezzi nei punti critici e quindi di ingenti investimenti non sempre facili da porre in atto.

Tommaso Venturini



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