Il mondo degli scout
Una lunga missione

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Lord Robert Baden Powell

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In questo fine settimana gli scout sono tornati al “lavoro”, con tutte le loro attività e la loro voglia di fare. Abbiamo chiesto al reparto storico, Macerata 2, di inviarci un articolo sul tema “Chi sono gli scout?”. Ecco cosa ci hanno scritto.

Capita spesso, che quando parli con qualcuno e cominci ad elencare i tuoi interessi e nomini la parola scout la maggior parte delle persone che ti circonda ti guarda nella classica maniera in cui guarderesti uno appena sceso da Marte. La domanda nasce spontanea, ma chi sono questi scout? Nell’immaginario collettivo, i boy scout “sono bambini vestiti da cretini che seguono un cretino vestito da bambino”, ma nella realtà lo scoutismo è qualcosa di complesso nato con finalità precise volte “a lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato”.Il movimento nasce nel 1907 in Inghilterra ad opera di Lord Robert Baden Powell è fondato sul volontariato, ha carattere non partitico ed è aperto a tutti senza distinzione di origine di etnia e di credenza religiosa. In Italia lo scoutismo arrivò nel 1910 a Bagni di Lucca dove un nobile inglese Sir Francis Vane of Hutton, insieme al locale maestro Remo Molinari, fondarono il primo reparto scout italiano, creando così i “Ragazzi Esploratori Italiani” (R.E.I.). Macerata vanta uno dei primi sei gruppi scout d’Italia. In città infatti lo scoutismo nacque nel 1916 con gli “Esploratori Robur” dei Salesiani. La realtà dello scoutismo è dunque radicata a Macerata da oltre novanta anni e attualmente i gruppi in attività sono tre: Macerata 2,3,5.
Dagli 8 agli 11 anni i bambini e le bambine che entrano a far parte dell’Agesci vivono nel “branco” o nel “cerchio” come lupetti o coccinelle Il gioco è uno degli strumenti fondamentali per vivere e conoscere la realtà, per esprimere se stessi e comunicare con gli altri. Il gioco aiuta il bambino a misurarsi continuamente con se stesso, a conoscere il proprio corpo ed acquisire il controllo, ad esprimersi con creatività e fantasia. L’educazione al servizio del prossimo si attua con il superamento dell’egoismo e della pigrizia, chiedendo ai bambini di fare partecipi gli altri della propria gioia, attraverso piccoli gesti concreti chiamati “Buone Azioni”. Macerata è anche una delle poche città ad avere la Branca dei Castorini (dai 5 ai 7 anni) . La continuazione dei Lupetti e delle Coccinelle è invece la Branca Esploratori/Guide (dai 12 ai 16) e poi nel “Servizio” della Branca Rover e Scolte (tra i 16 e i 19 anni).
L’intero Reparto vive nello spirito espresso dalla Legge, Promessa e motto. “Buona Azione” è un termine per ricordare agli Esploratori ed alle Guide l’impegno, preso con la Promessa, di aiutare gli altri in ogni circostanza e quindi saper cogliere le occasioni adatte per farlo ogni giorno. E’ essenziale che le mete da raggiungere siano concrete, legate alla vita quotidiana del ragazzo nel Reparto e fuori di questo.
Attenendoci agli insegnamenti di Baden Powell cioè creare buoni cristiani e bravi cittadini, riteniamo che la collaborazione con la diocesi e con il Comune sia fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo, obiettivi volti a rendere i nostri ragazzi protagonisti della realtà che li circonda. Tra questi fa parte anche l’educazione alla missionarietà. Infatti da ormai otto anni l’oratorio salesiano, (sede del Macerata 2) ha orientato gran parte delle sue attività alla realizzazione di progetti in Kenya, Nigeria, Angola e da poco, grazie anche alla collaborazione congiunta dell’associazione MGS-SERMIGO (associazione nata all’interno dell’oratorio stesso con lo scopo di occuparsi esclusivamente dei progetti) e della Comunità Capi del Macerata2 in Tanzania.Nello specifico il progetto prevede lo stanziamento di fondi per l’acquisto di divise per l’asilo e per la scuola tecnica, per i salari degli insegnanti e dei dipendenti della missione, per il “progetto un pasto al giorno” per i bambini dell’asilo e dell’oratorio nei giorni di festa, per l’acquisto di una fotocopiatrice e per il “progetto alfabetizzazione” cioè lezioni quotidiane di recupero per bambini che non frequentano la scuola.

Per concludere possiamo dire che lo scout è si quello che fa attraversare la strada alle vecchiette ma è anche colui che si rimbocca le maniche e tenta di cambiare quello che non va, è colui che non fa tanti discorsi filosofici ma è colui che agisce, e che come Baden Powell diceva:“Ogni uomo e ogni donna che partecipano al nostro lavoro tende sia nel principio che nei dettagli a umanizzare il mondo, a rendere il più alto servizio contribuendo a compiere ciò che Dio ha chiesto, il suo Regno di Pace e volontà tra gli uomini.”
 


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