Herbaria fa il pieno
con Susanna Tamaro e Stefano Zecchi
Presentato “Il Grande Albero”, poi dibattito sulla prima cellula artificiale
Incantevole Tamaro. Ragazzi di tutte le età hanno partecipato questa mattina, venerdi 21 maggio, alla presentazione del nuovo libro “Il Grande Albero”, una storia delicata sull’amicizia, la natura e la continuità della vita, della famosa scrittrice Susanna Tamaro. Intervistata da Giovanna Zucconi, l’autrice ha interessato i ragazzi presenti affrontando il tema della natura, invitandoli a ritrovare la capacità di ascoltare e vedere, a riscoprire e apprezzare la meraviglia di ciò che ci circonda con gli occhi di un bambino, quella natura da difendere come veri guerrieri. Riscoprire il valore della natura rispettandone i ritmi e non occuparsi soltanto dell’ecologia dell’ambiente ma anche e soprattutto dell’ecologia della mente senza lasciarsi sedurre dal mito del consumismo.
A mezzogiorno, al Palaconvegni, si è tenuto un altro incontro con Mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata e con il docente di estetica Stefano Zecchi, intervistati da Pierluigi Masini. Argomento di apertura dell’incontro, è stata la notizia pubblicata stamani su tutti i giornali, che vede il Cardinale Angelo Bagnasco definire la creazione della prima cellula artificiale annunciata ieri sui Science “grande segno di intelligenza umana, dono di Dio per conoscere meglio il creato e poterlo ordinare”. Da qui, ha avuto inizio l’intervento del Professor Zecchi, il quale si è dichiarato contrario alla nuova creazione della cellula, sostenendo che debbano essere posti dei limiti alla scienza. Durante l’incontro è stata posta particolare attenzione sulla comunicazione nell’attualità, ovvero sulla riscoperta della parola come valore e veicolo di positività e benessere in un’epoca in cui la sovrabbondanza di informazione genera spesso incomunicabilità. Di fondamentale rilievo per il nucleo familiare, secondo i due ospiti, la riscoperta della figura e del ruolo del padre all’interno di una inderogabile gerarchia di significato dalla quale non si può e non si deve prescindere al fine di non destrutturarla.
Foto di Guido Picchio





