La protesta di un ambulante,
le ragioni degli animalisti
RECANATI - Alla fiera di San Vito
di Mauro Nardi
Ha creato un pizzico di curiosità l’annunciata protesta di un commerciante ambulante che partecipa alla fiera di San Vito in corso di svolgimento a Recanati. Maurizio Rossi, titolare dell’azienda agricola Hobby Zoo di Sforzacosta di Macerata, questa mattina ha tenuto fede alle promesse. Si è infatti presentato in via Cavour con una bancarella addobbata da cartelloni, per protestare contro la decisione dell’amministrazione comunale che gli ha impedito di esporre e vendere gli animali di affezione come ha fatto per moltissimi anni. Il divieto di vendere animali vivi nel corso della fiera di San Vito è partita dall’assessore al commercio Michele Moretti, che ha colto l’invito rivolto da cittadini e associazioni animaliste. Un provvedimento non certo unico, visto che è stato già predisposto dal comune di Ancona in occasione della fiera di San Ciriaco. Più che per vendere mangimi, museruole o gabbie, l’ambulante sta utilizzando la licenza ottenuta per la sua bancarella per far conoscere il suo pensiero. “Per noi che viviamo di fiere – afferma l’allevatore – rappresenta un duro colpo. Sono decisioni che ci mettono a terra economicamente. Ho da poco rinnovato tutta l’attrezzatura comprese le gabbie, invece mi hanno comunicato che, per tranquillizzare il mondo animalista e per la tutela degli animali, io posso solo vendere gabbie vuote o altri prodotti per animali”. Un cartello riproduce un cagnolino con una nuvoletta dove è scritto “Il comune non vuole che io sia esposto al tuo sguardo e alla tua attenzione. Non vuole che io possa trovare una casa diversa da questa gabbia”, un altro fa parlare un pettirosso: “La mia condizione sarebbe tanto diversa se stessi nella tua casa?”. Cartelloni provocatori che non sono andati giù alle associazioni animaliste, la cui risposta non si è fatta attendere. “Un uso improprio atto solo ad impietosire la gente – sottolinea in una nota Patrizia Lorenzetti, delegata dell’associazione ANTA ONLUS-. Il Signor Rossi i cuccioli non li trova per strada abbandonati da qualcuno, ma li fa nascere appositamente nel suo allevamento di Macerata o li importa da altri paesi , per poi venderli al solo fine economico. La pietà non ha niente a che vedere con il guadagno personale”. L’associazione animalista ha da sempre mal digerito la vista di cani, gatti ed altri piccoli amici rinchiusi in spazi decisamente ristretti, ed applaude all’ordinanza dell’amministrazione comunale. “Un segno di civiltà, di sensibilità, di rispetto per gli esseri viventi che non può passare inosservato e che ovviamente condividiamo – conclude la Lorenzetti -. Portare cuccioli nati da poche settimane (3mesi termine consentito dalla legge ) in giro di paese in paese, in stressanti viaggi, sballottati a destra e sinistra, messi in mostra come fossero oggetti, chiusi per ore o anche giorni dentro spazi limitati, presi, toccati, accarezzati da tutti, al caldo o al freddo a seconda delle stagioni, non é certo la situazione ideale per loro”.

Fossi in voi mi preoccuperei di più per i milioni di bambini che si sbattono nelle periferie delle megalopoli di tutto il mondo, orfani o abbandonati da genitori che non hanno la possibilità di nutrirli. Il massimo che possono aspettarsi è di essere raccattati da qualche orfanotrofio che, dopo averli educati a suon di mazzate, li affiderà a qualche famiglia che ha abbastanza soldi per pagare le spese di adozione.
P.S. per favore non usate il termine “adozione a distanza” per gli animali allo stesso modo che per i bambini!