La storia di Francesco e Antigone
fa tappa a Serrapetrona
CULTURA - Dopo lo start a Fiastra, domenica appuntamento alla chiesa di San Francesco

Lo spettacolo Antigone e Francesco tra sorellanza e fraternità
Domenica il tour di Marchestorie fa tappa a Serrapetrona con il progetto “Antigone e Francesco tra sorellanza e fraternità”. Domenica scorsa era partito da Fiastra.

Lucia Tancredi
Nella cornice del Santuario Beato Ugolino in Fiegni, gremitissimo da un pubblico visibilmente commosso e arrivato da tutta la regione, è andata in scena la prima rappresentazione di questo lungo tour che parte da Francesco e arriva ad Antigone, due figure simbolo scelte dal direttore del progetto, il regista Giorgio Felicetti, che ha trovato la sintesi del mito nella distanza tra la sorellanza e la fraternità.
Un viaggio partito dal più intimo Francesco e che si concluderà in dicembre con le rappresentazioni della nuova produzione, una speciale Antigone senza terra. La prima data di Fiastra è stata aperta da un gruppo di poeti marchigiani, Marco Plebani, Barbara Coacci, Roberto Sagripanti e Mauro Barbetti che nell’incanto del lago e del foliage autunnale e complice la giornata di sole, con le loro sillogi hanno creato un’atmosfera idilliaca, di pura poesia.

E domenica il progetto arriva a Serrapetrona. Il programma della giornata prevede riflessioni ed emozioni. Alle 16: visita guidata alla scoperta del Palazzo Claudi, a cura della Fondazione Claudi. Palazzo Claudi, nel cuore di Serrapetrona, restaurato e riaperto nel 2012, è sede della Fondazione Claudi e centro culturale con mostre, concerti e incontri dedicati alla valorizzazione del patrimonio. La missione principale della Fondazione Claudi è la conservazione dell’archivio di Claudio Claudi, filosofo e poeta nato a Serrapetrona nel 1920, e delle opere pittoriche di sua madre Anna, rendendoli disponibili per la ricerca artistica e culturale. Alle 17, nella chiesa Santa Maria di Piazza si terrà la Lectio Magistralis della scrittrice Lucia Tancredi, protagonista assoluta della giornata: “Da Antigone a Francesco, di sorellanza e di fraternità”

Poi, alle 18 nella Chiesa di San Francesco, lo spettacolo teatrale “Francesco tra sorelle frati sultani e papi” che il regista e drammaturgo Giorgio Felicetti ha liberamente tratto dal romanzo “Jacopa dei Settesoli la ricca amica di Francesco” di Lucia Tancredi. Con lo stesso Felicetti nei panni di Francesco, in scena saranno Pamela Olivieri, Moira Ciccioli, Giovanni Aiardo Esposito, Gian Paolo Valentini. È uno sguardo femminile di donna a dirci di Francesco. Del suo mondo. Del suo spirito più moderno. Del suo pensiero rivoluzionario. Ma deve farlo in mezzo ad un mondo di uomini: papa Innocenzo Terzo, il Miramolino Sultano d’Oriente, il cardinale Colonna, uomini che ben sanno maneggiare l’arte della parola e del potere. Quel che certo sappiamo è che Jacopa dei Settesoli è nobile, è la più ricca di Roma ed è anche molto bella, eppure qui si innamora di un santo che predica agli uccelli vestito di saio stracciato. Sarà questo incontro con Francesco a cambiare la sua vita. Ma Jacopa rimane presto vedova, ed il cerchio intorno alla bella giovane si stringe, eppure saprà sempre condurre la sua vita camminando accanto al “povero” Francesco senza rinunciare a governare il suo ricco mondo.
Sarà Chiara ad indicarle il modo: “camminargli accanto, perché anche questo è Amore”. Lo stesso Amore che porterà Francesco a scriverle una lettera per volerla con sé nel momento in cui verrà preso da sorella Morte. Intorno ai due protagonisti Jacopa e Francesco, lo spettacolo vede in scena cardinali frati sorelle miracolati eretici crociati sultani e papi, dove Oriente e Occidente si intrecciano nella magia del teatro che si fa sacro, dentro al bellissimo ex convento, ora chiesa di San Francesco di Serrapetrona legata al passaggio di San Francesco nella Marca. All’interno custodisce una immaginifica opera d’arte, sopra l’altare maggiore: il Polittico di Lorenzo D’Alessandro (1445 circa – 1501). In questo contesto maestoso, Francesco circondato da sorella Chiara, da frate Jacopa, dal temibile papa Innocenzo III, dal potente cardinale Colonna, dal Sultano Miramolino, con il suo esempio di vita, con il suo cercare nell’altro un fratello non ostile, riesce ad innalzare un messaggio di pace universale, così necessario oggi nel mondo.