Lavoratori a braccia conserte
nel cantiere dell’ex Genio civile:
«Da luglio sono senza stipendi»

MACERATA - Oggi è scattato lo sciopero di 15 operai. Matteo Ferretti, segretario provinciale Fillea Cgil: «Stiamo cercando qualcuno che possa anticipare i soldi ma non mi pare che ci siano grandi margini». (Foto/Video)

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La protesta dei lavoratori
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Gli operai in sciopero

Un investimento pubblico da oltre 3,6 milioni di euro per mettere in sicurezza e riqualificare un edificio strategico della Regione. Ma nel cantiere dell’ex palazzo del Genio civile, in via Alfieri a Macerata, quindici operai «aspettano da mesi di ricevere gli stipendi» fanno sapere i sindacati. Da questa mattina hanno fermato i lavori, dando vita a uno sciopero che intendono proseguire fino a quando non arriveranno garanzie sui pagamenti. Una vicenda che, appena due giorni dopo la drammatica protesta degli operai saliti su una gru a Tolentino, riporta l’attenzione sul funzionamento della catena degli appalti e dei subappalti nell’edilizia.

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Sono tredici egiziani e due italiani, «dipendenti della ditta Sogema, in subappalto per Baiocco – dicono dalla Fillea Cgil Macerata -. Da luglio le retribuzioni non vengono corrisposte, i lavoratori hanno ricevuto soltanto un piccolo acconto e devono ancora percepire il saldo di luglio e gli stipendi di agosto e settembre. È l’ennesimo caso di retribuzioni non pagate nella catena degli appalti e subappalti del nostro territorio».

A seguire la protesta sono Fillea Cgil e Filca Cisl, con il segretario provinciale Matteo Ferretti, il responsabile territoriale della Filca Giuseppe Quinzi e l’operatore sindacale Andrea Luzi.

«Se siamo qui è perché ci sono tre stipendi arretrati – spiega Luzi -. I lavoratori si sono rivolti ai nostri uffici, abbiamo iscritti sia alla Filca Cisl sia alla Fillea Cgil. Stiamo cercando di gestire questa situazione attraverso la vertenza sindacale, per evitare che accada qualcosa di simile a quanto successo a Tolentino».

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Il cantiere di via Foscolo riguarda l’edificio regionale che ospitava il Genio civile, attualmente trasferito in un’altra sede proprio per consentire i lavori. L’intervento prevede l’efficientamento energetico e l’adeguamento sismico della struttura. Nel novembre 2023 la Regione aveva annunciato l’avvio dell’operazione, illustrando un investimento complessivo di oltre 3,6 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e le prestazioni energetiche dell’edificio. La gara, gestita da Erap Marche, era stata aggiudicata nel luglio dello stesso anno per 2,2 milioni euro.

Luzi racconta che «nel corso dei confronti di questa mattina, sono state fornite spiegazioni differenti sui pagamenti. Abbiamo trovato dei dipendenti di una ditta che lavora in subappalto. Siamo quindi nel solito meccanismo dell’appalto e del subappalto. L’impresa titolare dell’appalto si è resa disponibile a confrontarsi e sta cercando di affrontare la situazione. Noi aspettiamo garanzie sui pagamenti, in modo da poter coprire le mensilità arretrate».

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Prosegue Matteo Ferretti della Fillea Cgil: «Stiamo cercando qualcuno che possa anticipare i soldi, ma non mi pare che ci siano grandi margini. Tutti dicono che hanno già pagato e che l’unico a dover corrispondere gli stipendi è il datore di lavoro».

La protesta non ha, almeno per il momento, assunto le forme estreme viste lunedì a Tolentino. I lavoratori rimangono nel cantiere, assistiti dai rappresentanti sindacali, in attesa di risposte. «L’intenzione è di continuare il presidio fino a quando non ci saranno garanzie sui pagamenti», chiarisce Luzi.

È proprio questo l’aspetto sul quale insiste Ferretti: «La mia prima preoccupazione è che si ripeta quello che è successo a Tolentino».
Lunedì tre operai egiziani erano saliti su una gru in piazza San Nicola, a circa 35 metri d’altezza, minacciando di lanciarsi nel vuoto se non avessero ricevuto le retribuzioni arretrate. La protesta si era conclusa soltanto dopo circa undici ore.

Ieri sono stati ricevuti dal sindaco Mauro Sclavi, mentre si è riaccesa l’attenzione sulla necessità di verificare il rispetto delle condizioni di lavoro nei cantieri.

Secondo Ferretti, il problema rischia di assumere dimensioni più ampie di quelle emerse finora: «Dopo la vicenda di Tolentino altri lavoratori si sono fatti avanti, ci hanno raccontato che anche loro non ricevevano gli stipendi. Questi lavoratori mandano i soldi a casa, devono sostenere le spese quotidiane e affrontare anche quelle per i permessi di soggiorno. Non è che abbiano soldi da parte o qualcuno che possa aiutarli quando lo stipendio non arriva. Aspettano, aspettano, aspettano. Ma quando passano tre mesi e i soldi non ci sono più, salta il tappo». Ferretti non esclude il coinvolgimento della Prefettura, nella speranza di arrivare a un incontro con tutti i soggetti interessati.

«Ci sono lavoratori italiani ed egiziani. Anche questo dimostra che gli italiani continuano a lavorare nell’edilizia – osserva Luzi -. La presenza congiunta di Cgil e Cisl ha proprio l’obiettivo di gestire la vertenza, mantenere aperto il confronto e individuare una soluzione che consenta di pagare gli arretrati».

(Foto e video di Fabio Falcioni)


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