Indennità ai consiglieri, cortocircuito in corso.
Pantanetti: «Dignità al ruolo»
Pd e Strada Comune: «Non lo voteremo»
MACERATA - L'ordine del giorno sembra aver creato un "intreccio" di posizioni tra gli schieramenti dell'assise. Il consigliere di Uniamo Macerata: «Nell'atto non si parla di cifre. Diamo una vera funzione alla legge Ciaffi del 1990. Mi stupisce che i gruppi politici con i quali è stata condivisa una campagna elettorale siano contrari». Narciso Ricotta: «I costi della politica vanno diminuiti, non aumentati». Alberto Cicarè e Andrea Tonnarelli: «Il bene comune deve venire prima dell’interesse di chi è chiamato a rappresentarlo»

In alto a destra Narciso Ricotta, a sinistra Luciano Pantanetti. Sotto Alberto Cicarè e Andrea Tonnarelli
di Alessandra Bastarè
Gli schieramenti del Consiglio comunale di Macerata sembrano “in cortocircuito” nella discussione sull’ordine del giorno della riforma del trattamento economico dei consiglieri comunali che approderà in aula lunedì. L’atto è un invito all’amministrazione a promuovere all’Anci un percorso che possa portare alla sostituzione del gettone di presenza con un’indennità di funzione mensile per i rappresentanti eletti nell’assise cittadina.
L’ordine del giorno è stato proposto dal consigliere di minoranza Luciano Pantanetti (Uniamo Macerata) e sottoscritto dal sindaco Sandro Parcaroli e dai consiglieri di maggioranza Francesco Luciani, Pierfrancesco Castiglioni, Romina Leombruni, Laura Copparoni, Tommaso Lorenzini, Marco Caldarelli, Laura Laviano, Simone Livi e Paolo Pesci.
Di recente, in sede parlamentare, sono stati avanzati emendamenti (a firma del Partito democratico) per introdurre un’indennità di funzione ai consiglieri comunali senza che abbiano trovato accoglimento nel corso dell’esame nella competente commissione della Camera. Da Roma, tornando a Macerata, la questione ieri ha mosso un’alzata di scudi da parte del Movimento 5 Stelle che ha parlato di una «proposta fuori dal tempo. La politica deve essere un servizio, non una convenienza economica» avevano detto Roberto Cherubini e Alice Verdicchio.

Luciano Pantanetti (Uniamo Macerata)
Oggi, sulla questione, è intervenuto il proponente. «Con questa proposta il Consiglio di Macerata si inserisce in una discussione più ampia di un provvedimento approdato già in Parlamento – spiega Pantanetti -: faccio presente che prima è stato presentato un emendamento alla legge dalla Commissione I da parte di un deputato Pd con l’appoggio di Azione e Lega e dopo che fu bocciato è stato ripresentato direttamente alla Camera, sempre dal Pd, e il Governo ha chiesto il ritiro con la raccomandazione che se ne sarebbe fatto carico».
«Chi chiede di ritirare l’odg significa che non lo ha letto. Il nostro è un invito a perorare una questione che riguarda la dignità del consigliere comunale per la funzione che svolge: nell’atto, infatti, non si parla di cifre ma si tratta di riconoscere uno status che l’allora Governo Prodi, con il ministro Bersani, riconobbe. E all’epoca lo stesso comune di Macerata riconobbe questo principio» prosegue il consigliere di Uniamo Macerata. Pantanetti ricorda, inoltre, che «l’aumento dell’indennità per gli amministratori fu approvato dal Governo Draghi con il voto favorevole di tutto l’emiciclo – escluso Fratelli d’Italia che ai tempi era all’opposizione – e quindi anche di Lega e Movimento 5 Stelle. Mi stupisce, poi, che i gruppi politici con i quali è stata condivisa una campagna elettorale siano ora contrati, credo che la loro sia una lettura superficiale dell’atto».
«Nell’ordine del giorno non si parla di cifre e risorse ma comunque qualsiasi eventuale somma dovrà tenere conto dei bilanci e si potrebbe valutare, eventulamente, una riduzione dell’indennità di sindaco e assessori per compensare quella dei consiglieri – continua Pantanetti -. Affrontare questa discussione in Consiglio comunale non significa battere cassa ma dare dignità ai consiglieri che hanno dei compiti fondamentali. Sono eletti dal popolo e hanno potere di controllo, di indirizzo e propositivo nel rappresentare le istanze dei cittadini. Quando si vota per una delibera ci si prende una responsabilità anche di un eventuale danno erariale che può essere commesso. Una responsabilità personale e patrimoniale che però sembra non venire considerata».
«Con questo atto, poi, diamo una vera funzione alla legge Ciaffi del 1990 (quella sull’Ordinamento delle autonomie locali, ndr) che valorizza la posizione del consigliere comunale – conclude Pantanetti -. Si tratta di equilibrio e riconoscimento di una funzione i cui successivi passaggi spetteranno poi agli organi di competenza affinché tutti abbiano la stessa possibilità di accesso nel partecipare alla vita politica della propria città».

Narciso Ricotta (Partito democratico)
Contraria la posizione del Partito democratico. «Non abbiamo firmato l’ordine del giorno e non lo voteremo perché siamo vicini alle necessità delle famiglie che per colpa del Governo Meloni, che ha portato aumenti sulla benzina, sui generi alimentari e sulle utenze domestiche, hanno enormi difficoltà economiche – ha detto il capogruppo il consiglio comunale Narciso Ricotta -. I costi della politica vanno diminuiti e, anzi, chiediamo, nuovamente, al primo cittadino di diminuire gli assessori e alla giunta di diminuire le indennità di sindaco e assessori». Il dem Ricotta ricorda che «il sindaco Carancini aveva meno assessori e per ben due volte, nelle sue amministrazioni, sono state diminuite le indennità. Tutto si può fare e chi fa politica deve farsi carico anche di questo».

Alberto Cicarè e Andrea Tonnarelli
Netta anche la contrarietà di Strada Comune. «La politica è responsabilità e servizio alla comunità e non può considerare il proprio trattamento economico in una priorità. Chiediamo il ritiro dell’ordine del giorno e invitiamo tutte le forze di opposizione a votare contro – dicono Andrea Tonnarelli e Alberto Cicarè -. Non condividiamo l’impostazione di un’iniziativa che, proprio mentre tante famiglie affrontano difficoltà economiche e i cittadini chiedono risposte concrete, sceglie di mettere al centro il trattamento economico di chi ricopre un incarico pubblico. Una scelta che riteniamo inopportuna nel momento storico attuale e distante dalle priorità della nostra comunità».
«Nessuno intende negare che l’attività di un consigliere comunale non si esaurisce nelle ore trascorse in aula e richiede studio, preparazione, confronto e responsabilità ma riconoscere l’impegno di chi svolge un mandato elettivo non significa necessariamente condividerne la soluzione economica proposta – aggiungono Cicarè e Tonnarelli -. La politica è, prima di tutto, un servizio alla collettività. Il bene comune deve venire prima dell’interesse di chi è chiamato a rappresentarlo. È questo il principio che dovrebbe orientare ogni scelta, soprattutto quando si parla di risorse pubbliche e di fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
«Ci aspettiamo anche che la maggioranza, dopo aver già aumentato fino al massimo consentito dalla legge le indennità di carica per sindaco, giunta e presidente del Consiglio, rifletta seriamente sull’opportunità di insistere su questa iniziativa che rischia di alimentare nei cittadini una distanza ancora maggiore dalla politica – conclude Strada Comune -. Là fuori c’è un mondo che si ribella contro i privilegi e le disuguaglianze. Noi pensiamo che questa rabbia possa trovare nella politica una rappresentanza per ottenere risultati concreti nella vita di ciascuno di noi. Noi la politica la facciamo per scelta e per passione; per questo consideriamo assolutamente fuori contesto questa proposta che, anche indirettamente, rischia di far apparire come un privilegiato chi è stato eletto a esercitare una funzione pubblica».
Indennità fissa al posto dei “gettoni”, Cherubini stoppa Pantanetti: «Proposta fuori dal tempo»
Dignità al ruolo = aumento degli emolumenti. Io invece proporrei: non date i soldi a noi consiglieri et similia, ma aiutate i cittadini maceratesi pressati dalle difficoltà economiche.
MA – immaginando il motivo per cui le persone si ‘buttano’ in politica – QUESTA MOZIONE NON CREDO CHE PASSI!!!