La moglie aspetta una bimba,
il marito voleva un maschio:
«Picchiata e minacciata di morte»
CIVITANOVA - Sotto accusa dal gup per maltrattamenti un 28enne. Oggi si è svolta l'udienza preliminare al tribunale di Macerata

di Alessandro Luzi
Picchia la moglie e la minaccia di morte. Motivo? Perché è rimasta incinta di una bimba mentre lui desiderava un maschio. Queste le accuse per un 28enne pakistano, residente a Civitanova, per cui oggi si è svolta l’udienza preliminare al tribunale di Macerata. Il giovane deve rispondere nei confronti della donna, una 23enne, anche lei pakistana.
Gli episodi contestati dall’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, sarebbero iniziati nel 2024, quando la moglie era incinta, per poi proseguire fino a settembre dell’anno scorso.
In quel periodo il giovane avrebbe minacciato di morte la donna, in particolare quando la figlia piccola piangeva. Secondo l’accusa, il 28enne avrebbe anche picchiato la moglie durante la gravidanza, dicendole che l’avrebbe uccisa e portato via la bambina.
Una volta, dice sempre l’accusa, il 16 settembre dell’anno scorso, la donna si sarebbe rifiutata di dare i documenti della figlia al 28enne, così lui l’avrebbe picchiata. Tre giorni dopo, prosegue l’accusa, l’imputato avrebbe chiesto più volte alla donna di dargli il suo passaporto e quello della figlia altrimenti l’avrebbe ammazzata. Sempre quel giorno il giovane avrebbe preso la carta Postepay alla moglie e trasferito i soldi sul suo conto corrente. Un’altra volta, conclude l’accusa, il 28enne avrebbe impedito alla moglie di uscire liberamente, imponendole la presenza del fratello.
Oggi il giudice Francesca Preziosi ha rinviato l’udienza preliminare al 27 ottobre. L’imputato è difeso dall’avvocato Giuseppe Lufrano.
* A tutela della vittima il nome dell’imputato non viene indicato