Cantieri della ricostruzione,
ancora un altro sciopero:
«Tolentino ha fatto saltare il tappo»
COLMURANO - Terza protesta in quattro giorni: lavoratori a braccia conserte stamattina in un cantiere privato, reclamano due mensilità arretrate. Il segretario della Fillea Cgil Matteo Ferretti: «Fenomeno in estensione»

Lo sciopero dei lavoratori a Passo Colmurano
Terzo sciopero in quattro giorni nei cantieri edili della provincia di Macerata per il mancato pagamento degli stipendi. Dopo la protesta di lunedì a Tolentino, con tre operai saliti su una gru, e quella di ieri all’ex Genio Civile di Macerata, questa mattina nove lavoratori hanno incrociato le braccia a Passo Colmurano, in un cantiere della ricostruzione post terremoto che riguarda un’abitazione privata. Reclamano il pagamento degli stipendi di agosto e settembre e sono intenzionati a rimanere nel cantiere fino a quando non riceveranno garanzie concrete sul recupero delle retribuzioni arretrate.
A seguire la vertenza è ancora una volta Matteo Ferretti, segretario provinciale della Fillea Cgil di Macerata, che si trova sul posto per assistere i lavoratori. «Sono nove dipendenti che non hanno percepito gli stipendi di agosto e settembre. Sei sono qui con me, chiedono il recupero di quanto dovuto» racconta il sindacalista. Gli operai sono dipendenti di un’azienda che lavora in subappalto per un’impresa impegnata nella ricostruzione post sisma.

A Colmurano la protesta si sta svolgendo con l’assistenza del sindacato. L’intenzione degli operai è di proseguire il presidio nel cantiere fino a quando non avranno ricevuto garanzie sul pagamento delle mensilità arretrate. Per il segretario della Fillea Cgil la successione degli episodi rappresenta un segnale preoccupante. «È un fenomeno che è in estensione. Tolentino ha fatto un po’ saltare il tappo», osserva.
La protesta di lunedì, quando tre operai egiziani erano rimasti per circa dodici ore su una gru a Tolentino, ha infatti portato alla luce altre situazioni di difficoltà economica tra i lavoratori impegnati nell’edilizia. Ieri quindici dipendenti della Sogema, tredici egiziani e due italiani, hanno fermato il cantiere per la riqualificazione dell’ex Genio Civile di Macerata, in via Alfieri, lamentando il mancato pagamento del saldo di luglio e delle mensilità di agosto e settembre.

Oggi un’altra vertenza, questa volta in un cantiere della ricostruzione privata. Cambiano i luoghi, gli interventi e le imprese coinvolte, ma la rivendicazione è sempre la stessa: ottenere retribuzioni già maturate e non ancora corrisposte. La successione delle proteste riporta al centro la questione dei pagamenti lungo la filiera degli appalti e dei subappalti, uno degli aspetti più delicati del sistema della ricostruzione. Un problema che, secondo Ferretti, rischia di emergere con sempre maggiore frequenza, anche perché dopo i fatti di Tolentino altri lavoratori hanno iniziato a rivolgersi al sindacato per segnalare situazioni analoghe.
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