Da 10 ore sulla gru, Ferretti (Cgil):
«Da luglio erano stati sospesi»
Crucianelli: «Abbiamo pagato la ditta»
TOLENTINO - Sono ancora a 35 metri di altezza i tre operai egiziani domiciliati a Gagliole che reclamano tre mensilità di stipendio dalla ditta subappaltatrice. Prima di salire hanno portato con loro da mangiare. Sul posto il sindacalista: «Giovedì avevamo in programma un incontro con l'azienda». Il titolare della società appaltante: «Sono voluto venire di persona, toccato umanamente dalla vicenda». È ancora in corso la mediazione

A sinistra Matteo Ferretti, segretario provinciale Fillea Cgil. A destra Enrico Crucianelli, titolare della Rest Edile, la ditta appaltante
di Francesca Marsili
Trentacinque metri d’altezza, più di dieci ore lassù, e nessuna intenzione di mollare (si sono anche portati da mangiare). Non scenderanno finché non avranno in mano ciò che gli spetta. È questa la linea dei tre giovani egiziani, tra i 25 e i 30 anni, domiciliati a Gagliole, che dalle 8,30 di stamattina sono barricati in cima alla gru che domina piazza San Nicola, a Tolentino, nel cuore del centro storico ferito dal sisma.

Enrico Crucianelli
Sul posto è arrivato anche Enrico Cuccianelli, titolare della Crucianelli Rest Edile (ditta appaltatrice, di cui non sono dipendenti i tre egiziani). «Gli operai che sono attualmente sulla gru sono dipendenti o ex dipendenti della nostra ditta subappaltatrice, che ha lavorato appunto per me e che è stata regolarmente pagata. Evidentemente c’è un problema di rapporti fra il titolare e i dipendenti. Sono voluto venire di persona, toccato umanamente dalla vicenda».

Matteo Ferretti, segretario provinciale Fillea Cgil
Il titolare della ditta subappaltatrice è arrivato? «No, non è arrivato ed è stato chiamato dalle forze dell’ordine e anche dai miei collaboratori, ma sembra non essere così disponibile a venire. Stiamo attendendo».

Cosa reclamano? «Lamentano delle retribuzioni che non sarebbero state corrisposte – il condizionale è d’obbligo perché non riguardano me. Per poter scendere hanno fatto delle richieste ben precise, diciamo per mezzo della delle forze dell’ordine, ma sono state direttamente girate a chi di dovere».

Alla domanda se ci sono mai stati problemi di questo genere con la ditta Crucianelli risponde che «non ce ne sono mai stati. Non ci lavoriamo più da almeno 4-5 mesi e abbiamo iniziato a lavorarci durante la ricostruzione. Insomma, è una di quelle tante aziende che si è affacciata nel cratere e sul nostro territorio proprio a seguito dell’avvento di tutti i cantieri della ricostruzione».

Sul posto il comandante della Compagnia di Tolentino, il capitano Paolo Petruccelli
Sono dipendenti di una ditta impegnata nei cantieri della ricostruzione e reclamano tre mensilità mai pagate. Le loro urla, all’inizio della protesta, avevano richiamato l’attenzione dei passanti: «Vogliamo i nostri soldi e li vogliamo adesso, sennò ci buttiamo».

Da allora la trattativa non si è mai fermata: a gestirla, per convincere i tre a scendere, è un negoziatore della polizia. Sotto la gru, nella zona transennata, ci sono i carabinieri con il comandante provinciale Massimiliano Mengasini, il comandante della Compagnia di Tolentino Paolo Petruccelli e il comandante del Norm Emanuele Giordani. Presenti anche vigili del fuoco, la polizia locale con il comandante Andrea Isidori e 118, mentre il sindaco Mauro Sclavi segue da vicino l’evolversi della situazione.

Sul posto anche Matteo Ferretti, segretario di Fillea Cgil Macerata. «È l’ennesimo caso di lavoratori che salgono sulla gru – premette – e fa il paio con altre situazioni che sono sorte un paio di settimane fa, sempre qui nel comune di Tolentino». Da qui la sua lettura, contestualizzata alla sequenza. «Dal momento che sono situazioni che si susseguono – dice – probabilmente in Provincia c’è un problema retributivo, rispetto alla ricostruzione del terremoto, che deve essere affrontata dagli enti ispettivi, dalle forze sociali. Assieme ad altre sigle sindacali – prosegue – chiederemo un incontro per gestire questa situazione, che purtroppo sta continuando a persistere». Poi entra nel caso di questa mattina: «Sono tre dipendenti di un’azienda in subappalto che lamentano il mancato pagamento di retribuzioni di aprile, maggio e giugno. Noi li abbiamo incontrati in cantiere: si erano rivolti a noi perché a fine luglio erano stati sospesi. Abbiamo chiesto un incontro all’azienda e fatto un’offerta personale lavorativa, proprio perché non si può essere sospesi dal cantiere. L’incontro per capire le motivazioni della sospensione era in programma per giovedì» conclude Ferretti.

Un appuntamento che i tre, evidentemente, non hanno voluto aspettare. Mentre il sole cala su piazza San Nicola, restano aggrappati alla gru, in attesa di una risposta che ancora non arriva. Nel frattempo, il sindaco Mauro Sclavi e il primo cittadino di Gagliole, paese in cui sono domiciliari i tre operai, Sandro Botticelli sono in contatto per trovare una forma di sostegno e supporto sociale per i tre.


Quanti pescecani si sono invitati al banchetto della ricostruzione ???
daje che co 265 milioni trattoretto ve ttroa la strada!!