Dagli idranti ai gonfiabili:
il “pool party” tra Aurora e Chiesanuova
non finisce al 90°
TREIA - Dopo gli sfottò sugli spalti, il presidente biancorosso Luciano Bonvecchi attacca: «Mi aspettavo più stile dalla Lube». La replica dell’Aurora Korps 1987: «Stanchi di essere etichettati come il lato marcio dello sport treiese»

Lo striscione esposto dai tifosi dell’Aurora Treia nella partita col Chiesanuova con scritto “Derby? No pool party”
Il derby tra Chiesanuova e Aurora Treia continua anche fuori dal campo. Domenica le due squadre si sono affrontate per la prima volta nella loro storia in Eccellenza, con il successo per 2-0 del club targato Lube, firmato dalle reti di Senigagliesi e Sbaffo. Sugli spalti non sono mancati striscioni e sfottò, ma il confronto tra le tifoserie ha lasciato strascichi anche dopo il triplice fischio, dando vita a un botta e risposta tra il presidente del Chiesanuova, Luciano Bonvecchi, e il gruppo organizzato dell’Aurora Treia.
Le tensioni affondano le radici nel precedente derby di Coppa Italia, disputato al “Bibini” di Chiesanuova, quando gli idranti avevano bagnato i sostenitori ospiti, tra cui anche alcuni rappresentanti del Gruppo Lube. Un episodio per il quale il club di casa aveva poi presentato le proprie scuse, mentre l’Aurora Treia aveva scelto di rispondere con ironia: «Il settore ospiti si è trasformato in un parco acquatico. Nella sfida di ritorno ci impegneremo affinché i supporter avversari possano godersi lo spettacolo senza ritrovarsi con i vestiti bagnati».

Domenica, in occasione della gara di campionato, i tifosi dell’Aurora Treia sono tornati sull’accaduto portando nel settore ospiti alcuni giochi gonfiabili ed esponendo lo striscione “Derby? No Pool party”. Dall’altra parte i sostenitori del Chiesanuova hanno esposto uno striscione con un altro messaggio: “I veri derby erano Chiesanuova-Aurora, non Chiesanuova-Lube”, un riferimento all’identità storica della società treiese dopo l’ingresso del Gruppo Lube.

Al termine della partita, il presidente del Chiesanuova Luciano Bonvecchi non ha nascosto il proprio disappunto. «Non c’è mai stato un feeling elevato tra l’Aurora Treia e noi. Pensavo che l’arrivo della Lube avrebbe portato anche una ventata di stile», ha dichiarato.
Bonvecchi è tornato sull’episodio degli idranti, ricordando le scuse presentate dalla propria società e lamentando, a suo dire, l’assenza di un analogo gesto da parte degli avversari dopo gli striscioni esposti nelle gare successive, tra cui quelli con la scritta “Odio Chiesanuova”. Il presidente ha inoltre contestato i cori sentiti durante la partita e denunciato l’ingresso di alcuni ragazzi attraverso i cancelli senza pagare il biglietto.

Luciano Bonvecchi, presidente del Chiesanuova
«Il comportamento dei tifosi dell’Aurora è sempre quello, ci può essere la Lube o la Fiat ma si comporteranno sempre così», ha affermato Bonvecchi, aggiungendo che, a suo giudizio, le responsabilità non possono essere separate tra la componente sportiva e quella societaria: «La squadra si chiama Lube Aurora Treia, nel bene e nel male, quindi le responsabilità sono di tutti».
Parole alle quali ha risposto l’Aurora Korps 1987, sezione del tifo organizzato biancorosso, con un comunicato nel quale respinge le accuse e rivendica il percorso intrapreso negli ultimi due anni. «Non siamo soliti recitare la parte delle vittime o degli indignati, ma questa volta riteniamo opportuno rispondere in quanto siamo stanchi di essere etichettati come il lato marcio dello sport treiese», si legge nella nota.

I tifosi dell’Aurora Treia a Chiesanuova
Il gruppo sottolinea la crescita del movimento e il lavoro svolto dalla vecchia guardia per trasmettere valori positivi alle nuove generazioni, prendendo le distanze dagli episodi spiacevoli del passato. A sostegno di questa evoluzione viene citata la Coppa Disciplina conquistata nella scorsa stagione, indicata come testimonianza del comportamento tenuto dalla squadra, dalla società e dagli stessi tifosi.

I giochi gonfiabili nel settore ospiti
Nel merito della contestazione relativa agli ingressi allo stadio, l’Aurora Korps sostiene che tutti i componenti del gruppo organizzato fossero in regola con il biglietto. «I minori hanno usufruito dei biglietti offerti dalla società Aurora Treia, mentre i maggiorenni hanno pagato autonomamente», precisano i tifosi, prendendo le distanze dai ragazzi entrati attraverso il cancello di emergenza: «Non facevano parte del gruppo, non abbiamo responsabilità nei loro confronti».

Anche sui cori il gruppo offre una lettura diversa, riconducendoli alla goliardia tipica del mondo ultras. «Quando li abbiamo ricevuti noi, siamo stati al gioco senza fare gli offesi», afferma il comunicato.
Infine, l’Aurora Korps respinge l’idea di un clima di odio nei confronti del Chiesanuova, sostenendo che la rivalità calcistica non comprometta i rapporti quotidiani tra i giovani delle due comunità. «La maggior parte dei ragazzi della nostra comunità fa sport, va a scuola ed esce insieme. La rivalità finisce con il triplice fischio dell’arbitro», conclude la nota.