L’Arci porta il grande cinema d’autore
a Matelica e Recanati

CINECULT - Il progetto prende il via domani nel comune dell'entroterra con la proiezione di "Il tempo che ci rimane" di Elia Suleiman. Nella città leopardiana una retrospettiva spietata sull'etica contemporanea con il cinema di Ruben Östlund. Ogni serata sarà arricchita da incontri di approfondimento e introduzioni

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La cultura come presidio di comunità: l’Arci porta il grande cinema d’autore nel Maceratese con il progetto “Cinecult”. In un contesto nazionale segnato dalla chiusura diffusa delle sale cinematografiche (negli ultimi anni oltre 600 schermi sono scomparsi in Italia e a ottobre 2024 si registra un -30% di biglietti venduti rispetto al 2019) e dal cambiamento delle abitudini di fruizione dovuto alle piattaforme streaming, il cinema condiviso vive una crisi profonda. Questa riduzione dei luoghi di incontro e degli spazi culturali accessibili rischia di indebolire la coesione sociale e di provocare isolamento, disintermediazione e disaffezione civica, penalizzando in particolare i territori interni e le fasce di popolazione come giovani, anziani e persone a basso reddito.

Per contrastare questa crisi della socialità e valorizzare il ruolo sociale di circoli e associazioni, che spesso soffrono della mancanza di supporto tecnico e visibilità, il progetto Cinecult intende promuovere il welfare territoriale. L’obiettivo generale è rendere le comunità e i territori più inclusivi e sostenibili, valorizzando gli spazi dell’audiovisivo come luoghi di comunità nelle aree interne e marginali, e garantendo l’accesso alla cultura come parte integrante del benessere sociale. Attraverso l’educazione di qualità, l’apprendimento permanente e il sostegno alle pratiche associative, si punta a ridurre le disuguaglianze e a generare legami e opportunità di inclusione.

È con questo spirito che i circoli Arci Picchio di Matelica e Arci La Serra di Recanati, in collaborazione con Ucca (Unione circoli cinematografici Arci), promuovono per questa stagione autunnale due importanti rassegne cinematografiche. Due percorsi articolati che, attraverso la forza e l’immediatezza della settima arte, intendono trasformare la visione collettiva in un’occasione di crescita condivisa, autoformazione e cittadinanza attiva con un progetto finanziato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali – Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017.

A Matelica ci saranno la voce e le storie della Palestina. Nella sede del circolo Arci Picchio in via Beata Mattia 10, ogni giovedì, alle 21,30, prende il via la rassegna “Cinepicchio”, un ciclo a ingresso gratuito (riservato ai tesserati Arci) interamente dedicato al tema della Palestina. L’iniziativa nasce dall’urgenza di superare i filtri e l’istantaneità della cronaca quotidiana o le retoriche spesso polarizzanti, per restituire spazio alla complessità di una terra raccontata direttamente dagli sguardi di registi e registe. Attraverso queste quattro proiezioni si vuole dare voce alle storie individuali, alla memoria storica, alla vita di tutti i giorni e alla straordinaria resilienza culturale di un popolo che continua a creare e sperare.

Domani è prevista la proiezione di “Il tempo che ci rimane” di Elia Suleiman mentre giovedì 29, per la regia di Guido Chiesa, di sarà “Per amore di una donna”. Giovedì 5 novembre la proiezione de “Il figlio dell’altra” di Lorraine Lévy e giovedì 12, per la regia di Cherien Dabis, ci sarà il film “Tutto quello che resta di te”.

A Recanati spazio, invece, a una retrospettiva spietata sull’etica contemporanea con il cinema di Ruben Östlund. Il circolo Arci La serra in piazzale Beniamino Gigli 3 ospiterà un’importante retrospettiva monografica intitolata “La società del controllo. Il cinema di Ruben Östlund tra etica, ipocrisia e simulacro”, curata da Andrea Balietti e Monaldo Moretti. Le proiezioni si terranno tutti i martedì alle 21,15. Dedicato alla filmografia del celebre regista svedese, vincitore di due Palme d’oro al Festival di Cannes, il ciclo esplora con ironia e commedia nera le contraddizioni della società occidentale, del capitalismo e del politicamente corretto. Un percorso in quattro tappe che mette sotto la lente d’ingrandimento i meccanismi della pressione sociale, il crollo degli archetipi tradizionali e il rapporto tra arte, potere e comunicazione.

Il 3 novembre sarà la volta di “Involuntary” per proseguire il 10 con “Forza maggiore”. Martedì 17 sarà proiettato “The square” mentre l’appuntamento conclusivo è per il 24 novembre con “Triangle od sadness”.

Ogni serata sarà arricchita da incontri di approfondimento e introduzioni critiche volti a collegare i temi delle opere alle grandi questioni del presente come le politiche migratorie, la mercificazione della cultura e la crisi delle forme associative. Inoltre, sarà distribuito al pubblico materiale critico di sala pensato per stimolare il dibattito e il confronto collettivo al termine di ciascuno spettacolo.


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