«Casa di riposo, situazione drammatica:
gara d’appalto non prima del 2028
e costi cresciuti dell’80%»
SAN SEVERINO - L'ex assessore Claudio Scarponi: «Ciò che avevo denunciato ad agosto come rischio concreto è stato ufficializzato in Consiglio. Perché sono passati quasi quattro anni dall'avvio dell'iter senza arrivare a una svolta? Vanno verificate eventuali responsabilità. L'opposizione si è svegliata solo ora»

Claudio Scarponi
«Ciò che ad agosto avevo denunciato come un rischio concreto ha trovato conferma ufficiale nel recente Consiglio comunale: sulla nuova casa di riposo di San Severino la situazione è drammatica». Parole dell’ex assessore Claudio Scarponi, che nei mesi scorsi aveva più volte chiesto chiarezza sulla situazione della Lazzarelli, per la quale però la sindaca Rosa Piermattei, in Consiglio comunale, ha confermato la volontà di andare fino in fondo.
«Dalle parole della sindaca sono emerse ammissioni pesantissime: un aumento dei costi dell’80%, parliamo di circa 10 milioni mancanti, ritardi accumulati nella consegna del progetto di fattibilità, contrasti con lo studio di progettazione e perfino l’ipotesi di applicare penali – rimarca Scarponi – a rendere il quadro ancora più scoraggiante sono le stesse tempistiche rivelate dalla sindaca: anche nella migliore delle ipotesi, se tutto dovesse filare liscio, la gara d’appalto non vedrà la luce prima di fine 2027 o inizio primavera 2028. Tutto questo smaschera il vero volto di un’amministrazione — camuffata da finta lista civica — che aveva fatto della trasparenza e del dialogo con i cittadini il proprio fiore all’occhiello e che oggi, invece, si arrocca e nasconde i fatti nella migliore tradizione del politichese.».
Scarponi è critico pure nei confronti dell’opposizione, rea di essere stata troppo soft sulla vicenda. «Persino le forze di opposizione in Consiglio si sono svegliate in ritardo rispetto a quando ho fatto scoppiare il caso e, perfino durante il dibattito in aula, hanno mostrato tutta la propria “tenerezza”, rinunciando ad incalzare a dovere l’amministrazione su una verità sgradevole che era già sotto gli occhi di tutti – tuona l’ex assessore – se non ci fosse stata questa costante pressione e sollecitazione esterna, saremmo ancora nel silenzio assoluto. Di fronte a una situazione così grave, le risposte generiche della sindaca su “difficoltà e contrasti” non bastano più. I cittadini di San Severino hanno il diritto di conoscere esattamente i fatti e pretendere chiarezza assoluta».
Da qui una serie di domande. «Perché sono passati quasi quattro anni dall’avvio dell’iter senza arrivare a una svolta? Bisogna fare piena luce su ciò che è realmente accaduto per verificare eventuali responsabilità – continua Scarponi – perché sono serviti ben 16 mesi solo per affidare l’incarico di progettazione? Quali sono stati nel dettaglio i contrasti insorti con lo studio di progettazione e quali modifiche sono state pretese? E si fornisca la documentazione completa della gara per l’affidamento della progettazione e l’elenco dettagliato degli studi tecnici invitati. Visto l’andazzo e il concreto rischio di accantonamento del progetto, l’acquisto così veloce del terreno, per il quale il Comune si trova senza 750mila euro da quasi quattro anni, si rivela oggi una scelta del tutto incauta. Tutti questi anni di ritardo non sono un mero dato burocratico: hanno un costo economico spaventoso, con un lievitare dei prezzi che non sappiamo se e come potrà essere coperto, ma soprattutto un costo sociale incalcolabile. Sono sempre gli anziani a pagare il prezzo. La sindaca conosceva benissimo le difficoltà, i ritardi e i rischi dell’operazione, ma ha preferito tacere anziché rispondere e chiarire fin da subito alle domande di un semplice cittadino ed ex amministratore. Si poteva chiudere il caso nel giro di una settimana con trasparenza e lealtà; invece si è preferito snobbare le domande del sottoscritto e continuare a tacere, facendo finta di nulla di fronte a quello che è a tutti gli effetti un disastro clamoroso. In altri tempi, per cose di minore entità, si sarebbero chieste le dimissioni dell’intera giunta. Si è dovuto attendere il clamore di un’interrogazione in Consiglio comunale per veder finalmente ammessa una realtà spiacevole, su cui occorrerà ora fare la massima chiarezza e accertare ogni eventuale responsabilità».
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