Il nunzio apostolico per l’Italia
a Camerino per i dieci anni dal sisma

DECENNALE - Edgar Peña Parra ha concelebrato la messa nella basilica di San Venanzio. Il commissario Guido Castelli: «Dopo anni di immobilità, oggi il centro storico brulica di cantieri». Il presidente Francesco Acquaroli: «La rinascita dell'Appennino passa attraverso la tutela delle radici e la capacità di costruire un futuro»

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Castelli Monsignor Edgar Peña Parra e Massara

Il commissario Guido Castelli, il nunzio apostolico Edgar Peña Parra e l’arcivescovo Francesco Massara

Il nunzio apostolico per l’Italia e per la Repubblica di San Marino, Edgar Peña Parra, ha concelebrato a Camerino la messa per il decennale del terremoto, un momento organizzato dall’arcivescovo Francesco Massara. Un’occasione per ricordare le sofferenze delle comunità colpite e il cammino di ricostruzione intrapreso in questi dieci anni. Dolore, attese e speranza per una terra che, a dieci anni dal terremoto, continua a ricostruire. Nell’omelia nella basilica di San Venanzio a Camerino, il nunzio apostolico ha portato la vicinanza spirituale di Papa Leone XIV, richiamando il lavoro comune dello Stato, delle istituzioni, della chiesa e della società civile, con l’augurio che i paesi tornino pienamente abitati e i giovani trovino il proprio futuro nelle aree interne, contrastandone lo spopolamento.

La giornata si è aperta con una visita al centro storico di Camerino e al museo diocesano “Monsignor Giacomo Boccanera”, autentico scrigno d’arte e bellezza, ospitato nel palazzo Arcivescovile, restituito alla città un anno fa – ha fatto registrare già 11.700 visitatori provenienti d ogni parte del mondo – dopo gli interventi di recupero dai danni del sisma, con un affaccio ritrovato nella centrale piazza Cavour. Un luogo che ha segnato il ritorno a casa di tante opere d’arte, testimonianze preziose della storia, della fede e dell’identità del territorio.

Albano, Acquaroli, Castelli e Signer

Da sinistra Lucia Albano, Francesco Acquaroli, Guido Castelli e il prefetto Giovanni Signer

Intanto prosegue la ricostruzione degli altri grandi edifici monumentali della città, tra cui il duomo, i cui lavori dovrebbero concludersi entro un anno. La ricostruzione del patrimonio religioso rappresenta uno dei capitoli più significativi del percorso di rinascita dell’Appennino. Nel territorio dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino sono 231 gli interventi sugli edifici di culto inseriti nelle programmazioni commissariali, per un importo complessivo di oltre 149 milioni di euro.

«A dieci anni dal terremoto, il nostro primo dovere resta quello della memoria, ma abbiamo anche la responsabilità di guardare avanti e dare continuità al percorso di rinascita – ha detto il commissario Guido Castelli -. Camerino è uno dei luoghi che più profondamente hanno vissuto le conseguenze del sisma. Dopo anni di immobilità, oggi il centro storico brulica di cantieri e tornano progressivamente a vivere edifici e luoghi che custodiscono l’identità della comunità. Le chiese rappresentano presìdi di memoria, cultura e coesione sociale, luoghi nei quali le comunità riconoscono le proprie radici. La loro ricostruzione è parte integrante di una strategia più ampia, che punta a restituire all’Appennino le condizioni per tornare a essere un territorio attrattivo, sicuro e vitale».

Camerino visita Nunzio Apostolico

«La visita del nunzio apostolico è un segno di grande attenzione e vicinanza verso una terra che ha conosciuto il dolore della distruzione, ma che non ha mai smesso di coltivare la speranza – ha aggiunto l’arcivescovo Massara -. In questi dieci anni la chiesa ha accompagnato le nostre comunità, condividendone le difficoltà e sostenendo il desiderio di ricominciare. Il recupero delle chiese e degli edifici religiosi significa restituire alle persone luoghi nei quali riconoscersi, ritrovarsi e custodire la propria storia. Ogni chiesa che riapre rappresenta una comunità che ritrova una parte della propria identità ma sappiamo che la ricostruzione non riguarda soltanto le pietre: riguarda le persone, le famiglie, i giovani e i legami che tengono unite le comunità. Per questo è fondamentale continuare a lavorare insieme, con uno sguardo attento soprattutto a chi vive ancora situazioni di fragilità».

«La ricostruzione del patrimonio religioso è una delle priorità del nostro impegno, perché le chiese, soprattutto nei borghi dell’entroterra, sono luoghi di fede, ma anche custodi della storia, dell’arte e dell’identità delle nostre comunità – ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli -. La riapertura del palazzo Arcivescovile e del museo diocesano, così come l’avanzamento dei lavori del duomo, testimoniano i risultati di un percorso che stiamo portando avanti con determinazione. Il nostro obiettivo è restituire pienamente questi luoghi alle comunità, nella consapevolezza che la rinascita dell’Appennino passa anche attraverso la tutela delle sue radici e la capacità di costruire nuove prospettive per le generazioni future».

Guido Castelli e Monsignor Edgar Peña Parra a Camerino

Castelli e nunzio apostolico Edgar Peña Parra

«Camerino sta ritrovando, pezzo dopo pezzo, i suoi luoghi e la sua identità, grazie a un grande lavoro di squadra. Oggi compiamo un altro passo concreto con la riapertura del parcheggio di viale Emilio Betti, un’infrastruttura strategica per il centro storico. Nel giro di qualche mese tornerà in funzione anche la parte meccanizzata, che consentirà di raggiungere il cuore della città in maniera più agevole» ha concluso il sindaco Roberto Lucarelli.


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