Lo smartphone diventa sensore glicemico:
«La Regione ne renda libero l’uso»

MACERATA - La proposta avanzata dal segretario provinciale del Psi Sandro Scipioni col sostegno dell'attivista Damiano Iulio: «L’aumento costante dei casi di diabete impone risposte concrete e pragmatiche»

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sandro scipioni

Sandro Scipioni, segretario provinciale del Psi

Trasformare uno smartphone in un presidio salvavita per chi usa i sensori glicemici. Parte dal segretario del Psi Macerata Sandro Scipioni, affiancato dall’attivista per i diritti dei diabetici Damiano Iulio, la proposta alla Regione di garantire il libero utilizzo dei sensori per il monitoraggio continuo del glucosio durante l’orario di lavoro.

«Una proposta che muove dal solco della grande tradizione del socialismo riformista e si richiama idealmente all’eredità della Legge 115/87, la norma storica promossa da Bettino Craxi e dal ministro Mario Casalinuovo che trasformò la cura del diabete da mero atto assistenziale a diritto civile inalienabile – spiega Scipioni – oggi la sfida si sposta sul piano dell’innovazione e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Dobbiamo superare regolamenti aziendali obsoleti o rigidi che limitano l’uso della tecnologia in orario di lavoro».

Con l’adozione di questa misura, lo smartphone del lavoratore viene ufficialmente elevato a presidio medico salvavita e interfaccia sanitaria vitale, consentendo la rilevazione costante dei livelli glicemici, la prevenzione immediata delle crisi ipoglicemiche e l’abbattimento del rischio di infortuni. «La digitalizzazione umana significa far sì che l’innovazione tecnologica sia uno strumento di dignità e tutela della persona – dichiara Iulio – come sta già avvenendo in Emilia Romagna con l’impegno istituzionale del consigliere Andrea Massari, chiediamo che anche le Marche adottino questo provvedimento per consentire ai lavoratori diabetici di monitorare la propria salute in tempo reale tramite smartphone, senza ostacoli, discriminazioni o vincoli burocratici».

Scipioni ha interessato i consiglieri regionali Massimo Seri e Michele Caporossi al fine di far arrivare la proposta sui banchi del Consiglio regionale. «L’aumento costante dei casi di diabete impone risposte concrete e pragmatiche – continua Scipioni – riconoscere lo smartphone come strumento salvavita all’interno dei protocolli di sicurezza aziendali è una misura di civiltà a costo zero per le casse pubbliche, ma dal valore inestimabile per la salute pubblica. Sollecitiamo l’Assemblea regionale delle Marche ad approvare al più presto questo atto per garantire pari dignità e massima sicurezza a tutti i lavoratori del territorio».


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