«Uno spot aziendale sulla pelle
di tre ragazzi morti»
Francalancia replica ad Anas
STRAGE IN SUPERSTRADA - Il papà di Daniele, morto a seguito dell'incidente in superstrada dello scorso 14 giugno dove hanno perso la vita anche Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, ricorda che «l'impatto si è verificato proprio vicino al guardrail. Mio figlio non ha avuto nessuna via di fuga. Deviando il traffico, ci sarebbe certo ancora il doppio senso di circolazione, ma avremmo forse una possibilità»

«Quella dell’Anas è una risposta tristemente fredda. Si fa un elenco di ovvietà, si coglie l’occasione per elogiare le attività istituzionali di Anas e pubblicare uno spot aziendale sulla pelle di tre ragazzi deceduti solo pochi mesi fa». Così Maurizio Francalancia, papà di Daniele, morto a seguito dell’incidente in superstrada dello scorso 14 giugno in cui hanno perso la vita anche Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, della risposta arrivata ieri da Anas dopo che lui aveva pubblicato una lunga lettera aperta sulla sicurezza e sui cantieri presenti sulla principale arteria della provincia.

Maurizio Francalancia con il sindaco Sandro Parcaroli
«Quando ho iniziato a leggere la risposta scritta che l’Anas mi ha inviato tramite pec, ho letto: “riteniamo che meriti una risposta puntale”, ho quindi pensato che mi rispondessero nel merito di come era stato gestito quel cantiere, di cosa avevano parlato durante la riunione convocata in tutta fretta due giorni dopo l’incidente – spiega Francalancia -. Ho scritto alla persona che partecipò alla riunione con il prefetto, la risposta viene dal servizio clienti (come se avessi chiamato perché Netflix mi perde la connessione)».

Daniele Francalancia
L’Anas, nella risposta inviata ieri oltre al papà di Daniele anche alle testate giornalistiche, diceva che «deviare il traffico su strade secondarie non aumenterebbe la sicurezza». Secondo Francalancia, rispondere in questo modo, «perché anche nelle strade alternative si avrebbe un doppio senso di circolazione vuol dire non conoscere neanche lontanamente la dinamica di quanto successo il 14 giugno (forse durante la riunione col prefetto erano distratti). Ve lo ricordo velocemente io, signori del servizio clienti di Anas. Daniele veniva da Civitanova verso Macerata, ed è stato fatto deviare sull’altra carreggiata. Si trovava quindi a percorrere la strada, avendo sul lato destro il guardrail. L’auto procedeva dal lato opposto gli è piombata addosso venendo ovviamente da sinistra – ricorda Francalancia -. L’impatto si è verificato proprio vicino al guardrail.

Nicolas Calabrese
Daniele non ha avuto nessuna via di fuga. Deviando il traffico, ci sarebbe certo ancora il doppio senso di circolazione, ma avremmo, forse una possibilità. Certo, ci sarebbe qualche coda, e la signora Maria che deve uscire all’incrocio a raso per andare a fare la spesa dovrà aspettare un minuto in più. Ma, cari signori del servizio clienti, credo che siano scocciature che tutti siamo disposti ad accollarci pur di tornare dalla spesa e trovare ancora un figlio che ci aspetta a casa».

Giorgio Franceschini
In base alla risposta, Francalancia osserva che «è chiaro che Anas non ha alcuna intenzione di modificare le proprie linee guida e non intende mettere in atto nessuna gestione alternativa che possa cambiare le cose. Se proprio le istituzioni non riescono a evitare che persone non in condizione si mettano alla guida, lasciateci almeno la possibilità di avere una via di fuga. È chiaro che Anas risponde alle leggi e al Codice della strada senza sentire altre ragioni. Ecco perché dobbiamo impegnarci a modificare queste leggi e obbligarli a doverle seguire trovando soluzioni alternative e più sicure per tutti. Ovviamente lavoreremo anche per evitare che persone non in condizioni ottimali si mettano alla guida, ma questo è un altro discorso. Da affrontare con altre persone».
Francalancia conclude: «questa dell’Anas è un risposta tristemente fredda, talmente fredda che sembra quasi non avere neanche temperatura corporea portandomi a pensare che manco sia stata scritta da una persona».





































