L’Anas risponde a Maurizio Francalancia:
«Deviare il traffico su strade secondarie
non aumenterebbe la sicurezza»
STRAGE IN SUPERSTRADA - L'azienda ha risposto al papà di Daniele, uno dei ragazzi maceratesi morti lo scorso 14 giugno: «Le sue osservazioni meritano un riscontro puntuale. Continueremo a porre la massima attenzione, adottando ogni possibile soluzione e innovazione»

Maurizio Francalancia
Strage in superstrada, l’Anas risponde alla lettera aperta di Maurizio Francalancia, il papà di Daniele, uno dei tre ragazzi di Macerata morti in un incidente il 14 giugno scorso. Con Daniele avevano perso la vita Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini. Anas ha risposto a Maurizio. L’azienda sottolinea che «tutto il lavoro svolto da Anas sul territorio nazionale è mirato ad assicurare ai cittadini strade sicure e percorribili, adottando ogni possibile misura per innalzare i livelli di sicurezza e prevenire incidenti. Questa missione viene perseguita, in primo luogo, mantenendo e migliorando la qualità delle infrastrutture con controlli continui, lavori di manutenzione e programmi di potenziamento delle arterie stradali».

Giorgio Franceschini, Nicolas Calabrese e Daniele Francalancia
A questo si uniscono, dice Anas «campagna nazionali di sensibilizzazione, attività nelle scuole e comunicazione tramite tv, social e stampa, sui corretti comportamenti da tenere sulla strada. La ringraziamo per le osservazioni e gli spunti che ha voluto offrire. Riteniamo che meritino un riscontro puntuale che chiarisca le motivazioni tecniche, normative e di sicurezza che sono alla base delle scelte attuate nelle nostre attività su strada».
Una delle questioni sollevate da Francalancia era quella di deviare il traffico nei tratti di superstrada dove ci sono i cantieri. «Se i lavori riguardano solo una delle due carreggiate, la modalità normale di cantierizzazione consiste nella deviazione del traffico a doppio senso di marcia in carreggiata opposta, con relativa segnaletica gialla, divieto di sorpasso e limite di velocità a 40 chilometri orari. Deviare il traffico sulla viabilità secondaria non aumenterebbe i livelli di sicurezza in quanto anche la viabilità secondaria sarebbe a due corsie. Inoltre, il traffico leggero e pesante di una strada extraurbana si troverebbe a transitare su una viabilità concepita per un traffico locale, con possibili incroci a raso, accessi privati e attraversamenti pedonali, aumentando i rischi per la sicurezza. Per questo la deviazione su viabilità secondaria viene utilizzata solo quando non ci sono alternative meno impattanti e tecnicamente perseguibili».
Anas sottolinea che vengono anche piazzati delineatori flessibili: «Il codice della strada non consente altri sistemi di separazione fisica, come ad esempio un muro spartitraffico, che peraltro non avrebbe gli spazi minimi necessari per garantire la sicurezza dei veicoli in transito e, soprattutto, renderebbe difficoltoso l’intervento dei mezzi di soccorso in caso di incidente. Per quanto riguarda i dispositivi di controllo e sanzionamento, pur essendo una specifica competenza delle Forze dell’ordine in coordinamento con la Prefettura, Anas assicura come sempre la massima disponibilità per facilitarne e assicurarne l’installazione». Infine l’azienda conclude: «Nel rinnovare le più sentite condoglianze le assicuriamo che Anas continuerà con tutte le proprie forze e le proprie competenze a fare la sua parte e a porre la massima attenzione alla sicurezza stradale, adottando ogni possibile soluzione e innovazione».





































