Chiede una casa al sindaco:
lui le dà 20 euro, lei li strappa
«Un gesto spontaneo, sono amareggiato»

TOLENTINO - La donna, di Porto San Giorgio, si è presentata in Comune ed è stata ricevuta dal primo cittadino Mauro Sclavi. «L'ho vista in difficoltà, volevo aiutarla. Ma sulla questione abitativa non abbiamo margini di manovra, non essendo residente qui»

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Mauro Sclavi

Il sindaco Mauro Sclavi

di Francesca Marsili

Arriva in Comune a Tolentino dicendo di essere di Porto San Giorgio e chiedendo un alloggio. Il sindaco, non potendo prendere in carico la sua richiesta, offre un piccolo contributo, ma lei strappa la banconota lungo il corridoio. È accaduto ieri mattina in municipio a Tolentino, protagonista una donna sulla trentina.

La donna ha aspettato a lungo per parlare con il primo cittadino, Mauro Sclavi. Dalla segreteria le è stato risposto che il sindaco era impegnato nella riunione di giunta, ma lei ha risposto che lo avrebbe atteso. Terminati i lavori, Sclavi l’ha ricevuta nel suo ufficio, alla presenza della responsabile dei Servizi sociali del Comune. Al centro del colloquio, la necessità di trovare un posto dove vivere. La donna ha spiegato di essere residente a Porto San Giorgio e di aver alloggiato per alcuni giorni a San Severino, chiedendo una casa e lasciando intendere che avrebbe dovuto esserle assegnata gratuitamente. Il sindaco e la responsabile dei Servizi sociali hanno valutato con lei la situazione, ma una soluzione immediata non c’era.

Sclavi ha allora deciso di aiutarla di tasca propria, consegnandole una banconota da 20 euro perché potesse almeno pagarsi il pranzo. Un gesto che la donna non ha gradito: percorrendo il corridoio del municipio verso l’uscita, l’ha strappata. «Le ho dato quei soldi perché l’ho vista in difficoltà, è stato un gesto spontaneo – spiega Sclavi – Sulla questione abitativa, però, purtroppo non avevamo margini: la signora non è residente nel Comune di Tolentino e i nostri Servizi sociali non possono farsi carico di una richiesta di alloggio che spetta al Comune di residenza». Il primo cittadino si è detto molto amareggiato: «Mi dispiace molto per come è andata, ma le regole non le abbiamo scritte noi e vanno rispettate, non possiamo far pagare all’ente una richiesta che non aveva i criteri per essere presa in carico».

 


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